I Siculi dall’Emilia Romagna, Umbria e Marche si spostarono in Sicilia.

Sull’origine dei Siculi, già presenti in Sicilia quando nell’ VIII sec. a.C. vi giunsero i Greci, c’ è maggiore chiarezza a seguito delle ricerche dell’archeologo Alessandro Bonfanti, esperto di Preistoria indoeuropea.

Gli storici antichi hanno avuto spesso idee confuse sull’origine di questo popolo tanto da presentarlo a volte come ligure, altre come enotrio o italico oppure originario della Sicilia.

Le notizie sulle popolazioni siciliane dell’età del bronzo e della prima età del ferro, sono giunte sia da fonti che li riguardano, scritte nelle lingue originali greche e latine, sia anche dalle analisi linguistiche e antropologiche .

Sembra ora che i Siculi fossero una popolazione di stirpe indoeuropea e di ceppo illirico che, intorno al IV millennio a.C., erano un tutt’uno con altre genti illiriche stanziate nel centro dell’Europa, sopra il corso medio del Danubio.

Vivevano al confine con altri macro gruppi indoeuropei: a ovest con quelli da cui derivarono i proto-Latini cioè gli Osco-umbri e i Veneti , a est e sud-est con i precursori degli Elleni, dei Macedoni e dei Frigi e a nord con il gruppo celto-germanico.

Qualche correlazione i Siculi lo avevano anche con gruppi ”Altoeuropei” o ”Paleo-europei” e con ”Indoeuropei A” a cui appartenevano i Sicani, con i quali non avevano però alcun rapporto, in quanto separati dal Danubio che li divideva.

Tra la fine del IV e gli inizi del III millennio a.C., i Siculi abbandonarono i territori centro-europei a causa delle pesanti carestie che ciclicamente colpivano quelle zone, attraversarono il Danubio nei pressi dell’attuale Ungheria meridionale, si riversarono nei Balcani e occuparono il Peloponneso.

L’emigrazione nella penisola italica avvenne poi a più riprese e così i Siculi si frammentarono in diverse tribù che presero il nome di “Ausoni”, “Liburni”, “Pelasgi”, “Enotri”, “Messapi”, “Dauni”, “Caoni” e sempre “Siculi” .

Prima giunsero gli Ausoni, intorno alla metà del III millennio a.C., e si stabilirono nell’Italia meridionale fino in Lazio, scacciandone i Sicani che, già scacciati dai Liguri secoli prima dal nord Italia, furono costretti a dirigersi verso la Sicilia. Ma anche gli Ausoni, esclusi quelli che si erano già integrati con i protolatini, subirono analoga sorte per mano degli Oschi.

Agli inizi del II millennio a.C. arrivarono in Italia anche i Siculi che si stabilirono tra l’Emilia Romagna, l’Umbria e le Marche. Da qui, costretti ad andarsene con la forza, si diressero prima nel Lazio, poi in Campania e infine si insediarono in Calabria presso gli Enotri, che erano loro diretti consanguinei.

Qualche tempo dopo, a causa di controversie insorte fra i due gruppi, i Siculi furono costretti a trasferirsi in Sicilia. Tucidide narrava che nell’anno 1270 a.C., i Siculi conquistarono con un grande esercito il settore orientale dell’isola dando vita alla Sikelía, la “terra dei Siculi”. Cacciarono così verso occidente i Sicani, il gruppo paleoeuropeo che vi si era insediato intorno al 2200 a.C. e che era già fuggito anch’esso dalla penisola italiana per l’arrivo degli Ausoni.

Quindi quasi tutte le popolazioni presenti nella Sicilia in quel periodo erano di origine indoeuropea e provenivano dalle stesse aree geografiche. A queste conclusioni hanno concorso anche le analisi antropologiche degli scheletri e soprattutto le analisi fonetiche. Questo è stato un lavoro arduo per la difficoltà di decifrazione dell’idioma degli Elimi e dei Sicani, anche perché in particolare questi ultimi non hanno lasciato testi scritti ma solo molti toponimi ed idronimi, cioè nomi di corsi d’acqua.

Pure gli Elimi infatti hanno origini illiriche, certamente con infiltrazioni acheo-troiane e anche sicane, in quanto la loro lingua è molto simile a quella degli illiri Siculi e la loro ceramica si presenta di impasto grigio-giallo, come quella dei Sicani e quella piumata dei Siculi, anche se cambia nelle fogge e nella simbologia decorativa. L’impianto linguistico e culturale e le loro caratteristiche fisiche erano quindi simili a quelli dei Siculi e delle popolazioni dello stesso ceppo.

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