Il Gioco del Lotto non estraeva solo numeri

 

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ll Gioco del Lotto è un gioco d’azzardo che consiste nell’estrazione di cinque numeri tra 1 e 90 con premio per coloro che ne indovinano almeno uno. Senza dubbio esso deriva dalla pratica delle lotterie.

A Milano nel 1448 esistevano le cosiddette borse di ventura, che in sostanza possono ritenersi un primo abbozzo delle scommesse caratterizzanti il vero lotto. Il primo banco del Lotto ci fu però nel 1528 a Firenze e poi il gioco fu chiamato a Genova, nel 1576, il Gioco del Seminario ed era molto più simile a quello di oggi.

Andrea Doria infatti permise di scommettere su cinque nomi, tra i 120 di nobili genovesi, per individuare quelli che sarebbero entrati nel Serenissimo Collegio. Da Genova il gioco arrivò poi in tutta la penisola adattandosi nei vari Stati alle tradizioni del luogo.

Milano fu una delle prime città a istituirlo nel 1665 mentre a Venezia fu istituito nel 1733, anche se già dalla metà del ‘600 il Senato organizzava una lotteria con premi in immobili chiamata Lotto del Ponte di Rialto.

A Roma lo Stato pontificio abbinò il gioco alla beneficenza anche se, a seconda dei Papi eletti, venne osteggiato per questioni morali. Infatti il Papa Benedetto XII nel 1728 minacciò di scomunica i giocatori mentre nel 1731 il gioco fu reintrodotto da papa Clemente XII.

A Napoli il Lotto trovò particolare terreno fertile e il 9 settembre 1682 fu fatta la prima estrazione di cinque numeri, 11-14-20-34-52, che restarono nella storia anche se l’introduzione definitiva del gioco avvenne solo nel 1735 con i Borbone.

Verso la metà del XVII secolo in Italia, e in particolare a Torino, si diffuse la pratica del Lotto delle Zitelle. A quei tempi potevano ambire alle nozze le ragazze benestanti mentre le più povere spesso non potevano arrivare alle nozze. Il Lotto delle Zitelle, modificando la formula del Gioco del Seminario, permetteva di giocare non sui candidati alle cariche politiche ma sui nomi delle ragazze povere.

Ogni numero era abbinato a una di loro e a seconda delle estrazioni cinque sorteggiate venivano premiate con una dote pari a cento lire. La variante delle Zitelle ottenne il benestare anche del re Carlo Emanuele II che iniziò a stilare personalmente la lista delle cento ragazze. Questa versione del gioco riscosse grande fortuna non solo in Italia ma anche nel resto d’Europa e addirittura in Francia venne promosso da Giacomo Casanova.

Dopo l’unità d’Italia il gioco passò in gestione alla Stato e prese il nome ufficiale di Gioco del Lotto e dal 1863 il Lotto entrò a far parte delle entrate nel bilancio statale e i profitti furono destinati alla realizzazione di opere pubbliche. Solo dalla metà degli anni novanta la gestione è passata a Lottomatica.

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