III- Capelli rossi

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I capelli rossi sono il colore naturale più raro per gli umani ed è associato  alla caratteristica delle lentiggini, soprattutto in Scozia e in Irlanda. Tutti i rossi presentano varianti nella regione MC1R nel cromosoma 16, motivo per cui le persone con capelli di colore rosso hanno anche la pelle chiara.

La bassa concentrazione di melanina nella pelle conferisce però una sufficiente concentrazione dell’importante vitamina D che può essere prodotta anche in condizioni di poca luce solare al giorno come nei paesi dell’estremo Nord. Studi recenti hanno ipotizzato che la pelle chiara aiutasse a prevenire il rachitismo nei climi freddi incoraggiando l’innalzamento del livello di produzione di vitamina D.

La melanina nella pelle aumenta la tolleranza della pelle all’azione dei raggi UV e le persone con la pelle chiara e i capelli rossi possono più facilmente subire danni da scottature dovuti alla minor presenza di melanina. Quando però le radiazioni UV sono eccessive, ad esempio nelle regioni vicine all’equatore, la mancanza di melanina fa alzare il rischio di cancro alla pelle.

Si stima che il genere dei capelli rossi si sia definito tra 20.000 e 100.000 anni fa e studi sul  DNA hanno comprovato che anche alcuni uomini di Nearderthal già avevano i capelli rossi.

Tutti i tipi di capelli hanno come base il pigmento rosso. È per questo che ci sono uomini bruni con una barba rossa e chi è biondo e vuole tingersi di scuro i capelli deve prima tingerli di rosso.

I rossi di capelli assorbono gli anestetici molto più rapidamente rispetto alle altre persone e quindi vi è il rischio che si sveglino prima dall’anestesia generale quindi nel bel mezzo di un intervento chirurgico  e pertanto hanno bisogno di una una dose di anestetico più alta.

Inoltre sono più insensibili al dolore e per fare del male ad un rosso di capelli bisogna usare più forza rispetto ad altre persone. Inoltre i rossi si feriscono molto più facilmente  evidenziando i tratti violenti delle aggressioni.

All’epoca della caccia alle streghe, il capelli rossi erano visti come un segno del diavolo e spesso le persone rosse di capelli venivano condannate al rogo. Durante il Medioevo, i capelli rossi e gli occhi verdi si associavano a vampiri e uomini lupo.

Ricerche cliniche che misurano la risposta fisica allo stress e ad eventi negativi attestano che in tali circostanze nelle persone dai capelli rossi il ritmo cardiaco e della respirazione aumenta con una frequenza più alta se paragonati al resto della popolazione.

Meno del 4% della popolazione mondiale è rossa di capelli ma in una Nazione la percentuale raggiunge il 10%. La maggior parte dei rossi di capelli hanno gli occhi marroni. L’essere rosso ed avere gli occhi azzurri sono due caratteristiche controllate da geni recessivi. La combinazione delle due è rarissima in quanto solo l’1% della popolazione mondiale è rossa con gli occhi azzurri.

Un rapporto del 2007 ha riportato che in futuro i capelli rossi sono destinati ad estinguersi pur restando in circolo il potenziale genetico.

Domanda : in quale Nazione la percentuale dei rossi raggiunge il 10%?

II – Capelli bianchi

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Con l’età gli anziani tendono ad avere i capelli bianchi ma a volte anche i giovani possono averli se albini.Per albinismo si intende una anomalia congenita ereditaria che altera  la produzione di melanina, il  pigmento che colora capelli, pelle e iridi degli occhi  e in questi casi  è del tutto assente o presente in quantità inferiore rispetto alla norma. Le cellule che, solitamente, producono, la melanina non funzionano come dovrebbero e questo a causa di una mutazione genetica.

I disturbi nei soggetti interessati variano da persona a persona, in base alla quantità di melanina presente. In genere gli albini hanno pelle, capelli e occhi estremamente chiari o bianchi ma esistono anche persone affette da albinismo con pelle colorita e capelli rossi o castani.

Gli albini presentano inoltre sintomi quali la sensibilità alla luce , movimenti involontari degli occhi e miopia, presbiopia o astigmatismo. In quest’ultimo caso i bambini possono sembrare ciechi nei primi mesi di vita ma la loro vista tende a migliorare con il tempo.

I capelli delle persone con albinismo sono spesso biondissimi o bianchi; la pelle ha un colorito pallido, non si abbronza e si brucia facilmente quando esposta al sole e gli occhi non avendo pigmento nell’iride sono spesso di colore grigio o blu molto chiaro.

