L’ipnosi clinica e l’inconscio

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L’ipnosi clinica è la modalità naturale di espansione delle capacità umane che facilita il ripristino e l’auto-regolazione delle funzioni neuro-psico-fisiologiche dell’organismo. Lavora con l’inconscio e sfrutta e potenzia i processi naturali di autoriparazione. 

Il cervello umano è plastico, cioè modifica in continuo le reti nervose in base alle esperienze, anche interiori, che facciamo rinforzando le vie più utilizzate che diventano sempre più efficienti. Nuove cellule nervose possono nascere anche in età adulta, costituendo una riserva strategica che l’ipnosi sa  come reclutare.

Infine l’essere umano è una entità psicosomatica e l’ipnosi è la via maestra per lavorare con successo sullo psicosomatico.

Nella sua funzione riparativa l’ipnosi serve a risolvere o aiutare nel trattamento di problemi medici e psicologici come ansia, attacchi di panico (sempre più frequenti tra i giovani), depressione, fobie, disturbi del sistema immunitario, dolore cronico e altri disordini del vivere contemporaneo, come dipendenze da sostanze e nuove dipendenze, sovrappeso e obesità.

Nella sua funzione generativa può servire a potenziare le performance umane a tutte le età, nello sport, agonistico e non, nel lavoro, nello studio, nelle relazioni personali: creatività, processi decisionali, attenzione, sono tutte facoltà che possono avere beneficio.

A livello regolativo, infine, può aiutare le persone a mantenersi in salute, perché le rende capaci, a un certo punto, di autoregolare le funzioni fisiologiche come le emozioni, gli ormoni, l’attività del sistema nervoso, i cicli sonno veglia, specialmente se l’autoipnosi viene imparata da subito e usata come pratica quotidiana che rinforza l’effetto della terapia. 

In ipnosi vi è uno spostamento dell’attività dalle regioni frontali dell’emisfero sinistro alle regioni posteriori dell’emisfero destro rendendoci così capaci di esplorare alternative creative impensabili nello stato ordinario filtrato dagli schemi rigidi della coscienza.

L’elettroencefalografia rileva inoltre il passaggio da una prevalenza di onde beta a onde alfa, tipiche del rilassamento, e theta tipiche del sonno REM e dell’attività onirica. Infine l’orologio interno rallenta come succede nell’amore e nelle esperienze piacevoli e la distorsione temporale è infatti uno degli indicatori più affidabili dell’avvenuta “trance”. 

In generale, i ritmi fisiologici, dal respiro, alle pulsazioni, al rilascio di ormoni, si regolarizzano, con un recupero di energie che è come ricaricare le batterie quando ce n’è bisogno. In stato di ipnosi il corpo rilascia oppioidi endogeni, endorfine, encefaline, anandamide e altre molecole con poteri antidolorifici, ansiolitici e antidepressivi, che sono come farmaci” naturali”. 

Con l’ipnosi molti  trovano finalmente il bandolo della matassa personale senza la necessità di rivangare nel passato alla ricerca delle colpe da attribuire a qualcun altro: semplicemente prendendo dimestichezza con una modalità di funzionamento rigenerativa. L’ipnosi forse funziona bene proprio perché ha a che fare  con il corpo nel suo insieme, mente compresa.

In Francia, Germania, Belgio e Stati Uniti, l’ipnosi è ormai una pratica diffusa negli ospedali perché ha il vantaggio di non avere effetti collaterali, di ridurre l’uso dei farmaci, anche  oppiacei, contro il dolore. 

È stato dimostrato che pazienti oncologici trattati con ipnosi e autoipnosi hanno percepito la metà del dolore e sono vissuti più a lungo rispetto a quelli trattati in modo convenzionale.

In Francia, grazie all’ipnosedazione, che evita l’anestesia generale ai pazienti, la mastectomia è diventata una pratica ambulatoriale nei principali istituti.  

Oggi vi è un’evidenza scientifica considerevole sull’efficacia degli interventi cosiddetti “mente-corpo”, in cui l’ipnosi ha un posto non certo marginale, che può essere di grande beneficio nel trattamento di diversi disturbi, dal dolore cronico all’ansia, dallo stress per le procedure mediche ai sintomi della menopausa, dai disturbi del sonno ai disturbi intestinali.

Alcuni stimano in un 90% circa l’attività cerebrale che avviene quasi all’insaputa della nostra coscienza. Basta notare cosa succede quando vogliamo mettere in atto una decisione presa soltanto a tavolino, quando ci innamoriamo o sentiamo un certo feeling “a pelle” per una determinata persona o situazione.

L’inconscio rappresenta un magazzino di risorse utili alla nostra sopravvivenza in quanto una delle sue funzioni più interessanti è quella protettiva: ci protegge, ad esempio, quando ci fa sentire l’emozione di paura prima ancora che la coscienza riesca a individuare il pericolo, mettendoci in prontezza operativa per reagire, scappando o affrontando la situazione. 

L’ipnosi aiuta a ritrovare in se stessi la propria autonomia vitale, uscendo per sempre da quella condizione dell’esistenza che vuole tutti cronici e bisognosi, relegati in un angolo da cui è sempre più difficile uscire. 

4 pensieri su “L’ipnosi clinica e l’inconscio

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