Pirati senza e con autorizzazione

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Nel Mar Mediterraneo la pirateria è stata un fenomeno antichissimo poichè di fatto consisteva nel brigantaggio svolto in mare invece che sulla terra. Ad assaltare di sorpresa le navi che veleggiavano, al fine di rubarne i carichi, erano Fenici, Greci, Illiri, Liguri, Etruschi e tutte le popolazioni che si affacciavano sul Mediterraneo. Ipirati agivano senza regole e utilizzavano navi agili e leggere.

I Romani organizzarono a più riprese flotte incaricate di debellare la pirateria e fecero leggi speciali per inasprire le punizioni per i pirati catturati. Gli stessi Arabi e i Normanni furono visti in un primo tempo essenzialmente come pirati.

I pirati si mettevano a volte anche al servizio di Stati che erano in guerra e costituivano così flotte non ufficiali, ma sui cui pennoni sventolavano regolari bandiere. Solo dal 12°-13° secolo cominciano ad esserci navi private che però erano autorizzate anche formalmente perché fornite di lettere di corsa o di marca da Stati in guerra. I membri di questi navigli erano chiamati corsari e partecipavano ad azioni contro navi nemiche che potevano legalmente depredate e distruggere e, se catturati, non erano uccisi ma erano dichiarati prigionieri di guerra.

Più tardi i corsari diventarono protagonisti del secolare conflitto tra Francia e Inghilterra, in particolare durante il regno della regina inglese Elisabetta I nella seconda metà del Cinquecento. Francis Drake, Walter Raleigh e John Hawkins erano di fatto soldati che combattevano gli Spagnoli per conto della sovrana con la quale peraltro sparivano il bottino.

Le flotte corsare divennero attive anche in tutto l’Oceano Atlantico e nel Mar delle Antille da dove controllavano le rotte dei convogli nemici. Nelle isole caraibiche i corsari vennero definiti anche bucanieri poiché originariamente erano agricoltori e cacciatori di frodo dell’entroterra delle isole che, dai nativi Arawak di Santo Domingo, avevano imparato ad arrostire la carne su graticole di legno chiamate boucan, per cui nel seicento vennero chiamati in francese boucanier. Tale usanza dominicana era nota in origine come barbicoa, da cui deriva il termine barbecue. Intorno al 1630 questi bucanieri vennero in urto con gli Spagnoli, si affacciarono al mare e confluirono in un’associazione particolare allestendo una flotta con cui combatterono la Spagna spesso in alleanza con l’Inghilterra.

Inoltre dei fuggitivi olandesi, francesi e inglesi, cacciati dagli Spagnoli da altre isole delle Antille, si riunirono sull’isola di Tortuga all’inizio del XVII secolo e, con la connivenza istituzionale dei rispettivi Stati, fondarono la Filibusta, associazione che assaltava i ricchi possedimenti e i galeoni spagnoli. Il nome filibustiere nasce dall’inglese freebooter, composto di free ‘libero’ e booty ‘bottino’: letteralmente, saccheggiatore libero. L’appoggio istituzionale non era ufficiale, e in questo i filibustieri si distinguevano dai corsari, mentre la complessità diplomatica dell’organizzazione li distingueva dai pirati che invece erano fuorilegge senza regole istituzionali. Ad ogni modo l’odio comune per gli Spagnoli fece unire i bucanieri ai filibustieri.

Alla fine del Seicento i corsari erano attivi anche nel Pacifico e contribuirono ad  instaurare le colonie inglesi, francesi e olandesi nelle Indie Occidentali. La guerra di corsa andò in disuso dal Settecento ma non  la pirateria che venne combattuta nel corso del 19° secolo dagli Inglesi in Estremo Oriente, Malesia, Cina, Borneo e che ancora oggi esiste in quelle stesse zone.

 

4 pensieri su “Pirati senza e con autorizzazione

  1. pirati, corsari, bucanieri e come diavolo li vogliamo chiamare sono sempre esistiti ed Esisteranno sempre.
    Basta pensare agli assalti delle navi in transito nello stretto di Aden. Qui serve per finanziare la guerra endemica africana

    "Mi piace"

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