La turchese: la gemma azzurra che sbiadisce al termine di un amore

La turchese è un minerale  di colore azzurro verde che si presenta in noduli o in microcristalli.Sempre opaca o appena traslucida, questa gemma può mostrare un colore azzurro uniforme o con venature brune o nere di limonite che si forma per disfacimento di altri minerali ferrosi dei quali forma il cappello.

Rarissima in cristalli trasparenti, si trova sempre in noduli o masse microcristalline oppure in sottili venature all’interno delle rocce. La sua porosità causa facili alterazioni al colore originario e per questo motivo talvolta si effettuano trattamenti di impregnazione a scopo protettivo.

La turchese si forma in seguito alla circolazione di soluzioni mineralizzanti all’interno di rocce sedimentarie soprattutto arenarie o vulcaniche normalmente fratturate nei giacimenti secondari di rame ma anche in rocce alluminifere ignee o sedimentarie solitamente poste in zone aride.

Questa pietra si altera irreversibilmente a contatto con profumi, unguenti, saponi o sostanze acide ed è una tra le più delicate tra tutte le pietre, un uso scorretto potrebbe farle cambiare il colore.

Il taglio più usato è quello cabochon a superficie curva senza sfaccettature utilizzato per anelli e orecchini e a sfere per collane.

Tra gli svariati oggetti aztechi vi sono varie oggetti rappresentanti serpenti che allontanavano il cielo dagli astri ma la pietra fu usata anche dai Maya dal 2000 a.C, dagli Incas tra il XV ed il XVI secolo e dai navajo.

È stata usata fin dall’antichità come pietra preziosa ed ornamentale e grande importanza ebbe presso gli egizi che la ricavavano dalle miniere della penisola del Sinai. Fra i reperti più antichi in turchese vi sono un bracciale risalente a circa 8000 anni scoperto in a Egitto e un monile con turchesi trovato insieme ad una mummia risalente a 7500 anni fa.

Esiste anche un busto dell’imperatore romano Tiberio conservato al Museo degli argenti di Firenze e altre turchesi sono conservate in Italia nel Tesoro di San Marco a Venezia.

Scaldata in un tubo chiuso, la turchese perde acqua e diventa bruna o nera; inoltre non fonde al cannello e non tinge la fiamma in verde come succede invece nelle imitazioni.

Esistono vari tipi di turchese.

  • Turchese africana. Viene estratto in miniere africane. Il suo colore è sul verde pallido e presenta dei punti neri. In realtà si origina come diaspro, e non come vera turchese.
  • Turchese americana. Proveniente dall’America, di colore celeste acceso.
  • Turchese cinese. Proveniente dalla Cina, estratto dalle aree note come Hubei e Anhui. Di un colore verde mischiato con blu e giallo. Viene trattato, nei suoi strati esterni, con della cera di paraffina.
  • Turchese giallo limone. Cinese, di colore giallo chiaro mischiato a un po’ di verdino. Molto raro.
  • Turchese messicana. Di un celeste acceso, estratto dalle miniere messicane Compitas.
  • Turchese nepalese. Di un celeste un po’ più opaco rispetto agli altri.
  • Turchese persiana.
  • Turchese trattata. Le parti porose della pietra vengono riempite con una sostanza trasparente (di solito paraffina, olio minerale, colore plastico).
  • Turchese stabilizzata. La resina presente viene infusa all’interno dei pori della pietra, in modo che il colore non cambi nel tempo.
  • Turchese Mojave o verde mela. Si tratta di una turchese colorata di un verde acceso.

A 250 °C la turchese diventa verde, opaco, mentre aumentando la temperatura, il minerale perde l’acqua tramutandosi in una pasta vitrea scura.

Secondo gli antichi Egizi, questo minerale era un toccasana contro la cataratta mentre Aristotele riteneva che il veleno delle vipere avrebbe fatto stillare questo minerale. È la pietra dei nati sotto il segno del Sagittario.

Secondo la tradizione, alla turchese si riconoscono proprietà protettive e facilitative della parola e della comunicazione a scapito del conflitto di appartenenza dell’esprimibile. Le si riconoscono anche numerose virtù terapeutiche fra cui la capacità di proteggere dai morsi di serpenti velenosi.

Ispirerebbe anche pensieri elevati e favorirebbe amore profondo e secondo la tradizione questa pietra sbiadisce all’approssimarsi di una disgrazia, specialmente al termine di un amore. Si credeva poi che fosse capace di infondere coraggio in battaglia e di segnalare l’infedeltà diventando nera in caso di adulterio.

È legata al 5º CHAKRA che ha la posizione nella gola, nella metà inferiore del collo e a livello delle clavicole. Il colore è l’azzurro e il significato è la creatività, la comunicazione, la spiccata percezione estetica. I bravi artisti e i musicisti sono persone nelle quali il vishuddha è ben sviluppato. In senso spirituale infatti rappresenta la connessione con l’altrove, l’essere in comunicazione con dimensioni che superano l’umano.

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