L’eroe scozzese William Wallace: “Freedom”

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Nel 1286 il re scozzese Alessandro III morì precipitando da una scogliera e  lasciando come erede la nipote di tre anni Margherita, chiamata poi la “Vergine di Norvegia”, che viveva con il padre nel Paese Scandinavo. Nel 1290 la bimba però morì durante il viaggio verso la Scozia nel mare del Nord ed allora Edoardo I d’Inghilterra, detto Gambelunghe, approfittando dela rivalità dei nobili scozzesi che si contendevano il trono, aiutò John Balliol a diventare re in cambio del suo giuramento di fedeltà.

Balliol però ripristinò con i baroni scozzesi la vecchia Aild Alliance franco-scozzese contro Edoardo I che nel 1296 imprigionò Balliol, sottomise la Scozia e portò in Inghilterra la “Pietra del destino” sulla quale venivano incoronati i re scozzesi.

William Wallace, appartenente ad una famiglia influente scozzese in quanto il padre era un cavaliere e piccolo proprietario terriero, non era primogenito e pertanto era destinato a far parte del clero per cui  verso il 1289 visse presso uno zio sacerdote che gli insegnò il francese e il latino. Gli autori classici latini probabilmente formarono il senso morale della libertà che contraddistinse la sua vita: aveva giurato fedeltà a Balliol e rifiutò di sottomettersi all’Inghilterra.

Nel 1297 Wallace, a causa dei pesanti tributi inglesi o forse perchè lo sceriffo di Larnark aveva giustiziato  la sua promessa o giovane sposa Marion Braidfute, con soli 30 uomini prese d’assalto Lanark e uccise lo sceriffo della città. Successivamente, insieme al capo scozzese Andrew de Moray, sconfisse gli Inglesi a Stirling dove fu  scorticata e spartita la pelle del tesoriere inglese Hugh de Cressingham.

Wallace fece una campagna di saccheggi nell’Inghilterra settentrionale e ritornato in Scozia fu nominato cavaliere e unico Guardiano di Scozia anche se non apparteneva all’aristocrazia. Nel 1298 attese l’esercito inglese capeggiato da Edoardo I nei pressi di Falkirk ma, a causa anche della pioggia di frecce scoccate dai lunghi archi dei gallesi assoldati dagli inglesi, i lancieri scozzesi caddero sul campo e i pochi superstiti, tra cui Wallace, fuggirono.

I nobili scozzesi allora fecero pace con Edoardo I mentre Wallace andò in Francia, Norvegia e Roma alla ricerca di appoggi che non arrivarono. Nel 1305  mentre stava andando a parlare con Robert Bruce, nuovo Guardiano di Scozia insieme a John Comyn, che era passato dalla parte di Edoardo I per contrastare le ambizioni di Comyn, fu tradito da un cavaliere scozzese.

A Londra fu incriminato per banditismo e tradimento e dopo un processo sommario fu trascinato per le strade di Londra per oltre sei chilometri legato ad un gruppo di cavalli e avvolto in una pelle di bue perchè il corpo non si lacerasse troppo presto. Poi venne mutilato e squartato ancora vivo  e cuore (il suo braveheart), fegato e polmoni e viscere furono gettati nel fuoco e la testa, infilata su un palo, fu posta sul ponte di Londra.

Nel 1306 Robert Bruce cambiò nuovamente fazione e, rivendicando il trono scozzese, nel 1314 sconfisse Edoardo II, successo al padre, nella battaglia di  Bannockburn e fu incoronato. Wallace solo nel XVIII diventò un eroe nazionale simbolo della resistenza scozzese contro gli Inglesi.

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