Quando è presente la sindrome di Hermansky-Pudlak (HPS) possono verificarsi anche sanguinamento incontrollato, tendenza alle contusioni e disturbi al cuore, ai reni, ai polmoni e allo stomaco. L’alterazione della pelle può, inoltre, portare a un suo invecchiamento precoce e a un aumento del rischio di contrarre tumori cutanei.

Esistono due tipi di albinismo: l’albinismo oculocutaneo  che è il più comune e colpisce i capelli, la pelle e gli occhi  e l’albinismo oculare che colpisce soprattutto gli occhi.

Quando presenti problemi alla vista è necessario indossare occhiali da vista o lenti a contatto per tentare di correggere il disturbo. Con il tempo però potrebbe essere necessario ricorrere ad altri strumenti come la lente d’ingrandimento.

Non esiste pericolo di vita per chi soffre di albinismo, sebbene pare che le persone affette da tale patologia siano più soggette ai tumori della pelle. L’albinismo di per sé non necessita di cure, ma di supporti e piccoli accorgimenti da seguire come, ad esempio, il fatto di stare attenti all’esposizione solare per evitare ustioni.

Antichi riti della Tanzania o dello Zimbabwe  permettono agli stregoni di uccidere gli albini e farne a pezzi il corpo. I loro organi vengono cotti in pentola dagli stregoni, che ne preparano presunte pozioni magiche.

Gli albini vengono violentati, uccisi, fatti a pezzi e scuoiati. Altre volte i loro cadaveri vengono riesumati, e i loro corpi vengono estratti per preparare delle pozioni magiche. Le donne vengono violentate perché secondo alcune credenze, violentandole, lo stupratore guarirebbe dall’AIDS.

Guna Yala è un arcipelago di Panama all’interno del mare caraibico e qui vi dimora il popolo indigeno dei Kuna formato da circa 30mila persone. In queste zone il clima è tropicale e fa caldo tutto l’anno. Però il 10% dei Kuna è affetta da albinismo e circa metà della popolazione albina di Guna Yala deve fare i conti con il cancro alla pelle. La presenza qui di albini è altissima, considerando che la media mondiale è bassissima.

Anche tra gli animali ci sono gli albini: scimmie, pavoni, alligatori… Mentre altri animali come le tigri o i leoni bianchi non sono albini e devono il loro colore a un gene particolare soprannominato “gene del manto bianco”.

Domanda: qual’è la percentuale di albini fra la popolazione a livello mondiale?

Le Burrneshe

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Le vergini giurate, dette burrnesha virgjinesha in albanese, sono donne albanesi che hanno deciso di vivere come uomini. Si tratta di una scelta legata all’identità sociale e non alla sessualità. In sostanza si tratta di donne che decidono di assumere il ruolo sociale  ma non quello sessuale degli uomini.

Devono fare voto di castità e dopo un solenne giuramento pubblico, davanti ad almeno 12 uomini, ottengono il permesso di vivere come uomini. Possono quindi vestirsi con abiti maschili, portare una pistola, fumare e bere alcol, fare lavori maschili e diventare il capofamiglia. Possono fare quindi tutte le attività che la loro tradizione culturale vieta alle donne. Sono libere di fare tutto tranne che di essere donne.

L’origine di questo fenomeno risale al XV secolo come reazione alle regole imposte dal Kanun – codice comportamentale applicato soprattutto nel nord dell’Albania – che prevedevano una famiglia patrilineare, poichè la trasmissione della ricchezza e dell’autorità segue la linea maschile, e patrilocale in quanto è la donna che quando si sposa si trasferisce nel villaggio del marito.

La condizione della donna era quindi di totale sottomissione all’uomo e le famiglie senza presenza maschile erano considerate come dei paria. Di conseguenza alcune donne o per scelta per raggirare le limitazioni dovute al fatto di essere donna o per rifiutare un matrimonio combinato oppure per necessità quando malattie o faide decimavano tutti gli uomini della famiglia, decidevano di assumere il ruolo sociale di uomini. Un ruolo sancito dal giuramento però di rimanere vergini.

Una scelta libera, ma comunque pagata a caro prezzo, che non consente di tornare sui propri passi: in caso di “pentimento”, venivano condannate a morte.

Domanda: oggi vi sono molte burrneshe in Albania?

