I materiali rari della Groenlandia sono strategici

Il territorio della Groenlandia è parte della Danimarca, il legame tra i due Paesi risale al 1700, quando i danesi hanno iniziato a colonizzare l’isola.

Oggi la Groenlandia, che ospita circa 60mila persone in maggioranza appartenenti alla popolazione Inuit, ha dei rappresentati nel parlamento danese e un governo locale.

Nel corso degli ultimi decenni ha ottenuto sempre più una maggiore autonomia nella gestione degli affari interni. Tuttavia, lo Stato scandinavo continua a controllare le sue relazioni internazionali.

Il primo ministro groenlandese Múte Egede ha da poco annunciato la possibilità di indire un referendum per l’indipendenza entro il 6 aprile, parlando apertamente di liberazione da quelle che ha definito “catene dell’epoca coloniale”

Già dopo la Seconda Guerra Mondiale, Washington offrì 100 milioni di dollari alla Danimarca per ottenere il controllo dell’isola.

Donald Trump aveva già parlato nel 2019 dell’idea di comprare la  Groenlandia, sede anche della base spaziale Pituffik di proprietà degli Usa.

Ora sta rinnovando la richiesta motivandola dal fatto che gli USA ne hanno bisogno per motivi di sicurezza nazionale, di libertà e di economia.

Per la sua posizione la Groenlandia a livello geopolitico e strategico  rappresenta una “porta” sull’Artico, area di interesse anche per Russia e Cina per ampliare la propria sfera di influenza.

Inoltre, a seguito dello scioglimento dei ghiacciai, la Groenlandia sta diventando uno snodo del traffico navale nel Nord Atlantico.

L’isola poi è estremamente ricca di un gruppo di materiali rari, necessari per il settore tecnologico nella costruzione non solo di microchip ma anche di componenti di vario genere.

Si tratta di materiali di grande importanza per la transizione energetica e per l’ambito militare.

Al momento, il Paese che a livello mondiale esporta la maggior parte dei metalli rari è la Cina, che ha una sorta di monopolio nel settore.

Costruire un’indipendenza in questo senso dal gigante asiatico è uno degli obiettivi anche dei governi e delle aziende occidentali, che da anni stanno cercando siti alternativi per l’estrazione delle materie prime necessarie.

La Groenlandia ospita ben 30 delle materie prime più desiderate al mondo e ben 43 dei 50  dei minerali più importanti.

Esempi di questi minerali sono il molibdeno, che rafforza l’acciaio e viene usato ad esempio nei parchi eolici, il terbio, componenti dei serbatoi di carburante, e il rame il cui utilizzo spazia dai cavi elettrici ai chip utilizzati nelle AI. Ma sono presenti anche materiali come zinco, carbone, diamanti, rubini e petrolio

Nel sottosuolo dell’isola artica sono stati scoperti giacimenti di petrolio e gas, si stima il 13% delle risorse mondiali di petrolio e il 30% di quelle di gas.

I ghiacci che si stanno sciogliendo a causa del surriscaldamento globale  stanno facendo emergere tutte queste preziose potenzialità.

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