La disumanità del computer

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“Parte della disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo infunzione, si comporta in maniera perfettamente onesta.”                                              
Isaac Asimov
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Isaac Asimov e la fantascienza plausibile

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Isaac Asimov è stato uno dei più grandi scrittori di fantascienza ed un grande divulgatore scientifico. Nato da una famiglia ebrea nel 1920 a Petrovichi, in Bielorussia, a  tre anni si stabilisce con la famiglia a Brooklyn negli USA dove il padre gestisce un emporio di giornali e dolci. Qui Asimov impara a leggere da solo a cinque anni e poi si appassiona alla fantascienza leggendo le riviste che arrivavano nel negozio. In seguito prenderà le lauree in Chimica e in Filosofia.

Nel 1942 si sposa con Gertrude Blugerman e viene assunto come chimico presso il Naval Air Experimental Station di Philadelphia. Durante la Seconda Guerra Mondiale viene arruolato come soldato semplice e inviato anche a Honolulu, dove partecipa al primo esperimento atomico del dopoguerra. Tra il 1949 e il 1958 insegna alla School of Medicine dell’università di Boston.

Nel 1943 esce il suo primo romanzo, Paria dei cieli, poi la raccolta Io, robot e il suo primo libro di saggistica e nel 1944 nasce il figlio David. Tra il 1951 e il 1953 vengono pubblicati i romanzi Il tiranno dei mondiLe correnti dello spazio e Abissi d’acciaio, la famosa Trilogia della Fondazione,  Lucky Starr, il vagabondo dello spazio, primo della fortunata serie su Lucky Starr e l’antologia La terra è abbastanza grande.

Nel 1955 nasce Ribyn Joan, la sua seconda figlia, e gli viene conferito il titolo di professore associato di biochimica. Tra il 1955 e il 1957 alterna l’attività di professore a quella di romanziere con l’uscita di La fine dell’eternità e Il sole nudo. Nel 1958 abbandona l’attività accademica per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno.

Nel 1959 viene pubblicata l’antologia Nine Tomorrows, che però raccoglie racconti scritti negli anni Cinquanta,  e nel 1966 Viaggio allucinante. Nel 1970 si separa da Gertrude e poi sposa Janet Jeppson, una giovane psichiatra, e pubblica il libro Neanche gli dei il romanzo preferito di Asimov. Nel 1974 inizia il ciclo dei Vedovi Neri, le storie di un club di amici che si cimentano nell’investigazione.

Nel 1977 Asimov ha un attacco cardiaco che ne minerà la salute. Gli ultimi anni della sua vita sono dedicati alla produzione scientifica, con numerosi articoli di divulgazione sui più disparati argomenti. Isaac ha sempre immaginato un’umanità in viaggio attraverso lo spazio e il tempo ma egli invece non amava viaggiare, era terrorizzato dagli aerei e raramente si allontanava da New York. Conduceva una vita quasi monastica, dedita al lavoro.

E’ morto nel 1992 perchè era stato infettato dal HIV durante una trasfusione di sangue nel 1983, ma  la causa della morte è stata  rivelata solo dieci anni dopo dalla moglie. La sua salma è stata cremata e le sue ceneri disperse.

Asimov riuscì a trasformare la fantascienza, allora genere privo di contenuti, a  letteratura di livello con contenuti divulgativi e didattici. Fu tra i primi anche a puntare sulla plausibilità scientifica delle sue storie  nelle quali inseriva anche riflessioni sociologiche  e futuristiche sul destino dell’umanità.

Isaac Asimov, che aveva un quoziente intellettivo alto intorno a 160, si riteneva un razionalista e ateo critico verso le superstizioni. Si definiva un progressista su molti temi politici ed era uno strenuo sostenitore del Partito Democratico statunitense. Sosteneva anche il diritto all’esistenza dello stato d’Israele ma affermò di non essere un sionista perchè non credeva nei nazionalismi.

Difese però, attirandosi molte critiche, le applicazioni civili dell’energia nucleare e lanciò appelli riguardo alla necessità di un controllo delle nascite perchè, in caso di sovrappopolazione, nessuno avrebbe dovuto subire l’imposizione dall’alto di politiche abortiste.

