Le termiti, insetti abili costruttori senza capocantiere

Nel 2007 le termiti da Isotteri sono state associate all’ordine dei Blattoidei e quindi, anche se assomigliano di più alle formiche, sono più simili geneticamente agli scarafaggi.

I loro antenati sono passati da mangiatori di frutta a digeritori di legno tra i 250 e i 150 milioni di anni fa, quando nel loro intestino hanno fatto la comparsa alcuni microbi capaci di rompere le capsule di cellulosa lignea e di degradarne gli zuccheri. Da allora, questi insetti e i batteri mangialegno sono entrati in simbiosi e si nutrono insieme.

Le termiti sono oggi oggetto di studi sui carburanti biocombustibili che oggi si ottengono dalla fermentazione degli zuccheri di mais, canna da zucchero, frumento e barbabietola che però così sono sottratti all’uso alimentare.

Si potrebbero invece ottenere carburanti dalla scomposizione della cellulosa degli scarti lignei, compiuta da batteri specializzati come quelli presenti nell’intestino delle termiti.

Per questo, qualche anno fa alcuni ricercatori hanno sequenziato il Dna dall’apparato digerente di una specie di termite del Costarica sperando di capire come la loro microflora intestinale riesca a scindere la biomassa del legno. Questi studi per trovare un metodo di produzione di biocarburante applicabile su vasta scala sono tuttora in corso.

Nel frattempo, attraverso l’utilizzo di batteri ingegnerizzati provenienti dall’intestino delle termiti, si è riusciti a produrre butandiolo, un solvente usato per fabbricare plastiche e fibre elastiche che prima veniva ricavato solo da fonti fossili. Si spera in futuro di avere così un forte risparmio nelle emissioni di CO2.

Esistono quasi 3.000 specie di termiti, di cui solo 28 infestanti e quindi dannose per l’uomo, ma tutte sono organizzate in comunità in cui vige una ferrea divisione di ruoli e di compiti.

Per edificare il termitaio si coordinano centinaia di migliaia di insetti con una forma di comunicazione a corto raggio che consente la gestione delle attività senza un coordinamento centralizzato. Ogni termite cioè scava una pallina di fango, la copre di feromoni e la lascia sul terreno e poi le altre, attratte da questi segnali chimici, depositano le loro palline di fango vicino a quelle già posizionate, arrivando così a costruire pilastri, archi, gallerie in un’area estesissima.

Dagli anni ’90 questo modello di funzionamento viene applicato ai computer con lo scopo di progettare robot che, seguendo solo regole di compatibilità e senza una sequenza predeterminata di azioni da seguire, siano in grado di completare comunque un progetto.

Termes è un robottino che agisce secondo un algoritmo basato sugli stimoli ambientali raccolti dai sensori e che come primo compito ha costruito, insieme ad altri robottini identici, una scala o un muro senza istruzioni predefinite. Robot di questo tipo sarebbero preziosi in zone inaccessibili all’uomo, come luoghi di disastri naturali o altri pianeti ma la robotica degli sciami per ora è stata sviluppata soprattutto in ambito militare.

Le termiti, anche se poi abitano sotto terra, costruiscono termitai alti fino a una decina di metri che sono come polmoni giganteschi che consentono uno scambio di aria tra interno ed esterno mantenendo l’umidità e la temperatura ideali per il benessere dei funghi che si trovano all’interno e che producono nutrienti importanti per le stesse termiti.

In Zambia la terra prelevata vicino ai termitai viene usata come fertilizzante perché, concimando l’ambiente con materiale organico, le termiti arricchiscono il terreno di azoto che favorisce la crescita dei vegetali. Questi insetti riducono inoltre il rischio di incendi, grazie al costante lavoro di rimozione di foglie secche.

Alcune colonie di termiti hanno un “re” e una “regina”, altre solo una regina che però è l’unica a riprodursi generando con l’enorme addome fino a 10 milioni di uova l’anno nel corso di una vita che può durare fino a 50 anni. Gli altri insetti sono sterili, lavorano come soldati o addetti alla costruzione del termitaio.

Ogni termite emette mezzo microgrammo di metano al giorno e si ritiene che collettivamente esse producano tra il 5 e il 19% delle emissioni globali di metano, equivalenti allo 0,27 dei gas serra totali. 

Le termiti di Panama sono velocissime a mordere, hanno una velocità di 70,4 metri al secondo, oltre 250 chilometri all’ora, su una distanza tra la mascella superiore e la mandibila inferiore di appena 1,76 millimetri.

A differenza dei tarli, questi insetti non si riconoscono dale gallerie sulla superficie del legno, ma restano invisibili per anni e sin dai tempi più antichi hanno rappresentato un alimento ricco di grassi e proteine per le popolazioni e forse hanno consentito agli australopitechi di accrescere le dimensioni dei loro cervelli.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...