
Quando si osserva un’ape o una farfalla nel prato si pensa che questi insetti siano deboli e fragili rispetto a buona parte dei loro predatori fra cui anche gli uccelli.
Così ad esempio la farfalla Aglais urticae, nota anche come Vanessa dell’ortica, ha un aspetto delicato e i colori accesi delle sue ali inducono a pensare che si tratta solo di una specie che sorvola qualche fiore.
In verità, però, questa specie è indicata dal Guinness dei Primati come l’insetto che riesce a volare più in alto in assoluto.
I suoi esemplari riescono infatti a superare la catena montuosa dell’Himalaya e a raggiungere i 5.791 metri di altezza per compiere la propria migrazione.
Anche però i comuni imenotteri possono raggiungere quote ragguardevoli. Qualche anno fa, un gruppo di scienziati cinesi è riuscito infatti a catturare alcuni esemplari maschili Bombus impetuosus ad un’altezza di circa 3.250 metri.
Sospettando però che questi animali potessero volare ad altezze superiori, i ricercatori hanno posto alcuni di questi esemplari in camere di volo in plexiglass, che consentivano di usare la pressione barometrica.
Hanno così scoperto che questa specie può volare anche a oltre 9.000 metri di altezza, ben sopra l’Everest che è la montagna più alta del mondo.
Ad oggi gli elicotteri fanno fatica ad effettuare voli di soccorso in cima al Monte Everest proprio per via della bassa densità dell’aria.
Altre prove della resistenza degli imenotteri in volo sono state segnalate alcuni decenni fa, quando delle comuni api mellifere sono state trovate sopra le Alpi.
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