San Rocco protettore dei poveri e degli appestati

Sagra San Rocco 2018 - Album News

il Santo nacque a Montpellier fra il 1345 e il 1350 e morì a Voghera fra il 1376 ed il 1379 e probabilmente non visse più di trentadue anni. I genitori, Jean e Libère De La Croix, erano ricchi ma dediti ad opere di carità.

Al fine di poter avere un figlio, essi avevano rivolto continue preghiere alla Vergine Maria dell’antica Chiesa di Notre-Dame des Tables fino ad ottenere la grazia richiesta.  Pare che il bambino, a cui fu dato il nome di Rocco, fosse nato con una croce vermiglia impressa sul petto come ad anticipare il suo destino. 

Intorno ai vent’anni San Rocco, persi entrambi i genitori, decise di seguire Cristo fino in fondo pertanto vendette tutti i suoi beni, si affiliò al Terz’ordine francescano e, indossato l’abito del pellegrino,  munito  di bastone, mantello, cappello, borraccia e conchiglia fece voto di recarsi a Roma a pregare sulla tomba degli apostoli Pietro e Paolo.

Forse attraversò le Alpi per poi dirigersi verso l’Emilia e l’Umbria, o forse  percorse la Costa Azzurra e scese dalla Liguria lungo il litorale tirrenico. Certo è che nel luglio 1367 era ad Acquapendente, in provincia di Viterbo, dove nonostante la gente fosse in fuga per la peste, chiese di prestare servizio nel locale ospedale mettendosi al servizio di tutti. Tracciando il segno di croce sui malati e invocando Dio per la guarigione degli appestati, qui il Santo  operò miracolose guarigioni.

Ad Acquapendente egli si fermò per circa tre mesi fino al diradarsi dell’epidemia, per poi dirigersi verso l’Emilia Romagna dove il morbo infuriava con maggiore violenza, al fine di poter prestare il proprio soccorso alle vittime della peste.

San Rocco arrivò poi a Roma fra il 1367 e l’inizio del 1368, quando Papa Urbano V era da poco ritornato da Avignone. E’ probabile che si sia recato all’ospedale del Santo Spirito dove avvenne il suo miracolo più famoso cioè la guarigione di un cardinale che liberò dalla peste dopo aver tracciato sulla sua fronte il segno di Croce. Fu proprio questo cardinale a presentare San Rocco al pontefice.

La partenza da Roma avvenne tra il 1370 ed il 1371 e poi varie tradizioni segnalano la sua presenza a Rimini, Forlì, Cesena, Parma e Bologna. Certo è che nel luglio 1371 era a Piacenza presso l’ospedale di Nostra Signora di Betlemme dove proseguì la sua opera di sostegno e di assistenza ai malati, finché scoprì di essere stato anch’esso colpito dalla peste.

Si rifugiò allora in un bosco vicino Sarmato, in una capanna vicino al fiume Trebbia, dove un cane lo trovò e lo salvò dalla morte per fame portandogli ogni giorno un tozzo di pane, finché il suo ricco padrone, seguendo l’animale, scoprì il suo rifugio. Per questo il Santo è spesso raffigurato in abiti da pellegrino con un cane al suo fianco che gli porge un pezzo di pane. 

Intanto in tutti i posti dove Rocco era passato e aveva guarito col segno di croce, il suo nome era diventato famoso ma, dopo la guarigione, egli riprese il viaggio per tornare in patria.

Però sulla via del ritorno a casa, scambiato per una spia, San Rocco fu arrestato  e condotto a Voghera davanti al governatore. Interrogato, per adempiere ad un voto, non volle rivelare il suo nome dicendo solo di essere “un umile servitore di Gesù Cristo”. Gettato in prigione, vi trascorse cinque anni, vivendo questa nuova dura prova come un mezzo per l’espiazione dei suoi peccati.

Quando sentì la morte ormai vicina, chiese al carceriere di vedere un sacerdote ed allora si verificarono alcuni eventi prodigiosi, che indussero i presenti ad avvisare il Governatore. Le voci si sparsero in fretta, ma quando la porta della cella venne riaperta, San Rocco era già morto: era il 16 agosto di un anno compreso tra il 1376 ed il 1379.

Prima di spirare, il Santo aveva ottenuto da Dio il dono di diventare l’intercessore di tutti i malati di peste che avessero invocato il suo nome, nome che venne scoperto dall’anziana madre del Governatore o dalla sua nutrice, che, dal particolare della croce vermiglia sul petto, riconobbe in lui Rocco di Montpellier.

Il Santo fu sepolto con tutti gli onori a Voghera e sulla sua tomba cominciò subito a fiorire il culto del giovane pellegrino di Montpellier, amico degli ultimi, degli appestati e dei poveri. Il Concilio di Costanza nel 1414 lo invocò santo per la liberazione dall’epidemia di peste che, anche in quel luogo, si era propagato durante i lavori conciliari.

 

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