Mindsight: la vista della mente o seconda vista

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La seconda vista nelle zone celtiche è un fenomeno molto comune e se ne trovano memorie anche nei romanzi irlandesi. Si tratta di una forma di previsione simile alla profezia, benché chi la formula non abbia in essa alcun ruolo. Come la profezia, anche la seconda vista è preceduta dall’assenza e dall’estasi simile a volte agli attacchi epilettici.

La seconda vista è quindi quel tipo di potere che riesce a far vedere alla persona dotata di questo dono in modo preciso e limpido le cose che ci circondano e che la gente comune non vede, come ad esempio le aure, gli spiriti, le fate. Aprire il terzo occhio, per ricevere la seconda vista è molto complicato e ci vuole molta meditazione e concentrazione sulla parte della fronte che si trova in mezzo alle sopracciglia.

Coloro che possiedono la seconda vista, però, non ne parlano quasi mai come di un dono, ma di un peso con cui convivere poichè sono afflitti da continue visioni di gente morta, di aure luminose che illuminano la gente e  prevedono anche cose che accadranno, anche in tempo molto remoto, che a volte sono spaventose.

In Westfalia nella Alta Scozia la maggior parte degli abitanti pensa di avere questo dono e racconta di vedere per strada cortei funebri, guerre in atto, armi da fuoco, di sentire il suono dei bombardamenti come se fossero reali e stessero accadendo in quel momento e di prevedere anche fatti di minore importanza ma tutto con una grande precisione nei dettagli.

Mindsight, la vista della mente, è per alcuni studiosi invece un’abilità che  avrebbe la mente di percepire anche senza vedere con gli occhi.  Sembra che circa il 30% degli individui potrebbe avere una specifica abilità nel cogliere l’esistenza di un cambiamento anche quando non hanno “visto” cosa è cambiato. Questa sarebbe la mindsight, una sorta di sistema visivo secondario utilizzato in parallelo a quello usuale.

Secondo altri però il fenomeno esiste, ma in realtà la rilevazione del “qualcosa è cambiato, ma non so cosa” sarebbe solo il primo gradino, precedente di pochissimo l’acquisizione visiva del cambiamento d’immagine.

La poliedrica Agatha Christie

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L’inglese Agatha Christie, pseudonimo di Agatha Mary Clarissa Miller Christie, Lady Mallowan (1890 – 1976), ha scritto famosi romanzi e racconti gialli, opere teatrali e alcuni romanzi rosa  con lo pseudonimo di Mary Westmacott.

E’ la scrittrice inglese più tradotta al mondo, seconda solo a Shakespeare, e nelle sue opere sono presenti personaggi ricorrenti come Hercule Poirot e Miss Marple, protagonisti di buona parte della sua produzione letteraria. Ha scritto anche un’ autobiografia pubblicata dopo la sua morte dove però non fa parola della sua misteriosa scomparsa del 1926.

Agatha nacque a Torquay nel Devon in una ricca famiglia dell’alta borghesia, era la più giovane dei tre figli nati da un ricco agente di cambio americano e della sua moglie di origine britannica Clara Boehmer. La sua famiglia aveva varie credenze esoteriche e anche lei, come i suoi fratelli, pensavano che sua madre Clara fosse una medium con l’abilità della seconda vista.

Ricevette un’ educazione domestica e i genitori le insegnarono a leggere, scrivere e a padroneggiare l’ aritmetica che peraltro le piaceva molto. Le insegnarono anche la musica e imparò a suonare il pianoforte ed il mandolino. Era anche una lettrice vorace sin dalla tenera età.

Suo padre, spesso malato e soggetto ad infarti, morì nel 1901 all’età di 55 anni lasciando la famiglia in una situazione economica incerta. Nel 1902 frequentò la Scuola per ragazze della signorina Guyer a Torquay, ma trovò difficile adattarsi all’atmosfera disciplinata, e nel 1905 fu inviata a Parigi in scuole di perfezionamento. Ritornò in Inghilterra nel 1910 e poi, con sua madre Clara malata, si recò a Il Cairo dove vi era un clima più caldo e vissero per tre mesi al Gezirah Palace Hotel.

