I Travellers, nomadi irlandesi

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I Pavee o Travellers (viaggiatori) sono  una minoranza etnica nomade dalle origini molto incerte, separatasi dal popolo irlandese “stabile” forse 1000 anni fa, che non conosce il concetto di proprietà della terra. Fra tutte le popolazioni nomadi d’Europa sono le più strane: non hanno alcuna affinità con i Rom o con i ceppi etnici continentali, sono irlandesi al 100 per cento, con i capelli rossi, le lentiggini e gli occhi chiari

Loro dicono che le loro origini sono gaeliche, ma molti raccontano la leggenda secondo la quale sono discendenti di uno dei carpentieri che costruirono la croce di Gesù Cristo ed è per quello che furono condannati a scappare perennemente.

Il censimento 2011 ha rivelato che circa 29,500 Travellers vivono nella Repubblica d’Irlanda ma ne esistono comunità piuttosto numerose anche nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

Gli “zingari irlandesi” sono conosciuti anche con altri nomi: Tinkers (stagnini) perché erano soliti riparare pentole e padelle girovagando di villaggio in villaggio, Gipsies, Pavee o Minkiers. In lingua gaelica irlandese essi sono conosciuti come an Lucht Siúil (il popolo che cammina). Sono anche chiamati con l’appellativo denigratorio di “knackers” (venditori di carcasse equine).

Le donne fin da giovanissime vestono colori molto sgargianti e bigiotteria, lasciando molte parti del corpo esposte e facendo pesante uso di trucchi e creme per dare colore alla pelle. Gli uomini sono soliti vestire con tute da ginnastica e portano spesso un bastone o frustino per cavalli con sè, come status-symbol.

Una volta i Travellers viaggiavano in grandi gruppi su particolari carri “a botte” trainati da cavalli, oggi la maggioranza si sposta in caravan o camper e l’allevamento equino è tuttora la primaria fonte di sostentamento e commercio.

La maggior parte degli Irish Travellers oggi ha una dimora più o meno fissa, spesso nei sobborghi popolari delle grandi città o presso centri di accoglienza appositi ma circa il 35% vive ancora in sistemazioni “non ufficiali” ai bordi delle strade. Il 16% di essi non ha regolare accesso all’acqua potabile, il 53% all’elettricità e solo il 47% possiede una doccia o una vasca da bagno.

Gli Irish Travellers sono una comunità giovane e nel 2011 circa il 50% di essi aveva meno di 20 anni e la loro età media era 22.4 anni (contro i 36.1 della popolazione totale). Ben il 29.1% aveva meno di 9 anni. Le ragazze si sposano intorno ai 16-17 anni e i ragazzi ai 18-19 e sono diffuse le famiglie con più di 10 figli.

La loro prima lingua è in genere l’inglese, con un particolare accento ed alcuni influssi dialettali, ma i Travellers parlano anche un proprio specifico idioma, differenziato in tre varianti: lo Shelta, il Cant ed il Gammon. Non esiste la tradizione scritta, sostituita da un particolare tipo di canto.

La maggioranza dei Travellers si dichiara cattolica e particolare importanza è riservata al culto della guarigione attraverso la preghiera. L’aspettativa di vita per loro è di circa 15 anni inferiore a quella del resto della popolazione ed il  tasso di mortalità infantile  è superiore di circa 3 volte. Anche il tasso di suicidi è impressionante: circa 7 volte più elevato per i maschi adulti rispetto alla media nazionale.

Circa il 90% dei Travellers frequenta la scuola elementare (primary school) ma solo il 12% prosegue gli studi e nel 2002 circa l’80% degli Irish Travellers adulti non sapeva leggere.

Gli irlandesi negano l’esistenza del razzismo nei confronti dei Travellers ma  in base agi studi dell’Irish Traveller Movement nel 1994 a circa 8 Travellers su 10 veniva negato l’accesso ai pub. A circa la metà di loro veniva invece richiesto di uscire una volta all’interno degli esercizi commerciali.

Gli Irish Travelles sono quindi spesso discriminati per la parlata ai limiti del comprensibile, per l’aspetto disordinato e sgargiante , per la scarsa igiene personale o per gli episodi di violenza che spesso manifestano.

Sono appassionati allevatori di cani, quali i levrieri inglesi a pelo raso e i lurcher, ma allevano soprattutto cavalli e organizzano una fiera annuale equina a Ballinasloe. Inoltre esercitano la Bareknuckle boxing che è una loro tipica attività sportiva. I membri della banda dei Peaky Blinders, diventata famosa per via della serie TV, appartenevano a questa etnia.

2 pensieri su “I Travellers, nomadi irlandesi

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