L’attualità del precetto “Λάθε βιώσας”, vivi nascosto, di Epicuro

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Epicuro con la citazione lathe biosas, vivi nascosto, esprimeva la convinzione che la solitudine consenta di vivere meglio permettendo all’individuo di assaporare maggiormente il piacere intero della vita. Sosteneva cioè l’importanza di stare da soli per scelta, anche se è una condizione molto difficile da attuare.

Il silenzio prolungato, guadagnato con la solitudine, consente finalmente  di sentire la propria voce interiore,  una periodica inattività consente di rilassare mente e corpo ed anche il lavoro manuale, svolto da soli, di fatto è una pratica meditativa che dà spazio al pensiero ed alla costruzione originale di idee.

Vivere nascosti  consente inoltre di recuperare il contatto ed il rapporto con la natura, della quale facciamo parte, che facilita il ricongiungimento di ogni anima con il resto del creato. Quindi coltivare e dedicarsi alle  cose  che si amano, misurandosi solo ed esclusivamente con se stessi, dà voce alla propria interiorità e crea armonia. 

È importante anche seguire un’alimentazione che risponda e corrisponda alle esigenze psicofisiche e al fabbisogno energetico di ciò che stiamo effettivamente facendo, di giorno in giorno, perché altrimenti non può esserci armonia tra mente e corpo.

In questa epoca il pensiero di Epicuro del “lathe biosas” è tornato prepotentemente di attualità poiché non è semplice restare equilibrati  in mezzo al forte rumore  imperante, non finalizzato, che non solo non  ci lascia energia, passione, idee nostre ma ci fa sentire anche la sensazione di essere attanagliati dall’ ansia. Oggi si vive da soli perché così impongono  lo stile  di vita e le regole sociali dominanti e spesso ognuno bada a sé e nosi accorge dell’altro.

Serve tempo, modo, luoghi, condizioni adeguate per sentire risorgere la nostra creatività attraverso quella solitudine che si discosta però piuttosto nettamente dal distacco e disinteresse nei confronti degli affari pubblici, come invece pensava Epicuro.

Nella civiltà greca, culla della democrazia, dimensione privata e pubblica dell’individuo infatti non erano tenute nettamente distinte e separate, come siamo attualmente abituati a considerarle. Ed inoltre in quella stessa cultura  era fondamentale il concetto del  timè, l’onore e la stima che gli antichi si impegnavano a guadagnarsi all’interno della loro comunità.

E per questo una prescrizione come quella del “lathe biosas” risultava  molto contraria ad una tradizione tanto radicata nella mentalità ellenica e non poteva che suscitare aspre condanne da parte del pensiero predominante.  Sembrava come un invito a rinunciare al riconoscimento pubblico e sociale ed al proprio timè. 

Ai nostri giorni la spasmodica ricerca di approvazione ha generato l’illusione in molti che il numero di seguaci o followers, like e visualizzazioni sia direttamente proporzionale e indicativo di una qualche virtù o merito. Si arriva ad una sovraesposizione di sé che supera persino la non distinzione e la non separazione tra pubblico e privato dell’antichità.

Si rende di pubblico dominio ogni aspetto del proprio privato, laddove per i greci si trattava, invece, di un’etica di coerenza e corrispondenza tra la propria condotta tanto nella vita privata quanto in quella pubblica.

Il pudore, quella che era la pudicitia per i romani e l’aidòs per i greci, viene spesso sacrificato per rincorrere istanti di notorietà tramite i social ed ecco quindi che vivere nascosti potrebbe essere l’ unica soluzione per preservare la propria intimità e potrebbe rappresentare la cura necessaria per la salute psichica individuale che riporti una sana gelosia della propria persona, della propria interiorità e della propria unicità.

 

3 pensieri su “L’attualità del precetto “Λάθε βιώσας”, vivi nascosto, di Epicuro

  1. L’ha ripubblicato su Ned Hamson's Second Line View of the Newse ha commentato:

    In our days, the spasmodic search for approval has generated the illusion in many that the number of followers or followers, likes and views is directly proportional and indicative of some virtue or merit. We arrive at an overexposure of oneself that overcomes even the non-distinction and the non-separation between public and private of antiquity.

    Every aspect of one’s private life is made public, whereas for the Greeks it was an ethics of coherence and correspondence between one’s conduct both in private and public life.

    Modesty, what was the pudicitia for the Romans and aidos for the Greeks, is often sacrificed to chase instant fame through social, so here you live in hiding could be the ‘only solution to preserve their privacy and could represent the necessary care for individual mental health that brings back a healthy jealousy of one’s person, one’s interiority and one’s uniqueness.

    "Mi piace"

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