Al ritorno in Inghilterra scrisse alcune storie in cui esprimeva il suo interesse per lo spiritismo e il paranormale e ambientò il suo primo romanzo, Snow Upon the Desert, a Il Cairo, scrivendo sotto lo pseudonimo di Monosyllaba.  Nel frattempo ebbe relazioni di breve durata con quattro uomini separati e un fidanzamento con un altro, poi incontrò Archibald Christie (1889-1962) ad un ballo.

Archie era nato in India, figlio di un giudice del servizio civile indiano, ed era un ufficiale dell’esercito. Con lo scoppio della prima guerra mondiale fu inviato in Francia per combattere le forze tedesche e così si sposarono alla vigilia di Natale del 1914 a Bristol durante una licenza.  Durante la guerra Agatha assistette i soldati feriti in ospedale come infermiera non retribuita qualificandosi come “assistente speziale”. Il marito nel 1918  ritornò in Inghilterra  come colonnello dell’Aeronautica e i coniugi si stabilirono a Londra.

Pubblicò nel 1920 il suo primo romanzo poliziesco, Poirot a Styles Court, con protagonista Hercule Poirot, un ex ufficiale di polizia belga, rifugiatosi in Gran Bretagna dopo che l’Impero tedesco aveva invaso il Belgio, noto per i suoi “magnifici baffi” e la testa a forma di uovo e che apparve poi in 33 romanzi e 54 racconti

Christie ebbe nel 1919 la sua unica figlia Rosalind Margaret poi Archie lasciò l’Air Force alla fine della guerra e iniziò a lavorare nel settore finanziario e  nella promozione dell’Esposizione dell’Impero Britannico. Per questo, la coppia lasciò la figlia Rosalind con la madre e la sorella di Agatha e viaggiarono in Australia, Nuova Zelanda, Hawaii e Sudafrica dove impararono a surfare.

Archie poi però chiese il divorzio perchè si era  innamorato di Nancy Neele, il 3 dicembre 1926 i Christie litigarono e lui andò a trascorrere il fine settimana con la sua amante. Quella stessa sera la Christie scomparve lasciando una lettera in cui diceva che sarebbe andata nello Yorkshire. La sua auto fu in seguito trovata sopra una cava di gesso, con una patente di guida scaduta e dei vestiti.

Della sua scomparsa si occuparono oltre a  mille agenti di polizia, 15.000 volontari e diversi aerei. Sir Arthur Conan Doyle regalò a una medium uno dei guanti della Christie per trovare la donna scomparsa. La notizia comparve anche nella prima pagina del The New York Times. Agatha fu ritrovata solo dopo dieci giorni presso un hotel dello Yorkshire, registrata come “signora Teresa Neele”, il cognome dell’amante del marito, nata a Città del Capo.

Probabilmente era depressa per il lavoro letterario, per la morte della madre e  per l’infedeltà di suo marito. La reazione pubblica dell’epoca fu in gran parte negativa, supponendo che fosse una trovata pubblicitaria o un tentativo di incastrare il marito per omicidio. I Christie divorziarono nel 1918, Archie si risposò e Agatha mantenne la custodia della figlia Rosalind e il cognome di Christie per la sua scrittura. Durante il loro matrimonio, aveva pubblicato sei romanzi, una raccolta di racconti e diversi racconti su riviste.

La Christie si recò a Istanbul e a Baghdad sull’Orient Express  e in questo viaggio, nel 1930, incontrò Max Mallowan, un giovane archeologo di 13 anni più giovane, che sposò poco dopo. Il loro matrimonio durò fino alla morte della Christie nel 1976.

Spesso accompagnava il marito nelle spedizioni archeologiche e questi viaggi fecero da sfondo a molti dei suoi romanzi ambientati in Medio Oriente. La Christie soggiornò spesso anche ad Abney Hall, nel Cheshire e il posto divenne la più grande ispirazione di Agatha per la vita in campagna, con tutti i suoi servitori e la sua magnificenza intrecciati nelle sue trame.

