Anna di Clèves, quarta moglie non amata di Enrico VIII

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Anna di Clèves ( Düsseldorf, 1515 – Londra, 1557) era la secondogenita di Giovanni III duca di Jülich- Kleve – Berg e della principessa Maria di Jülich-Berg.

Il ducato di Clèves, che aveva la capitale a Düsseldorf, aveva riunito in un’unica signoria tutti i territori tramite il matrimonio che nel 1512 il duca Giovanni III aveva contratto con  Maria di Jülich-Berg. La coppia aveva avuto quattro figli: Sibilla, Anna, Guglielmo e infine Amelia nata nel 1517.

All’età di 11 anni, Anna fu fidanzata a Francesco di Lorena, figlio ed erede del Duca di Lorena di due anni più giovane ma nel 1535 tale fidanzamento, considerato non ufficiale, fu annullato.

Giovanni III, influenzato da Erasmo da Rotterdam era inoltre un protestante moderato e oppositore dell’imperatore Carlo V mentre i suoi figli, tra cui Anna, erano luterani mentre la madre, la duchessa Maria, era una fervente cattolica.

Nel 1538, Giovanni III morì e gli successe il figlio Guglielmo il quale, in dissidio con l’imperatore, appariva quindi un alleato ideale dell’Inghilterra di Enrico VIII e del suo cancelliere Thomas Cromwell.

Dopo due anni dalla morte della terza moglie, Enrico VIII di Inghilterra decise di riposarsi e inviò i suoi ambasciatori in cerca di una moglie che avrebbe scelto guardandone il ritratto. Loro, al fine anche di garantire una pace duratura con la Germania, gli proposero di sposare Anna di Clèves.

Anna non conosceva né il francese, né il latino, né l’inglese, non sapeva né cantare né suonare e mancava completamente della raffinata educazione che aveva contraddistinto Caterina d’Aragona e Anna Bolena.

La giovane sapeva leggere e scrivere solo nella propria lingua, il dialetto germanico chiamato dutch, ma aveva un considerevole talento per il cucito e il ricamo ed era appassionata di giochi d’azzardo e di carte.

Il ritratto dipinto da Hans Holbein il giovane mostra una fanciulla di bell’aspetto, anche se forse il naso era più importante di quanto non appaia e forse inoltre la sua carnagione non era perfetta per le cicatrici del vaiolo.

Il primo incontro con il re nel 1540 si rivelò deludente e il sovrano dichiarò pubblicamente che l’aspetto della sposa lo disgustava. Le nozze ebbero luogo non appena ella si convertì alla chiesa anglicana ma Anna continuava a non attrarre il sovrano e così il matrimonio non venne consumato. In diverse occasioni, Enrico si lamentò in merito all’aspetto della consorte, descrivendone “i seni cascanti” e il “ventre flaccido“, particolari che a suo giudizio lo facevano dubitare della verginità della sposa.

Dopo pochi mesi, Enrico aveva già allacciato una relazione con la damigella d’onore Caterina Howard, nipote del duca di Norfolk e cugina della sua seconda moglie Anna Bolena, e decise di annullare il matrimonio che si era anche rivelato politicamente svantaggioso.

Il pretesto ufficiale fu il precedente contratto di fidanzamento stipulato tra Anna e il duca Francesco I di Lorena. Il Consiglio del Re decretò che tale contratto fosse da ritenere un accordo vincolante e che di conseguenza le nozze tra il sovrano inglese e la giovane Anna fossero nulle.

Anna acconsentì all’annullamento e quindi al divorzio che fu ufficializzato e a lei fu conferito il titolo di “Amatissima Sorella del Re“, con diritto di precedenza su ogni altra dama d’Inghilterra, eccetto le figlie e la consorte del re, oltre ad alcune proprietà, al diritto di avere un appartamento in ogni palazzo reale e ad una rendita annua di 25.000 sterline.

Alla lettera di accettazione del divorzio Anna accluse l’anello nuziale, donatole solo pochi mesi prima, pregando il sovrano di spezzarlo come un oggetto di nessun valore.

Dopo il divorzio, il rapporto fra i due rimase molto cordiale e in qualità di membro onorario della famiglia reale, Anna fece regolarmente visita a corte dove fu sempre accolta con riguardo anche da Caterina Howard, appena diciottenne, e da Maria ed Elisabetta figlie dell’ex consorte. Anna non ebbe un rapporto cordiale solo con Caterine Parr, la sesta e ultima moglie del re.

Nel 1553 Anna si congratulo’ con Maria, ormai divenuta regina, per le nozze con Filippo II di Spagna e fu tra gli ospiti alla sua incoronazione ufficiale a Westminster. Anna poi perse il favore di Maria poiché non aveva cessato i propri frequenti contatti con la principessa Elisabetta, sospettata di simpatie protestanti, e quindi si ritirò nei suoi palazzi.

Ella fu descritta come una donna di rilevanti qualità, cortese, gentile, eccellente amministratrice della propria casa ed affabile con la servitù. All’inizio del 1557 la sua salute cominciò a declinare e dettò le sue ultime volontà : lasciò molto denaro alla servitù e supplicò la regina Maria affinché i suoi servitori fossero riassunti a corte.

Anna di Clèves morì il 16 luglio 1557, probabilmente per un cancro alle ovaie, e venne seppellita all’abbazia di Westminster a Londra nei pressi dell’altare principale della chiesa. Fu l’ultima a morire fra le sei mogli di Enrico VIII.

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