Caterina d’Aragona la prima moglie di Enrico VIII Tudor

Caterina, nata nei pressi di Madrid nel 1485, era la figlia più giovane dei Re Cattolici di Spagna, Ferdinando II d’Aragona e Isabella I di Castiglia. Era di statura piuttosto bassa con una tendenza alla pinguedine, aveva lunghi capelli con sfumature rosso-oro, occhi blu e carnagione chiara poiché discendeva, per parte materna, dall’ illustre casato reale inglese dei Lancaster.

Studiò religione, letteratura classica, storia latina, diritto canonico e civile, araldica e genealogia e ricevette una forte educazione religiosa. Imparò inoltre a parlare in spagnolo, latino, francese e greco ed apprese le arti domestiche: cucito, merletto, ricamo, musica e danza.

Fin dalla tenera età, Caterina fu considerata una moglie adatta per Arturo, principe di Galles, figlio maggiore di Enrico VII d’Inghilterra ed erede al trono. Il loro legame, attraverso l’ascendenza dell’Infanta, ne avrebbe rafforzato la pretesa sul trono d’Inghilterra ed avrebbe portato alla nascita di un erede maschio che potesse legittimamente e indiscutibilmente aspirare al trono.

I due si sposarono a Londra nel 1501 quando Arturo compì quindici anni anche se al primo incontro i due giovani scoprirono di non essere in grado di parlarsi, dal momento che avevano imparato pronunce diverse del latino.

Si trasferirono subito ai confini con il Galles poiché Arturo doveva presiedere al Council of Wales and the Marches, in quanto era suo dovere di principe di Galles ma, pochi mesi dopo, entrambi si ammalarono forse per la febbre miliare. Arturo morì nel 1502 mentre Caterina si riprese e si ritrovò vedova.

Enrico VII, anche per impedire che la dote di Caterina peraltro non ancora saldata fosse restituita a suo padre, riuscì a concordare che la ragazza avrebbe sposato il secondo figlio Enrico duca di York, di cinque anni più giovane di lei.

Da allora ella visse praticamente da prigioniera a Londra e la sua situazione era precaria poiché aveva poco denaro anche se nel 1507 assunse l’incarico di ambasciatore spagnolo in Inghilterra, diventando così il primo ambasciatore donna nella storia d’Europa.

Il suo matrimonio con Enrico, fratello di Arturo, dipendeva però dall’ottenimento della dispensa del papa Giulio II poiché il diritto canonico impediva a un uomo di sposare la moglie del fratello. Dal momento che inoltre, sempre secondo il diritto canonico un matrimonio non era valido finché non fosse stato consumato, Caterina testimoniò anche che il proprio matrimonio con Arturo non era mai stato consumato.

Caterina nel 1509, sette anni dopo la morte di Arturo e all’età di 23 anni, sposò il diciottenne Enrico VIII e nello stesso anno entrambi furono incoronati re e regina d’Inghilterra.

Nel 1510, ella diede alla luce una bambina nata morta e nel 1511, nacque Enrico che però visse solo per 52 giorni. Anche il suo terzo bambino nacque morto, o morì poco dopo la nascita e solo nel 1516 Caterina partorì una figlia in buona salute che fu chiamata Maria. Nel 1518, diede alla luce un’altra bambina che però visse poche ore o al massimo una settimana.

L’11 giugno 1513, al momento di partire per una campagna militare in Francia, Enrico nominò Caterina reggente in sua assenza e quando nel frattempo gli scozzesi invasero l’Inghilterra la regina ordinò di procedere all’arruolamento nelle contee dell’Inghilterra centrale.

La sovrana non raccolse solo le truppe nelle Midlands, ma consigliò anche i generali sulle strategie da seguire sul campo e promosse politiche fiscali che potessero rifornire il numeroso esercito.

Inoltre cavalcò, al seguito di un piccolo gruppo di soldati, verso nord con l’obiettivo di aspettare le truppe del re scozzese Giacomo IV, nel caso in cui fossero riuscite ad avanzare, ma il re venne sconfitto e ucciso a Flodden dal comandante e lord Howard.

Nel 1525 Enrico VIII si innamorò di Anna Bolena, una dama di compagnia della regina che era molto più giovane di lui, mentre Caterina era precocemente invecchiata e, ormai entrata in menopausa,  non era più in grado di avere figli.

Il re cominciò a pensare che il suo matrimonio fosse maledetto e credette di trovarne conferma nella Bibbia, in un passo del Levitico che dice che, se un uomo sposa la moglie del fratello, saranno destinati a non avere figli. Tra l’altro prima che suo padre Enrico VII venisse incoronato, l’Inghilterra era stata dilaniata dalle pretese al trono delle due casate rivali di Lancaster e York e quindi Enrico VIII desiderava a tutti i costi un figlio maschio per evitare incertezze nella successione.

Il loro matrimonio era un errore agli occhi di Dio ed Enrico cercò di ottenerne l’ annullamento dal papa Clemente VII. Fu chiesto alla regina di risolvere la questione ritirandosi in convento e sciogliendo così il matrimonio, ma tale richiesta provocò l’ira della sovrana. William Knight, segretario del re, fu mandato dal papa ed ottenne l’annullamento con il motivo che la precedente dispensa di Giulio II era stata ottenuta con false pretese.

Le nozze tra Enrico e Anna Bolena furono celebrate segretamente nel gennaio 1533, quando Anna era probabilmente incinta di alcune settimane, e il 23 maggio 1533 l’arcivescovo Thomas Cranmer dichiarò ufficialmente la nullità del matrimonio fra Caterina ed Enrico.

Ella fu quindi trasferita nel Cambridgeshire, dove trascorse gli ultimi tre anni di vita senza più poter rivedere la figlia Maria e persistendo nel rifiuto di riconoscere le seconde nozze di Enrico.

Di salute sempre più malferma, Caterina morì nel 1536 e, nonostante voci di un avvelenamento, è probabile che la causa del decesso sia da attribuire a un sarcoma al cuore. Alla notizia della sua morte, Enrico vestì di giallo, colore che in Spagna era associato al lutto.

Nel giorno del suo funerale, Anna Bolena ebbe un aborto spontaneo in seguito al quale cadde definitivamente in disgrazia presso il sovrano tanto che poi fu accusata di alto tradimento e infine fu decapitata il 19 maggio dello stesso anno.

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