Durante la seconda guerra mondiale lavorò in una farmacia di Londra, dove acquisì una conoscenza dei veleni che mise a frutto nei suoi romanzi polizieschi post-bellici. Spiegò ad esempio che il primo indizio dell’avvelenamento da tallio è la perdita di capelli da parte delle vittime.

A seguito della nomina a cavaliere del marito per il suo lavoro archeologico  nel 1968, la Christie assunse il titolo di Lady Mallowan e nel 1971 fu promossa a dama comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico. Morì per cause naturali nel 1976 all’età di 85 anni. Le sopravvisse la sua unica figlia, Rosalind Hicks e il nipote, Mathew Prichard. Suo marito si risposò nel 1977 ma morì l’anno successivo a 74 anni e fu sepolto accanto ad Agatha Christie.

Durante la seconda guerra mondiale, Christie scrisse i  romanzi Sipario e Addio a Miss Marple, intesi come gli ultimi casi dei detective Hercule Poirot e Miss Marple.In particolare era sempre più stanca di Poirot che negli anni ’60 definì “un cagnaccio egocentrico”. Christie non scrisse mai un romanzo o una storia breve con i due protagonisti insieme.

Christie costruì la classica struttura del giallo: un omicidio è commesso, ci sono più sospetti che nascondono dei segreti, il detective scopre gradualmente questi segreti rivelando i più clamorosi verso la fine. I colpevoli sono bambini, poliziotti, narratori, individui già defunti e a volte non comprendono sospetti noti, come in Dieci piccoli indiani, o comprendono tutti i sospettati come nel romanzo Assassinio sull’Orient Express.

Il gatto nero fra fortuna e sfortuna

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Gli Antichi Egizi tenevano in grande considerazione il gatto e lo scelsero per incarnare Bastet divinità raffigurata con corpo di donna e testa di gatto e anche Sekhmet, sorella di Bastet, è raffigurata con parti anatomiche di gatto .L’animale condivideva con Bastet la fertilità e la chiaroveggenza e con Sekhmet la preveggenza.

I gatti erano per gli Egizi animali sacri al punto che, se ne veniva ucciso uno, il responsabile doveva essere punito e in caso di incendio il gatto doveva essere salvato prima di ogni altro membro della famiglia. Quando un gatto moriva, per le persone a lui legate cominciava un periodo di lutto e dovevano rasarsi le sopracciglia.

Il fascino simbolico del gatto passò in Grecia e nell’antica Roma, dove fu considerato attributo della dea della caccia Diana e quelli neri si ritenevano forniti di doti magiche. La vicinanza del gatto all’uomo è quindi antichissima anche per l’abilità del gatto nel cacciare animali come topi, ratti e insetti.

Con il tempo però si diffuse l’idea che per assicurarsi un buon raccolto fosse necessario seppellire nel campo, durante la semina, un gatto nero oppure spargere le sue ceneri sul campo. Si arrivò a sacrificare un gatto come ringraziamento per il raccolto e a considerarlo alleato delle donne tacciate di essere delle streghe. Durante il Medioevo ci sono stati gatti neri arsi vivi, gettati dalla cima dei castelli o uccisi con l’intento di tenere lontani gli spiriti malevoli.

Nei paesi anglosassoni il gatto nero è considerato invece un talismano, gli scozzesi credono che l’arrivo di un gatto nero  significhi prosperità e i  marinai volevano un “gatto della nave” nero perché avrebbe portato fortuna A volte, le mogli dei pescatori tenevano gatti neri in casa con la speranza che avrebbero usato la loro influenza per proteggere i loro mariti in mare. Anche i pirati credevano che tenere a bordo delle loro navi un gatto nero avrebbe propiziato fortunate avventure e ricchi tesori.

Accarezzare un gatto nero tre volte era  un altro rituale considerato fortunato, così come strappargli l’unico pelo bianco. E’ diffusa anche l’idea che chi riesce a conquistare la simpatia di un gatto incontra una buona fortuna e un gatto nero porta benessere, amore e soldi. Si pensa inoltre che un gatto nero tenuto in casa, assorbendo le energie negative, le neutralizzi dando sicurezza e benessere in famiglia.