I – Capelli biondi

Bambino Aborigeno Australiano

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Isole Salomone

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Giovane Kalash

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Yazidi – Regione Irachena

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Secondo recenti studi i capelli biondi fecero la loro comparsa fra gli umani circa 10.000 anni fa verso la fine dell’era glaciale come anomalia genetica. La teoria sostiene che la diffusione dei capelli biondi è dovuta a una selezione sessuale. Un dato a sostegno di questa teoria è la rapida diffusione dei capelli biondi in determinate aree come il Nord ed Est Europa, infatti senza una precisa selezione i biondi avrebbero necessitato di 850.000 anni per prevalere sulla popolazione bruna.      

La mutazione responsabile dei capelli biondi non è legata però geneticamente a nessun altro tratto nemmeno al colore degli occhi. Altre mutazioni, come alcune di quelle che determinano i capelli rossi, agiscono invece sulla struttura proteica del gene, innescando così cambiamenti in qualunque parte del corpo questo sia espresso. Ecco quindi che i capelli rossi sono quasi sempre associati a pelle e occhi chiari e, probabilmente, anche ad altri tratti come la maggiore sensibilità al dolore e ai cambiamenti di temperatura.

I capelli biondi si trovano quasi esclusivamente nelle popolazioni di origine europea e sono tipici del Nord Europa ed Est Europa, dove hanno la massima diffusione. Si registrano alte percentuali di capelli biondi però anche fra gli aborigeni dell’Australia, caratteristica presente nell’infanzia che poi scompare con la crescita, in particolare nelle zone desertiche e isolate dell’Australia centrale e occidentale.

Percentuali di capelli biondi naturali sono presenti anche tra le popolazioni indigene di tutte le isole della Melanesia ed in particolare nelle isole Salomone e nel New Britain, isola appartenente alla Nuova Guinea.

I capelli biondi sono presenti, seppur molto raramente, anche in certe zone del Medio Oriente come l’Iran e Azerbaigian e del Nord-Africa, in particolare nelle popolazioni berbere di Marocco e Algeria settentrionale.

Sempre molto inusitatamente i capelli biondi appaiono in India, Afghanistan e in Pakistan soprattutto in alcune popolazioni nomadi come ad esempio i Pashtun, i Nuristani e i Kalash.

Domanda: qual’è la media nazionale dei biondi in Italia?

Vincenzo Tiberio

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Vincenzo Tiberio (1869 – 1915) era figlio di un notaio di Sepino in Molise e si iscrisse alla facoltà di Medicina di Napoli. Mentre viveva in casa degli zii ad Arzano notò che l’acqua del pozzo usato per le necessità di casa sembrava incidere sulla salute della famiglia.

Si accorse che ogni volta che il pozzo veniva ripulito dalle muffe le persone si ammalavano di infezioni intestinali  e le infezioni cessavano solo quando le muffe ricomparivano sui bordi del pozzo.

Raschiò le muffe del pozzo con una spatola e le portò in laboratorio per analizzarle e catalogarle descrivendo poi in dettaglio come si formavano e come crescevano e capì che erano potenti battericidi. Le sperimentò sui conigli ed osservò che quelle muffe contrastavano la crescita del bacillo del tifo e del vibrione del colera. Scoprì in pratica l’utilità della penicillina.

Pubblicò una relazione nel 1895 ed era chiaro che aveva scoperto il potere battericida delle muffe ben 33 anni prima di Alexander Fleming ma l’ambiente scientifico italiano archiviò la sua ricerca non dandole alcun valore per ben 60 anni.

Poi l’inglese Fleming annunciò la sua scoperta,simile a quella di Tiberio, e tutto il mondo riconoconobbe il suo valore assegnandogli per questo motivo il Premio Nobel nel 1945. Purtroppo una storia…..italiana.

Domanda: in quale anno Fleming annunciò la sua scoperta?

Per quell’attimo

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Per quell’attimo di amore

che non vuoi afferrare

perchè ti aspetti ostinatamente

che io sappia ancora dare.

 

Per quell’attimo di gioia,

diluito in mezzo al niente,

che fluisce stanco

e si rivolta ebbro

dentro al tuo presente.

 

Per quell’attimo di noia

che decora la mia mente

mentre ti stringo forte,

colpisco duro contro il cuore

e poi chiudo gli occhi

e non mi accorgo più di niente.

