I Davidiani ed il massacro di Waco

 

Waco

David Koresh, che in realtà si chiamava Vernon Wayne Howell, era nato nel 1959 a Houston figlio di una ragazza-madre quattordicenne. Non conobbe mai suo padre, un carpentiere ventenne, che lasciò sua madre quando si mise con un’altra donna. Koresh fu cresciuto così da un patrigno severo ed ebbe un’ infanzia solitaria.

Nel 1987 egli arrivò a Waco, nel Texas, e da subito affascinò gli appartenenti alla comunità davidiana locale, setta religiosa separatesi dalla Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, con il suo modo di interpretare le sacre scritture. Ebbe una relazione con Lois Roden, vedova del santone locale che però poi ripudiò.

Da lì iniziò la storia divina di Koresh che guadagnò la fiducia degli adepti fino ad auto proclamarsi il Messia, Dio sceso in terra. Nel 1989 promulgò la legge divina secondo cui i matrimoni tra gli adepti erano tutti sciolti e tutte le donne della comunità diventarono sue mogli, con lo scopo di creare una generazione ibrida di uomo-Dio. Koresh ebbe anche rapporti sessuali con ragazze di 14 anni così alla fine nella comunità nacquero  ben 23 bambini in 4 anni.

Nel 1993 il governo degli Stati Uniti cominciò ad indagare su Koresh e su quanto stesse accadendo dentro al ranch sulla base anche di informazioni fornite da un fuoriuscito della setta circa il possesso da parte del leader di armi. Vennero formulate  diverse ipotesi di reato quali possesso illegale di armi, abuso di alcool e droga e pedofilia e si decise di effettuare una perquisizione.

Sembra che Koresh si dimostrò disponibile al confronto con i federali ma che questi non risposero mai ai suoi appelli. Il 28 febbraio 1993 una squadra di agenti federali giunse al Mount Carmel Center, dove si trovava il  complesso di edifici dei davidiani, per appurare in particolare la presenza di armi ed esplosivi in un arsenale mascherato da deposito. Durante la perquisizione scaturì una sparatoria tra le due parti e 4 agenti dell’ATF morirono e altre 16 persone rimasero ferite.

Gli agenti sopravvissuti fuggirono dal centro e subito dopo iniziò l’assedio alla comune dei davidiani che durò 50 giorni. Il Posse Comitatus Act del 1878 vieta l’utilizzo dei federali per le risoluzioni dei conflitti sul diritto privato, ma esistono eccezioni legali alla sua applicazione in caso di emergenza e Clinton lo fece nel caso di Waco.

ll 19 aprile 1993 agenti esperti dell’FBI e reparti scelti della “Delta Force”, l’unità antiterrorismo americana, che utilizzarono anche veicoli corazzati e carri armati pesanti e circondarono la comune religiosa.

Pare che Koresh diede ordine di appiccare il fuoco per porre fine all’assedio con un suicidio di massa e alla fine morirono 75 davidiani fra cui 24 cittadini del Regno Unito, più di 20 bambini, due donne in gravidanza e lo stesso leader della setta mentre nessun federale rimase ucciso. All’interno della comune vennero rinvenute 305 armi automatiche di appartenenza della setta, tra cui AK47 e AR15 modificati.

Sembra che in quel giorno l’FBI  abbia utilizzato un alto numero di granate contenenti gas CS, altamente infiammabile, che esplose a seguito dell’ uso di dispositivi incendiari. Tutte le case del ranch bruciarono e molti cadaveri recuperati dopo il raid in effetti presentavano dosi letali di cianuri, un prodotto della combustione di questo gas.

Nel 1999 il direttore dell’FBI dichiarò che furono sparate anche almeno due bombe lacrimogene pirotecniche con l’obiettivo di raggiungere il bunker sotterraneo di cemento, lontano dall’edificio principale in legno. Dichiarò però che le bombe erano rimbalzate finendo su un campo aperto e che per questo non avevano nulla a che vedere con le fiamme.

Molti accusarono però l’amministrazione Clinton di strage di Stato, in particolare identificando come colpevole il ministro della Giustizia Janet Wood Reno. Ancora oggi i superstiti dell’assedio credono ciecamente di aver vissuto a contatto con Dio.

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