I gatti neri sono considerati benauguranti anche in  il Giappone e nella simbologia islamica sono animali con “sette anime” . In Birmania e nel Siam vi era la credenza secondo cui, quando un uomo moriva, il suo spirito, prima di andare in cielo, andasse in un gatto fino alla morte fisica dell’animale.

Il genio Leonardo da Vinci

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Leonardo da Vinci, considerato uno dei più grandi geni dell’umanità e talento universale del Rinascimento, si occupò di architettura e scultura ma fu anche disegnatore, pittore, ritrattista, scenografo, anatomista, musicista, progettista e inventore.

Nacque nel 1452 a Vinci figlio illegittimo del notaio Ser Piero d’Antonio e di Caterina, una donna che sposerà poi un contadino, ma venne accolto nella casa paterna ed allevato con affetto. Quando ebbe sedici anni il nonno morì e tutta la famiglia si trasferì a Firenze.

Il padre lo mandò nella famosa bottega di Andrea Verrocchio, pittore e scultore orafo, dove Leonardo dimostrò subito grande curiosità per tutte le disclipline artistiche e cercò di integrare l’osservazione dei fenomeni naturali con le sue cognizioni scientifiche.

Poco più che ventenne Leonardo, ancora incerto sul proprio futuo, si avvicinò al mondo della scienza e frequentò l’anziano geografo e astronomo Paolo dal Pozzo Toscanelli, approfondì l’anatomia assistendo alla dissezione dei cadaveri nelle camere mortuarie degli ospedali e studiò la fisica e la meccanica anche tramite esperimenti diretti.

Nel 1476 venne presentata una denuncia anonima contro diverse persone, tra le quali Leonardo, per sodomia avvenuta verso il diciassettenne Jacopo Saltarelli. A Firenze la pena prevista per i sodomiti prevedeva l’evirazione per gli adulti e la mutilazione di un piede o della mano per i giovani. La denuncia riguardava anche Leonardo Tornabuoni, della potente famiglia imparentata con i Medici, e perciò l’accusa venne archiviata.

Alla fine del 1478 incominciò la Madonna Benois, oggi all’Ermitage di San Pietroburgo, e la Madonna del Garofano e nel 1480 entrò a far parte  dell’accademia del Giardino di S. Marco sotto il patrocinio di Lorenzo il Magnifico. Ricevette poi l’incarico di dipingere l’Adorazione dei Magi per la chiesa di S. Giovanni Scopeto appena fuori Firenze, che oggi si trova agli Uffizi.

Dal 1485 progettò per Ludovico Sforza detto il Moro sistemi d’irrigazione, dipinse ritratti e realizzò scenografie per feste di corte. Lorenzo il Magnifico mandò Leonardo trentenne dal duca di Milano per presentargli una lira in argento, fatta in parte a forma di una testa di cavallo, e con quello strumento Leonardo partecipò a una gara musicale superando tutti gli altri musicisti.

In quell’occasione scrisse anche una famosa “lettera d’impiego” di nove paragrafi, in cui descriveva i suoi progetti di ingegneristica, di apparati militari, di opere idrauliche, di architettura e,  alla fine, di pittura e scultura  di cui occuparsi in tempo di pace tra cui il progetto di un cavallo di bronzo per un monumento a Francesco Sforza.

Dipinse la Vergine delle Rocce, nelle due versioni di Parigi e di Londra, e nel 1489-90 preparò le decorazioni del Castello Sforzesco di Milano per le nozze di Gian Galeazzo Sforza con Isabella d’Aragona e si occupò della bonifica nella bassa lombarda. Nel 1495 iniziò il famoso affresco del Cenacolo nella chiesa Santa Maria delle Grazie, che terminò nel 1498, poi fuggì da Milano perché invasa dalle truppe del re di Francia Luigi XII rifugiandosi a Mantova e Venezia.

Nel 1502 Leonardo lavorò per Cesare Borgia come architetto e ingegnere militare per rilevare e aggiornare le fortificazioni delle città di Romagna conquistate. Mise a punto anche un nuovo tipo di polvere da sparo formata da una miscela di zolfo, carbone e salnitro e studiò macchine volanti e strumenti per la guerra sottomarina.