 

Appuntamento

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Rassegna : La diversità fra scontro e integrazione: storie e riflessioni dall’antichità

Sabato 25 Febbraio 2017 ore 16.00 –  Sala Risorgimento Museo Civico Archeologico

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Perseo e Medusa

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Appena nato Perseo, mitico eroe greco figlio di un Dio e di Danae, fu gettato in mare dentro una cassa, assieme alla madre, dal nonno Acrisio, re di Argo, a cui un oracolo aveva predetto che sarebbe morto per mano del nipote.

La cassa, spinta dai venti, approdò nell’isola di Serifo, dove Danae fu fatta schiava e Perseo fu allevato dal tiranno Polidette. Ormai cresciuto, Perseo promise a Polidette che avrebbe portato la testa decapitata della Medusa, una delle tre Gorgoni il cui corpo era comunemente raffigurato come quello di un cavallo.

Ermes ed Atena  convinsero le Naiadi a donare all’eroe un paio di calzari alati, un elmo che rendeva invisibili e una borsa di pelle (kibisis) per mettervi la testa della Gorgone.

Perseo penetrò nella grotta dove le Gorgoni dormivano per uccidere la Medusa, l’unìca delle tre Gorgoni che era mortale. Decapitò la Medusa, che aveva il potere di impietrire chi la guardava,  volgendo indietro lo sguardo; secondo un’altra versione, vibrò il colpo guardando la Gorgone riflessa in uno scudo lucente. Dal collo reciso della Gorgone uscirono allora l’eroe Crisone e il cavallo alato Pegaso, che si trovavano nel suo grembo.

Perseo, con la testa della Gorgone, montò sul cavallo Pegaso e volando raggiunse il paese degli Etiopi dove vide una fanciulla Andromeda, legata ad una roccia che era stata esposta a un mostro marino per placare la collera di Poseidone.

Perseo allora si accostò al mostro, lo uccise pietrificandolo con la testa della Gorgone e liberò Andromeda, portandola con sé a Serifo dove, mostrando la testa della Medusa,  impietri anche Polidette e liberò la madre dalla schiavitù.

Perseo con la madre Danae e Andromeda se ne tornò ad Argo dove poi uccise involontariamente il nonno Acrisio, colpendolo con un disco lanciato nel corso di una gara. E  così si avverò la profezia dell’oracolo.

Domanda: chi era il Dio padre di Perseo?

Giovanna la pazza-II –

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La leggenda sulla pazzia di Giovanna di Castiglia fu alimentata soprattutto da un episodio estremamente singolare. Il corteo funebre del marito Filippo il Bello fu veramente infinito in quanto durò circa un intero anno. Attraversò la Castiglia  fino ad arrivare alla Cappella reale di Granada dove in seguito fu seppellita anche Giovanna.

La lugubre processione avanzò fra villaggi e città con a capo la pallida ed affranta Giovanna e gli spostamenti erano sempre notturni . Le soste avvenivano dove le donne non potevano avvicinarsi alla bara del principe che era sigillata con lucchetti le cui chiavi erano sempre attaccate al collo della vedova.

Ciò però non dipendeva da una maniacale gelosia di Giovanna che comunque soffrì sempre, peraltro a ragione , di gelosia per il marito bensì per l’osservanza della regola dei frati Certosini che durante il corteo proibivano i contatti femminili.

Domanda : la processione fu rappresentata in una tela da un famoso pittore nel 1877.Come si chiamava il pittore?

Aracne

                                             

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                          Ragnatela

Il mito di Aracne era un monito per gli uomini tracotanti che pensavano di potere sfidare le divinità.

Aracne era una fanciulla molto abile nella tessitura che osò sfidare la dea Atena che era anche padrona delle arti manuali anche se la fanciulla asseriva che Atena stessa avesse imparato a tessere da lei.

Si recò da Aracne  una anziana signora che le consigliò di ritirare la sfida per non incorrere nelle ire della dea. Lei non ne volle sapere e rispose in malo modo prima di scoprire che sotto le spoglie della vecchietta si celava la stessa Atena.

Avvenne quindi la sfida durante la quale Aracne continuò con le sue provocazioni scegliendo come tema gli amori degli Dei e rendendo ridicole le astuzie utilizzate.

La dea Atena a questo punto si adirò e quindi distrusse la tela e colpì la fanciulla con la sua spola. Aracne cercò di suicidarsi tentando di impiccarsi ad un albero, ma per la dea, ancora incollerita, questa punizione non era abbastanza pesante. Atena trasformò la fanciulla  in ragno costringendola così a filare e tessere per tutta la vita. Per questo motivo i ragni sono detti Aracnidi.

Domanda: dove viveva Aracne?