La misteriosa scomparsa del sindacalista Jimmy Hoffa

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Jimmy Hoffa fu per anni il leader della International Brotherhood of Teamsters, associazione sindacale degli autotrasportatori, protagonista delle lotte sindacali degli anni Cinquanta e Sessanta che ebbe però  rapporti poco chiari con la mafia e finì in carcere per corruzione.

Nato nel 1913 a Brazil, nell’Indiana, era il figlio di un minatore di carbone, che morì  quando Jimmy era molto giovane,  e la famiglia paterna era arrivata in Pennsylvania dalla Germania all’inizio dell’Ottocento e faceva parte della comunità Pennsylvania Dutch.  Jimmy non riuscì a studiare e poi si trasferì  nel Michigan dove cominciò a lavorare in un negozio all’ingrosso.

Hoffa cominciò a dare battaglia agli altri gestori e un garzone gli sparò, ma senza gravi conseguenze. Iniziò a battersi per i diritti sindacali dei lavoratori e nel 1933, all’età di 20 anni, aiutò a organizzare il primo sciopero degli swampers, i lavoratori che commercializzano fragole. Poi si occupò dell’associazione sindacale degli autotrasportatori nel Michigan.

Hoffa per ottenere quel che voleva, non esitava però ad usare le conoscenze che aveva nella malavita. Arrivarono per questo minacce a un’associazione di negozi di generi alimentari che voleva restare indipendente, ma le pressioni vennero scoperte e per Hoffa arrivò la prima condanna che però non bastò a interrompere i suoi rapporti con la criminalità.

L’unione degli autotrasportatori si ampliò poi ai camionisti e ai pompieri e cominciò a diffondersi in tutto il Paese. Nel 1957 il presidente della International Brotherhood of Teamsters, Dave Beck, venne imprigionato per corruzione e fu sostituito da Jimmy Hoffa che nel 1964 riuscì a unire i sindacati degli autotrasportatori del Nord degli Stati Uniti sotto un unico sindacato.

Si prefiggeva di espandere il sindacato anche ai lavoratori delle linee aeree e di altri mezzi di trasporto ma il progetto fu osteggiato dal presidente John Fitzgerald Kennedy e dal suo successore Lyndon B. Johnson, che cominciarono a indagare su di lui, per disgregare il sindacato e perchè erano convinti che Hoffa si intascasse molti soldi dei lavoratori.

Nel 1964 una sentenza condannò Jimmy Hoffa per corruzione a 15 anni di carcere. Dopo 7 anni però uscì perchè nel 1971 il Presidente Richard Nixon lo graziò. Tentò di tornare a capo del sindacato ma persone pericolose si  opponevano al suo ritorno. Uno di questi era Anthony Provenzano, mafioso, ex leader locale del Teamster nel New Jersey e vicepresidente nazionale del sindacato durante il secondo mandato di Hoffa come presidente.

Qualcuno credeva anche che dal carcere Hoffa avesse collaborato alle indagini contro la mafia. Provenzano lo minacciò quando gli chiese di aiutarlo a rientrare e Anthony Giacalone, boss della mafia di Detroit, e suo fratello minore, Vito iniziarono a organizzare un incontro di pace tra Hoffa e Provenzano.

Il 30 luglio del 1975 Hoffa doveva incontrare Anthony Provenzano e Anthony Giacalone alle 14:00 in un ristorante di Detroit ma alle ore 14:15 chiamò la moglie da un telefono pubblico dicendo che gli stavano dando buca.  Due testimoni dissero però di averlo visto spuntare dal ristorante dopo un lungo pranzo. Alle 15:27 Hoffa chiamò Linteau e si lamentò del ritardo di Giacalone, Linteau gli disse di calmarsi e di fermarsi nel suo ufficio sulla strada di casa. Fu l’ultima volta che qualcuno vide o parlò con Jimmy Hoffa. Giacalone e Provenzano negarono di aver mai avuto un appuntamento con lui.

Hoffa nel 1982 fu dichiarato legalmente morto ma il suo corpo non venne mai ritrovato. Il figlio James Hoffa seguì le orme del padre e ora è presidente dell’ International Brotherhood of Teamsters.

Nel 2004 è uscito un libro inchiesta di Charles Brandt in cui l’autore racconta che Frank Sheeran “The Irishman”, sicario e amico di vecchia data di Hoffa, aveva confessato di averlo assassinato sparandogli due volte dietro l’orecchio destro, all’interno di una casa a Detroit, e di averlo poi cremato lui stesso. Nell’abitazione indicata da Sheeran c’era del sangue ma non risultava compatibile con quello di Jimmy Hoffa.

l gangster Phillip Moscato, prima di morire, ha rilasciato una serie di interviste,  in cui dice che l’uomo è stato infilato in un barile da 55 galloni e sepolto in una discarica di rifiuti tossici di sua proprietà sotto il ponte “Pulaski” di Jersey City, Usa. In tutto 14 persone dichiararono di aver ucciso Hoffa. 

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