La “Teoria del caos” e la “Teoria del cigno nero”

Casa delle Farfalle: a Milano Marittima Cervia - Its4kids

Il mondo non segue sempre un modello preciso e prevedibile ma contempla anche il caos che rende quasi impossibile prevedere l’effetto di determinati eventi tanto che il matematico James Yorke, che determinò la Teoria del caos, raccomandava la flessibilità in ogni ambito.

L’uomo preferisce la stabilità che gli regala l’equilibrio emotivo ed ha un certo grado di tolleranza individuale rispetto all’incertezza tanto che, a partire da una certa soglia, il cervello umano entra in “modalità allerta” verso quello che può accadere.

Ma la vita non regala sempre lo scorrere ritmico e perfetto di un orologio e l’imprevedibile e l’incontrollabile si trovano sempre dentro e attorno a noi. Accade come quella palla bianca che, colpita al biliardo, colpisce a sua volta le altre palle facendole muovere, a volte in direzioni inaspettate.

La Teoria del caos sottolinea che il risultato di un evento dipende da diverse variabili il cui comportamento non è sempre prevedibile con totale esattezza e pertanto esiste sempre un margine di errore, uno spazio per il caos che anche all’ultimo momento cambia tutto. A volte anche una piccola differenza genera un effetto dalle grandi proporzioni.

La scienza ha sempre cercato di prevedere il comportamento di sistemi intrinsecamente imprevedibili e per questo, fino a non molto tempo fa, il mondo scientifico aveva l’obiettivo di eliminare la variabile dell’incertezza per poter descrivere con esattezza il comportamento di qualsiasi cosa. Oggi invece si accetta questo margine nel quale il caso e l’imprevedibile possono, in un dato momento, cambiare tutto.

La base di questa impostazione fu posta nel 1961 dal meteorologo e matematico Edward Lorenz (1917-2008) del Massachusetts Isti­tuite of Technology quando cercò di creare un sistema informatico per prevedere con esattezza il tempo. A sorpresa però si accorse che, a causa di un errore di approssimazione nei numeri, tutto il sistema aveva iniziato a mostrare dati chiaramente imprevedibili.

L’espressione “effetto farfalla” nacque dal titolo di un suo seminario del 29 dicembre del 1979 in cui, anche se inizialmente egli parla­va dell’effetto gabbiano, esprimeva la convinzione che bastava il battito d’ali di un esile lepi­dottero a provocare effetti meteorologici enormi.

Lorenz aveva scoperto che piccole variazioni di temperatura e di pressione possono, a volte, generare conseguenze catastrofiche: il sem­plice battito d’ala di una farfalla in Brasile può produrre quel piccolo cambiamento del­le condizioni atmosferiche iniziali che, una settimana dopo, potrebbe scatenare un tor­nado in Texas.

Questa è la ragione per cui è così difficile fare previsioni del tempo a lungo termine in quanto non è possibile conoscere tutte le variabili in gioco con la precisione necessaria. Si può prevedere con ragionevole sicurezza che pioverà fra qualche giorno, ma non con quanta intensità lo farà e se pioverà o no fra un mese.

Questo suggerimento portò alla teoria matematica del caos: un campo scientifico che ha dato inizio a un nuovo modo di pensare sul mondo e che ha gettato nuova luce sulle sfide di Einstein alla scienza. I fenomeni caotici si presentano in ogni campo quasi senza accorgercene: in economia, termodinamica, astronomia e persino psicologia.

Anche qualsiasi piccola perturbazione nel nostro cervello può dare luogo a cambiamenti molto drastici nel nostro comportamento e a volte, somministrando un farmaco a un paziente, vi è anche una piccola probabilità che l’effetto osservato sia l’opposto di quello atteso.

Nella vita quotidiana, come spiega James Yorke, la cosa migliore da fare è essere pronti a cambiare i piani in qualsiasi momento. In qualche modo, questo principio è strettamente correlato alla Teoria del cigno nero, formulato dal saggista, economista e matematico Nassim Nicholas Taleb.

La Teoria del cigno nero si riferisce in particolare a eventi inaspettati di grande portata e con forti conseguenze e al loro ruolo dominante nella storia. Tali eventi, considerati estremamente divergenti rispetto alla norma, giocano collettivamente un ruolo molto più importante rispetto alla moltitudine degli eventi ordinari.

L’origine del termine ha però una storia molto più antica poichè, intorno al II secolo d.C., il poeta latino Juvenale scrisse rara avis in terris nigroque simillima cygno”, ossia “un uccello raro nelle terre è molto verosimilmente come un cigno nero”. Il poeta si riferiva proprio alla fragilità dei sistemi, smentibili da un qualcosa di raro.

La maggior parte degli uomini ha una visione del mondo dove tutto, a prima vista, sembra prevedibile ma a volte sorge l’inaspettato, l’imprevedibile, il caotico. Tutti sono obbligati ad accettare e a razionalizzare questi eventi imprevedibili ma pare che le persone che raggiungono successo e felicità siano in particolare quelle che hanno sempre un piano “B” a portata di mano.

E’ necessario pertanto sviluppare una mentalità flessibile e un approccio che non si limiti a reagire agli eventi, che comunque vanno accolti con accettazione, perché molte volte è nel caos che sorgono le opportunità. Si chiude una porta e si apre un portone.

Questa teoria è quasi  ulteriolmente sostenuta anche dal fatto che, nei primi del novecento, un gruppo di esploratori britannici ha scoperto l’imprevedibile Chenopis Atrata, un pennuto della famiglia dei cigni, totalmente nero che vive nei fiumi australiani e neozelandesi.

6 pensieri su “La “Teoria del caos” e la “Teoria del cigno nero”

  1. il piano A è andato al piano bar ovvero è chiuso per epidemia, allora ci arrovelliamo di preparare il famoso piano B che guarda caso è tanto simile a quello A morto e defunto.
    Dentro di noi esiste il caos anche se cerchiamo di renderlo lineare.

    "Mi piace"

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