I gemelli : cloni naturali o fratelli diversi

I gemelli di colore diverso - Il Secolo XIX

I gemelli si differenziano per le modalità della fecondazione e della suddivisione cellulare dello zigote e possono essere di due tipi: i gemelli monozigoti cioè  identici e gemelli dizigoti cioè semplici fratelli. Dal punto di vista biologico tutti i gemelli si definiscono come persone nate contemporaneamente e il primo nato è semplicemente il meglio posizionato al momento del parto.

La popolazione africana ha le percentuali più alte di gemelli, mentre la frequenza più bassa si trova nella popolazione orientale. In tutto il mondo le statistiche riportano che l’incidenza delle gravidanze gemellari è del 1-2 % circa sul totale, di cui oltre due terzi sono di gemelli eterozigoti. Negli ultimi anni la frequenza delle gravidanze gemellari sta però aumentando per il maggiore utilizzo di farmaci per stimolare la fertilità, a seguito delle quali spesso maturano più ovuli, e per le tecniche di fecondazione assistita dato che nella donna vengono spesso impiantati più ovuli fecondati.

Se l’ovulo si divide poco dopo la fecondazione, ogni gemello ha la sua placenta e una cavità amniotica ma se invece la divisione avviene da quattro a sette giorni dopo la fecondazione, i gemelli condividono la placenta anche se questo caso è più raro. Talvolta si manifesta la cosiddetta “sindrome trasfusionale feto-fetale” e un gemello sottrae all’altro le sostanze nutritive, pertanto è importante fare controllare regolarmente la crescita dei gemelli con un’ecografia.

I gemelli monozigoti, detti gemelli monovulari, derivano da una singola cellula uovo fecondata da uno spermatozoo:  durante le prime fasi della moltiplicazione cellulare avviene la separazione dell’unica massa di cellule presente. Posseggono inoltre lo stesso patrimonio genetico e sono quindi identici: hanno lo stesso sesso, gli stessi occhi, gli stessi capelli, lo stesso gruppo sanguigno, cioè gli stessi caratteri somatici. È l’unico caso di identità genetica umana naturale e quindi di uguaglianza fra persone diverse di genotipo e DNA. 

I gemelli dizigoti invece possono avere lo stesso sesso oppure sesso diverso e condividono il 50% de geni come se fossero fratelli nati da gravidanze successive. Gli eterozigoti non si assomigliano più di due normali fratelli, perché si formano quando due ovuli maturano contemporaneamente e vengono fecondati da due spermatozoi, l’uno indipendentemente dall’altro. 

Sono invece molto più rare le gravidanze multiple spontanee, cioè quelle con tre – cinque nati contemporaneamente dovute alla poliovulazione, che porta occasionalmente alla nascita di tre o quattro gemelli.

È dimostrato che l’età delle madri al concepimento influenza la predisposizione a gravidanze gemellari. Infatti dai 15 ai 39 anni aumenta progressivamente la probabilità di avere gemelli bi-ovulari, mentre dai 40 ai 44 anni aumenta la tendenza ad avere gemelli mono-ovulari. Infatti, con l’età in una donna aumenta anche l’ormone follicolo stimolante (FSH) e spesso sono disponibili più ovuli da fecondare.

L’incidenza delle nascite gemellari è influenzata anche da fattori genetici in quanto esiste una tendenza ereditaria alle gravidanze multiple e nelle famiglie di gemelli vi sono spesso altri casi di gravidanze multiple e sembra che la linea genetica femminile giochi un ruolo maggiore. Sarebbero inoltre le madri più forti in partenza ed anche più alte ad avere maggiori probabilità di concepire gemelli: come se l’evoluzione premiasse il loro corredo genetico di qualità trasmettendolo non a uno, ma a due figli per volta.

Oggi è abbastanza certo che i gemelli eterozigoti possano però formarsi anche da un solo ovulo, che si suddivide poco dopo il cocepimento e ogni parte viene poi fecondata da un diverso spermatozoo. Il patrimonio ereditario della madre è in questo caso identico per i due bambini, mentre quello del padre naturalmente è diverso.

Si è scoperto inoltre che coppie di gemelli monozigoti adulti possono avere un patrimonio genetico differente perchè alcune volte in un gemello manca una parte del cromosoma, altre volte ne sono disponibili persino più di uno. Gli scienziati ritengono che queste variazioni maturino nel corso della vita in seguito a divisioni cellulari. Si spera ora di riuscire a identificare i geni responsabili di alcune malattie perchè se si ammala un solo gemello, le cause potrebbero eventualmente essere localizzate nelle differenze tra il suo patrimonio genetico e quello del gemello.

Nel corso della vita anche due gemelli monozigoti possono sviluppare alcune differenze esteriori – altezza diversa, per esempio, o diverse misure del corpo – a causa delle influenze relative all’ambiente esterno come l’alimentazione, le malattie etc.

E’ impossibile inoltre stabilire quale dei due feti sia stato “creato” per primo anche se il concepimento, nel caso degli eterozigoti,  potrebbe essere avvenuto in momenti leggermente diversi. Sicuramente non lo si può dedurre dalla posizione dei feti nell’utero, perché questi, durante la gravidanza, continuano a muoversi.

I gemelli non hanno mai impronte digitali identiche nemmeno se sono monozigoti. In questo caso, le loro impronte sono simili, ma non perfettamente sovrapponibili e questo perchè ad influire sulla conformazione delle impronte non è soltanto il patrimonio genetico ma anche una serie di fattori legati allo sviluppo intrauterino, diverso per i due feti. È sufficiente un cordone ombelicale leggermente più lungo o più corto per influenzare la forma di un’impronta digitale.

I gemelli possono anche avere un colore di pelle diverso se nascono da coppie miste e pare che ci sia una probabilità su 500 che una coppia multietnica veda nascere gemelli con la pelle di due diversi colori ma soltanto se sono eterozigoti, nati cioè dall’incontro tra due spermatozoi e due cellule uovo.

Pare inoltre che dalla 14esima settimana di gravidanza in poi, le carezze tra gemelli non siano casuali ma mirate alla conoscenza reciproca. I gesti che gli stessi feti compiono verso la parete dell’utero o verso sé stessi appaiono infatti meno affettuosi.

Inoltre il 40% dei gemelli, nelle prime fasi di sviluppo del linguaggio, mette a punto una forma di comunicazione indecifrabile dagli adulti, ma comprensibile all’interno della coppia e la lingua che ne risulta è piena di onomatopee e parole interrotte. In genere questo codice di comunicazione sparisce con la crescita ed è tipico anche dei fratelli vicini per età. E’ anche più frequente nelle famiglie in cui i genitori non sono sempre presenti e i figli sono lasciati liberi di interagire in modo naturale.

Capita spesso che gemelli identici, con l’età, finiscano per assomigliarsi un po’ meno a causa delle interazioni tra geni e fattori ambientali che intervengono sui geni marcandoli chimicamente e originando, per esempio, diverse patologie, differenti personalità e marcate diversità fisiche. E infatti difficilmente i gemelli identici muoiono per le stesse cause.

A Twinsburg, in Ohio (USA),  ogni anno per un weekend si svolge un festival dedicato ai gemelli, molto frequentato soprattutto dai monozigoti che spesso vengono reclutati da scienziati per i loro esperimenti scientifici.

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