Nel 1503 doveva affrescare, insieme a Michelangelo, il Salone del Consiglio grande nel Palazzo della Signoria di Firenze e rappresentare la Battaglia di Anghiari ma non terminò l’opera per la sua ossessiva ricerca di tecniche artistiche da sperimentare o da innovare. Dipinse in questo periodo anche il quadro della enigmatica Monna Lisa, detta la Gioconda, che ora si trova presso il museo del Louvre di Parigi.

Nel 1504 morì il padre Piero, di 80 anni, che lasciò 10 figli maschi e due femmine e, contro i fratelli che gli opponevano l’illegittimità della sua nascita, Leonardo chiese il riconoscimento delle sue ragioni ma dopo una causa giudiziale nel 1506 fu escluso dalla liquidazione dell’eredità.

Leonardo dedicò particolare attenzione allo studio del volo e al progetto di una nuova macchina volante e iniziò, senza completarlo, un trattato sul volo. Nel 1505 scrisse però il Codice sul volo degli uccelli in cui progettò il Grande Nibbio, la sua macchina volante più evoluta.

Riprese gli studi sull’anatomia dei volatili e sulla resistenza dell’aria e, attorno al 1515, sulla caduta dei pesi e sui moti dell’aria. Poi cercò di costruire originali macchine volanti e pare che fece sperimentare il volo a Tommaso Masini detto “Zoroastro”, dalla collina di Fiesole ma il suo attendente cadde e si ruppe anche una gamba.

A Roma poi cominciò a lavorare sul progetto degli specchi ustori che dovevano servire a convogliare i raggi del sole per riscaldare una cisterna d’acqua, utile alla propulsione delle macchine. Il progetto però incontrò difficoltà perché Leonardo non andava d’accordo con i suoi lavoranti tedeschi specialisti in specchi.

Ripresi i suoi studi di anatomia, fu accusato di stregoneria da una lettera anonima inviata probabilmente per vendetta dai due lavoranti tedeschi e così Leonardo nel 1517 si recò ad Amboise, presso il re di Francia Francesco I, dove si occupò anche di progetti  idrologici per alcuni fiumi francesi. Nel 1519 fece testamento lasciando tutti i suoi beni a Francesco Melzi, un ragazzo conosciuto a 15 anni  e poco dopo morì.

Leonardo è sempre stato avvolto da un alone di mistero per la singolare personalità e per la poliedricità dei suoi interessi. Originali appaiono i metodi con cui conduceva le sue indagini anatomiche e il suo approccio materiale anticipatore dei tempi. Era mancino e la sua scrittura, da destra a sinistra, era criptica e inoltre per divertimento inventava frasi in codice, anagrammi e rebus.

Il fennec piccola volpe e folletto del deserto

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Il fennec è la più piccola volpe al mondo, il suo peso si aggira intorno a 1 kg, è in media alto 20 cm e lungo circa 30 cm, la coda è lunga 25 cm e le lunghe orecchie  possono raggiungere i 15 cm. Vive nel deserto del Sahara e nelle regioni del Nord Africa per cui le sue abitudini notturne lo aiutano a sopravvivere alle temperature infuocate dell’ambiente desertico.

Le grandi orecchie disperdono parte del calore corporeo e contribuiscono ad abbassare la temperatura interna, i peli lunghi e sottili lo riparano dal freddo durante la notte e lo proteggono dal caldo durante il giorno. Anche i piedi sono coperti da una spessa pelliccia che gli permette  di muoversi sulla sabbia rovente senza ustionarsi.

Vive in rifugi sotterranei che scava con i piedi e in piccole comunità di circa una decina circa di animali . La femmina fennec marca il territorio con la propria urina e diventa aggressiva quando entra in competizione durante la stagione degli accoppiamenti.

La dieta è onnivora, mangia piante, roditori, uova, rettili, uccelli ed insetti e può resistere per lunghi periodi senz’acqua. La pelliccia è omogenea color crema tranne che sulla punta della coda che finisce con un ciuffo nero.

È un animale estremamente curioso e intelligente. Per questa sua caratteristica e per la sua abitudine a scomparire improvvisamente in una delle sue lunghe gallerie sotto la sabbia, i nomadi lo chiamano “folletto del deserto”.