L’odore della pelle

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Caldo, sudore, emozioni e conseguente sensazione di sentirsi accaldati sono alcuni dei motivi per cui l’odore della nostra pelle può subire dei cambiamenti oltre alla fisiologia dell’individuo.

Si possiede un odore più o meno forte in base alla secrezione delle ghiandole, a loro volta stimolate degli ormoni. Un odore acre è generato dagli ormoni maschili, uno più dolce è associato a quelli femminili. Durante il ciclo mestruale, però, l’odore di una donna può essere più forte, proprio a causa della massiccia dose di ormoni in circolo. Così come nella fase dell’ovulazione, in cui però vengono emanati dei feromoni capaci di attirare i potenziali partner maschili.

Anche gli uomini possiedono dei feromoni che attirano le donne: questi stimolano l’istinto femminile che riconosce nell’individuo che li emana virilità, forza e protezione. Non è un caso se alcune case cosmetiche abbiano inserito nei loro profumi queste sostanze.

Il cattivo odore è dovuto invece alla presenza di alcuni microrganismi: i batteri. Questi, che trovano terreno fertile in ambienti caldi e umidi, si sviluppano molto velocemente sotto le braccia, nelle scarpe e in tutti i luoghi che rispondono a tali requisiti.

Anche l’alimentazione ha il suo peso nel determinare l’odore corporeo: alcuni cibi possono alterare il Ph della pelle e dar vita a “profumazioni” particolari. La pelle è un organo che respira e che rilascia verso l’esterno gli “scarti” dell’organismo: l’esempio più lampante è quello associato al consumo di aglio. Ll’aroma dell’aglio è emanato dal corpo stesso e scomparirà solo quando verrà eliminato completamente dall’organismo. Si può accelerare tale processo bevendo molta acqua, che aiuta l’organismo a depurarsi e ad eliminare le scorie.

La trimetilaminuria poi è una malattia metabolica che fa puzzare di pesce marcio la pelle dell’individuo che ne è affetto. Ciò è determinato dalla incapacità di metabolizzare una sostanza, la trimetilammina, che stagnando nell’organismo, provoca del cattivo odore dalle ghiandole principali

L’odore della pelle cambia anche con l’età. I bambini hanno un profumo dolce e sembrano odorare di caramella. l’odore si appesantisce con la pubertà, quando  gli ormoni  si scatenano. Da adulti si usano deodoranti e profumi adatti al proprio tipo di pelle e si assiste ad un riequilibrio ormonale

Contrariamente a quanto si crede, gli anziani emanano un odore molto più leggero anche se sa di “vecchio” rispetto ad adulti o ragazzi. Questo perché gli ormoni in circolo sono, ormai, inferiori se paragonati a quelli degli anni precedenti. La capacità umana di riconoscere gli odori e di collocare la persona a cui appartiene ad una precisa fascia d’età è innata nell’uomo come negli altri animali.

 

 

 

Il futuro delle auto elettriche

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Il problema più grande che ha impedito la diffusione delle auto elettriche è sicuramente il tempo di ricarica delle batterie che dura ore e non pochi minuti come avviene per il rifornimento delle altre auto. Ma una nuova tecnologia, sviluppata da una Università dell’ Indiana, potrebbe dare un’accellerazione al cambiamento.

E’ stata presentata una ricerca ad una conferenza internazionale svoltasi a Rotterdam in Olanda per un nuovo tipo di batterie prive di membrana e con elettroliti fluidi (per esempio una miscela di acqua ed etanolo o metanolo). Queste miscele potrebbero quindi essere rifornite alle auto elettriche tramite pompe e non più con stazioni di ricarica in un modo non troppo diverso da come ora si va a rifornire il serbatoio di un’auto che va a benzina o diesel.

I liquidi della batteria esauriti potrebbero poi essere portati in appositi impianti di ricarica, dove gli elettroliti verrebbero rigenerati. Tali impianti, per mantenere il ciclo completamente “ad emissioni zero”, potrebbero essere solari, con turbine a vento o ideroelettrici.

Batterie di questo genere esistevano già ma per la prima volta i ricercatori sono riusciti a rimuovare le membrane, con riduzione dei costi e aumento della durata delle batterie. Inoltre, i componenti di questo  sistema pare siano abbastanza sicuri da poter essere immagazzinati anche in una casa, abbastanza stabili da poter soddisfare le principali esigenze di produzione e anche economici.

 

Etichettatura uova

Oltre che la data di scadenza è importante  la provenienza delle uova . E’ abbastanza facile  imparare a leggere velocemente  l’etichettatura stampata sulle uova:

– il primo numero, che va da 0 a 3, indica la tipologia di allevamento (0 agricoltura biologica, 1 uova da allevamento all’aperto, 2 allevamento a terra, 3 allevamento in gabbia)

– le due successive lettere  dicono lo Stato di produzione  (IT nel caso dell’Italia)

 – verso la fine vi sono le lettere che indicano la Provincia di produzione (nell’esempio riportato è Torino)

L’Italia è esportatrice di uova, quindi le uova comprate in Italia quasi sempre sono prodotte nel nostro Paese.

