Grace O’Malley, la regina del Mare di Connemara

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Grace O’Malley, (1530 circa – 1603, Rockfleet Castle) conosciuta come Granuaile o Gráinne Mhaol  o “La regina del Mare di Connemara”, è un personaggio rilevante delle leggende irlandesi e della storia irlandese del ‘500.

Grace, figlia del capo del Clan degli O’Malley, nacque quando Enrico VIII era sul trono d’Inghilterra e il  governo inglese lasciava  i principi e i signori irlandesi semi-autonomi. Gli O’Malley erano una famiglia di mare che tassava tutti coloro che pescavano sulle loro coste, compresi quelli che venivano dall’Inghilterra.

Secondo la leggenda, da giovane Grace O’Malley voleva partire con il padre per la Spagna, ma, quando egli le disse che era impossibile perché i suoi lunghi capelli si sarebbero impigliati alle corde della nave, lei se ne tagliò una parte per spingerlo a prenderla con sé, guadagnandosi così l’appellativo di “Gráinne Mhaol (in irlandese Mhaol significa calvo o con pochi capelli ).

Grace si sposò sedicenne con Donal an Chogaidh (Donal della Battaglia) O’Flaherty, erede al titolo di capo degli O’ Flaherty. Da lui ebbe tre figli: Owen, gentile e generoso, Margaret, femminile ma scontrosa, e Murrough amante della guerra e maschilista.

La giovane sposa  legata al marito da un matrimonio di convenienza e non d’amore, seppe tuttavia guadagnarsi il rispetto degli uomini del clan degli O’ Flaherty, prendendo parte attiva ai loro traffici e, secondo fonti accreditate, sottraendo al marito il comando della flotta, e ottenendo una posizione di inusuale spicco per l’epoca.

Dopo che il marito venne ucciso in battaglia, O’Malley si stabilì nel castello di Clare Island nella Contea di Mayo e poi si sposò una seconda volta con Richard-un-Iarainn Burke, Richard-in-Iron in inglese, soprannominato così perché portava sempre una cotta di maglia. Era il proprietario del castello di Rockfleet, vicino a Newport.

Secondo tradizione i due si sposarono sotto la Legge Bretone e cioè di sicuro per un anno ma poi quando l’anno scadde e O’Malley divorziò da Burke tenendosi il castello, essi rimasero sposati fino alla morte del marito.

Insieme ebbero un figlio, Tibbot Burke Tiobóid, soprannominato Tibbot na Long (Tibbot delle Navi) in quanto nato sulla nave di O’Malley perché ella voleva trasmettergli la sua passione per il mare. Egli fu nominato successivamente Visconte di Mayo.

O’Malley ingaggiò un’attività rivoluzionaria nei confronti della corona inglese e allora il suo castello di Clare Island venne attaccato da una flotta che però lei mise in fuga. Poco tempo dopo O’Malley fu catturata e poco dopo rilasciata .

Si narra che nel 1576 O’Malley tentò di fare una visita di cortesia a Howth Castle, casa dell’ottavo Barone di Howth ma la famiglia era a cena e i cancelli del castello le furono chiusi in faccia. Per ritorsione, fece rapire il figlio ed erede del Barone, che venne rilasciato sotto la promessa di tenere i cancelli sempre aperti ai visitatori inaspettati, e di mettere un posto in più durante ogni pasto. Ancora oggi questo accordo viene mantenuto dalla famiglia dei St.Lawrence, proprietari di Howth Castle.

In Irlanda il potere inglese era aumentato e nel 1593, quando i suoi figli, Tibbot Burke e Morrough O’Flaherty, ed il suo fratellastro, Donal-na-Piopa, furono fatti prigionieri dal Sir Bingham, Governatore inglese, O’Malley salpò verso l’Inghilterra per proporre alla regina Elisabetta I una petizione per il loro rilascio.

Le due donne giunsero ad un accordo, O’Malley cessò il suo appoggio alle ribellioni irlandesi e agli atti di pirateria contro la Gran Bretagna e la regina rimosse il Governatore.  La loro discussione fu condotta in Latino, poiché O’Malley non conosceva l’inglese e la regina Elisabetta non parlava l’irlandese.

O’Malley si presentò a Elisabetta indossando un elegante abito, circondata dalle guardie e dai membri della Corte ma si rifiutò di inchinarsi per prima di fronte ad Elisabetta poiché non la riconosceva come Regina d’Irlanda. Si narra anche che le guardie del corpo, dopo una perquisizione, le avessero trovato tra le vesti un pugnale ma O’Malley disse alla regina che era solo per la sua difesa personale.

Alcuni riportano anche che Grace avesse starnutito e che una dama le avesse porto un fazzoletto ricamato. Ella si soffiò il naso e poi gettò il fazzoletto tra le fiamme di un vicino caminetto dicendo che in Irlanda, contrariamente a quanto avveniva in Inghilterra, erano disapprovate le persone che tenevano una stoffa sporca sulla propria persona.

Ottenne il rilascio dei figli ma non le altre richieste, come la restituzione del bestiame confiscato, e anzi dopo poco Elisabetta rese a Sir Bingham il suo ruolo in Irlanda. Dopo il ritorno di Bingham, che prese come un affronto, Grace tornò a supportare le varie rivolte dei Nobili irlandesi.

O’Malley tornò così alla vecchia vita di pirata, sebbene apparentemente conducesse i suoi attacchi solo contro i nemici dell’Inghilterra, durante la Guerra dei Nove Anni. Molto probabilmente morì nel 1603, a Rockfeet Castle, lo stesso anno di Elisabetta I.

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