Tracce di popoli antichi venuti dall’Est nel Dna degli Europei

Risultato immagini per neanderthal della siberia

Uno studio internazionale,coordinato da genetisti, ha svelato che nel Dna degli italiani e di altri popoli europei vi è traccia di Oriente a causa di una terza ondata migratoria di genti venute dall’Europa settentrionale e dalla Siberia, avvenuta migliaia di anni fa. E’ stato possibile determinarlo tramite il confronto del Dna di individui moderni e Dna fossile rinvenuto in alcuni resti archeologici risalenti a differenti età. Per l’Italia in particolare sono stati utilizzati campioni di Dna di persone del Sud Italia, in particolare Calabria e Sicilia.

E’ stato effettuato lo screening di campioni di DNA antico estratti da resti ossei di 7.000-8.000 anni fa, provenienti da Lussemburgo e Svezia e Germania, che sono stati confrontati con il dato genomico di popolazioni europee moderne. In totale sono stati analizzati più di 2.400 genomi umani provenienti da circa 200 popolazioni europee. 

Si è arrivati alla conclusione che gli europei hanno geni di tre popolazioni umane ancestrali e non di due, come ritenuto finora. La prima popolazione di cacciatori-raccoglitori giunse dall’Africa più 40.000 anni fa, un secondo grande gruppo di agricoltori giunse in Europa dall’Oriente Medio in tempi più recenti e un terzo gruppo Euroasiatico del Nord, ignorato fino a poco tempo fa, giunse appunto dai territori dell’Europa settentrionale e dalla Siberia circa 24.000 anni fa. Questo terzo gruppo collegherebbe inoltre la popolazione europea con quelle di nativi americani.

Tutte le popolazioni Europee attuali hanno rivevuto il contributo di questi tre gruppi ancestrali ma con proporzioni diverse. Gli Europei del Nord Europa presentano un’ascendenza maggioritaria di cacciatori-raccoglitori, mentre gli europei meridionali una maggiore ascendenza degli agricoltori neolitici. La componente euro-asiatica settentrionale è proporzionalmente la più piccola componente rilevabile in Europa, non supera mai il 20%, ma la si ritrova in quasi tutti i gruppi europei esaminati dallo studio.

Gli europei di oggi posseggono nel proprio DNA una firma genetica euroasiatica, determinata da una profonda trasformazione demografica avvenuta in epoche lontane nel cuore dell’Europa. Con la scoperta di questa terza popolazione ancestrale si aprono pertanto nuovi orizzonti di studio anche in ambito archeologico sulle culture preistoriche.

La popolazione siciliana mostra una forte affinità con le popolazioni del vicino Oriente e risultati simili sono stati ottenuti per i maltesi e per gli ebrei Ashkenazi. Il dato relativo alla Sicilia è inoltre compatibile sia con la copiosa documentazione archeologica, che attesta gli intensi rapporti tra l’isola e il vicino Oriente nei periodi preistorico e protostorico, sia con i numerosi studi di archeogenetica della popolazione siciliana pubblicati negli ultimi 15 – 20 anni.

Un altro dato emerso dallo studio riguarda la quantificazione della frazione di Dna di Neanderthal presente nel genoma dei 9 scheletri che è risultata essere pari a circa il 2%. Una conferma agli studi sul genoma nucleare che hanno dimostrato che i Neanderthal si sono accoppiati con individui della nostra specie.

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