 

Ibernazione post mortem

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Alcune persone, spesso malati terminali, chiedono di  non essere sepolti ma crioconservati dopo la morte, nella speranza di poter essere riportati in vita in futuro. Dopo il decesso, le salme vengono affidate a società private che si occupano di crionica cioè di conservazione al freddo di corpi dopo la morte. Il costo supera i 43.000 euro.

Per capire quante speranze ci sono, dal punto di vista scientifico, che un corpo umano ibernato possa rivivere bisogna almeno analizzare due aspetti distinti: quello dei tessuti e quello delle connessioni neurali. Per il primo aspetto, un grande passo in avanti è stato quello della vetrificazione dei tessuti biologici, cioè la loro solidificazione senza formazione di cristalli di ghiaccio.

L’uomo non è fatto per essere “surgelato” e poi scongelato. Se le nostre cellule congelano, i cristalli di ghiaccio che si formano al loro interno finiscono, mano a mano che si espandono, per distruggerle: quando il corpo ritorna a una temperatura normale, dei tessuti congelati non rimane che poltiglia, come è accaduto per i corpi degli esploratori artici. La vetrificazione sostituisce il sangue con un cocktail di sostanze antigelo che, sotto ai – 0 °C, rende il liquido iniettato solido come vetro.

L’altra strada, altrettanto controversa e d’avanguardia, è il trapianto della testa. La tecnica funziona bene su piccoli campioni di tessuto, su embrioni e cellule uovo nei trattamenti per la fertilità. Recentemente ha permesso di criopreservare e poi “scongelare” un cervello di coniglio, lasciandolo in perfetto stato, almeno esternamente.

Tuttavia non è mai stata testata su organi umani, nemmeno per i trapianti, ed è per adesso impossibile affermare che possa mantenere un intero organismo in perfetto stato.

Rimane poi il grande problema del “contenuto”dentro all’involucro. Memoria, carattere, personalità sono il prodotto di connessioni neurali, una rete che molto difficile pensare di poter congelare e preservare in eterno. Si è riflettuto sulla possibilità di “scaricare” il contenuto del cervello in un computer e far rivivere il defunto in un robot, anziché tentare di riportarne in vita il corpo.

Ma non esiste alcun computer in grado di riprodurre i rapporti tra i 100 miliardi di neuroni del cervello umano e, anche se un giorno ci fosse, forse non riuscirebbe ad esaurire la complessità della mente umana.

Questo panorama rappresenta la situazione attuale ma non esclude che nuove scoperte scientifiche possano rendere il percorso più agevole.

La sindrome di Crigler-Najjar e i figli della luce blu

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I figli della luce blu si addormentano ogni notte dentro alla loro cameretta illuminata da una luce blu che li tiene in vita e nella Pennsylvania rurale dei Mennoniti, le luci blu che illuminano alcune finestre sono solo quelle che vegliano su questi bambini.

Questi bambini sopravvivono solo così perchè la luce del sole li uccide. Hanno la sindrome di Crigler-Najjar, condizione genetica che impedisce al loro fegato di metabolizzare la bilirubina, il pigmento prodotto dalla normale morte dei globuli rossi che, se non è espulso, provoca l’itterizia e l’intossicazione sistemica. La malattia è diffusa fra i bambini dei Mennoniti e degli Amish, gruppi in cui ci si sposa tra le stesse famiglie.  Spesso hanno la bilirubina centocinquanta volte superiore al massimo considerato normale: diviene un veleno che colpisce il cervello e conduce a morte.

Soltanto l’l’illuminazione con lampade blu sospese sopra le culle, i loro lettini e letti quando divengono più grandi, permette al corpo dei bambini di espellere la bilirubina e di avere qualche speranza di sopravvivere in attesa dell’unica cura reale che è il trapianto di fegato. E il trapianto spesso non è possibile prima dell’adolescenza, Per almeno dodici ore al giorno, nei casi più gravi anche per tutto il giorno, devono giacere completamente svestiti e perennemente accuditi nel caso manchi la corrente.

Fino ai primi anni ’90, i figli degli Amish e  dei loro cugini Mennoniti in Pennsylvania, nell’Ohio, in Indiana e in Canada dove maggiormrnte queste comunità vivono, erano condannati a morte precoce. Raramente raggiungevano i tre anni e anche se riuscivano a sopravvivere un poco più a lungo i danni cerebrali erano gravissimi e irreversibili.

I Mennoiti inizialmente non volevano intrapprendere queste cure perchè contrari alle tecnologie come predicava il loro fondatore, l’ex sacerdote cattolico olandese Menno Simmons.  Non arrivavano però, come invece fanno ancora gli Amish, al totale rifiuto dell’elettricità e dei motori a scoppio e nelle loro case scienza e tecnologia sono accolte per il minimo indispensabile, per cucinare o per non finire assiderati nel freddo invernale.

Ma i bambini morivano e l’incidenza del morbo, rarissimo nel resto della popolazione  (centodieci casi al mondo), era alta tra i 70 mila fedeli di Menno. Non accettarono subito questa cura. Questa gente è mite ma attaccata fortemente alla fede tanto che furono oggetto di deportazione nei campi di concentramento americani durante la seconda guerra mondiale e poi negli anni del Vietnam per il loro pacifismo intransigente e quindi per diserzione.

Ma tra la fedeltà alla dottrina e la vita dei loro figli, la congregazione dei Mennoniti alla fine ha accettato la tecnologia che avrebbe prolungato e forse salvato la vita dei bambini e nelle notti della Pennsylvania cominciarono ad accendersi i riquadri blu, le finestre della speranza.

Nella cucina comune e  nelle altre stanze da letto, le donne accendono di sera le lampade a petrolio ma  nella stanza riservata ai figli della luce, accendono il baldacchino di acciaio con la batteria di lampade blu, alimentate spesso da un generatore.  Nessuna industria  vuol produrre i baldacchini di luci perché ci sono troppo pochi casi per giustificare l’investimento e loro se li costruiscono da soli.

 

X Agosto

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San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.

 

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh!, d’un pianto di stelle lo innondi
quest’atomo opaco del Male!

“X Agosto” è una delle poesie più celebri del poeta italiano Giovanni Pascoli (1855- 1912), esponente della corrente del Simbolismo e del movimento letterario del Decadentismo .

La poesia è dedicata alla morte del padre, assassinato in condizioni misteriose il 10 agosto del 1867 giorno che rappresenta  anche la notte di San Lorenzo famosa per le sue stelle cadenti. Pascoli osserva questo splendido fenomeno naturale con gli occhi di un uomo sofferente e rattristato, che vede nelle comete le lacrime di un grande pianto, quello di un cielo disperato e deluso proprio come egli stesso che è stato tradito dal destino crudele.

Paragona la morte del padre a quella di una rondine che doveva tornare al nido per nutrire i suoi piccoli ma che, essendo stata uccisa, lascia i suoi “rondinini” affamati e morenti. Il “nido” esprime il senso di protezione che la casa  trasmette e soprattutto il concetto di “nucleo famigliare”.

La rondine viene uccisa e “cadde tra spini”: questo è un preciso richiamo all’idea di un omicidio ingiustamente portato a termine. La rondine viene infatti collegata all’immagine del Cristo in croce, simbolo della vittima sacrificale per eccellenza.  Questo simbolo, rivela come Giovanni Pascoli in questa poesia sente il Cielo come un’entità lontana dal mondo, distaccata dagli eventi terrestri e soprattutto immobile, intento solo a guardare dall’alto senza intervenire per impedire le ingiustizie e i delitti.

Le stelle cadenti e la notte di San Lorenzo

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Lo sciame delle Perseidi, tra i tanti sciami meteorici dell’estate, è quello che più di tutti ci fa guardare il cielo.  Le stelle cadenti originate dalla cometa Swift-Tuttle, meglio note comelacrime di San Lorenzo, sono tradizionalmente legate alla notte del 10 agosto, anche se spesso non è la data migliore per vederle.

L’attività delle Perseidi dura complessivamente oltre un mese, dal 15 luglio al 24 agosto e, quest’anno le scie luminose nel cielo, dovute aiframmenti di materia che si incendiano nell’atmosfera, saranno osservabili non tanto la notte di San Lorenzo  ma soprattutto nella notte tra sabato 12 e domenica 13 agosto, dal tramonto fino all’alba.

Il momento migliore per volgere gli occhi all’insù sarà nelle ore centrali della notte anche se la luna sarà fastidiosa, poiché il satellite naturale della Terra sarà alto nel cielo ed illuminato per circa l’80 % . La pioggia di meteore però arriverà da un’inclinazione di circa 60 gradi rispetto alla linea dell’orizzonte e pertanto dovrebbe essere possibile vedere un buon numero di eventi.  la Luna con il suo chiarore disturberà meno fino a mezzanotte, poiché sarà ancora molto bassa sull’orizzonte.

Gli occhi o gli strumenti di osservazione, dovranno essere puntati a Nord-Est in direzione della costellazione di Perseo, che si trova fra Andromeda e il pentagono dell’Auriga. Per migliorare l’osservazione conviene recarsi in luoghi con il minor inquinamento luminoso possibile  e minor foschia.

Occorre circa mezz’ora per abituare lo sguardo e raggiungere una soddisfacente capacità di osservazione. I binocoli sono del tutto inutili, e guardare lo schermo luminoso dello smartphone non fa che peggiorare le cose. E’ sconsigliato anche l’uso di torce elettriche e di altri dispositivi di illuminazione.

In teoria si potrebbe arrivare a osservare fino a 80-100 meteore all’ora, ossia più di una stella cadente al minuto. ma  quest’anno sarà molto difficile perchè non sono previsti picchi di attività particolarmente intensi.