“La comunista” Marilyn Monroe

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Nel 1953 il temutissimo boss dell’ Fbi J. Edgar Hoover scrisse al Dipartimento di Stato segnalando che la famosa attrice americana Marilyn Monroe aveva chiesto un visto per andare in Urss.

Nel clima di quegli anni, alla fine del maccartismo e in piena Guerra fredda, Hoover era al vertice del Bureau dove lavorò dal 1924 e sino al 1972. Di lui si è parlato nel film J. Edgar di Clint Eastwood dove  Leonardo Di Caprio interpreta Hoover rappresentando un uomo con molte fobie e intriso dell’ipocrisia della cultura puritana ossessionata dai rossi, dai neri, dagli stranieri e dagli omosessuali. 

Hoover non era mai stato all’estero, salvo una scappata in Messico e il suo rapporto con la sessualità era controverso tanto che nel film viene palesata una possibile relazione con Clyde Tolson, il suo vice, al quale lascerà l’eredità e che verrà seppellito accanto a lui.

Per J.Edgar, Marilyn è l’oggetto del peccato, una poco di buono che frequentava i «nemici» degli Stati Uniti come anche Arthur Miller, il grande drammaturgo in odore di comunismo che nel 1956 era diventato il suo terzo marito.

I guai di Marilyn erano stati causati infatti da Arthur Miller che frequentava personaggi che i servizi di sicurezza Usa tenevano d’occhio. Per estensione, dunque, anche la Monroe era considerata una «di sinistra » e ogni contatto dell’attrice era vivisezionato, persino quando andò in Inghilterra in viaggio di nozze.

La storia con Miller fini’ ma lei continuò ad essere spiata dall ‘Fbi che produsse 2700 documenti che riguardavano Marilyn Monroe e l’ultimo era il più scabroso perché si trattava di un filmino porno girato in 16 mm che dura pochi minuti.

Il grande campione di baseball Joe Di Maggio, suo secondo marito e forse anche l’unico che l’avesse amata veramente, fece di tutto per recuperare la pellicola compromettente, messa in vendita da un misterioso ricattatore. Offrì 25 mila dollari, una somma cospicua all’epoca. L’Fbi era al corrente del ricatto ma invece di indagare invitò i dipendenti a non discutere della faccenda fuori dagli uffici dell’Fbi.

Il filmino è stato messo all’asta poco tempo fa a Buenos Aires e fecero scalpore su internet le brevissime scene in cui si vede una ragazza molto somigliante alla giovane Marilyn, che si chiamava ancora Norma Jean Baker, mentre ha un rapporto orale con uno sconosciuto partner. L’Fbi lo aveva bollato Unnatural acts in un rapporto del febbraio 1965 e poi lo rinomino’  Perverted act. 

L’Fbi si allarmo’ anche quando lei andò in Messico  con alcuni membri dell’American Communist Group in Mexico (Acgm) e questo sembrò la prova che la cittadina 40018 fosse una sovversiva.

La morte di Marilyn nell’immaginario collettivo resta uno dei grandi misteri americani, come l’assassinio di John Kennedy, che verrà ucciso un anno dopo. 

Tutti ricordano l’attrice sbronza mentre canta happy birthday al compleanno di John del giugno 1962. Pochi conoscono il contenuto della  inquietante nota informativa numero 61-9454-28 registrata il 19 ottobre 1962.

La nota riportava che Robert Kennedy era profondamente coinvolto con Marilyn Monroe e le aveva promesso di divorziare per sposarla.  Nel periodo in cui Marilyn si rese conto che Bobby non aveva alcuna intenzione di sposarla, la 20th Century Fox aveva deciso di cancellare il suo contratto perché era diventata inaffidabile e arrivava tardi sul set.

Robert Kennedy le disse che avrebbe risolto il problema del contratto ma nulla avvenne, lei lo chiamò e pare che  avesse minacciato di rendere pubblica la loro storia.

Il giorno in cui Marilyn morì, Robert Kennedy era a Los Angeles, registrato presso il Beverly Hills hotel che peraltro si trova dall’altra parte della strada in cui, anni prima, suo padre Joseph Kennedy aveva vissuto per un certo periodo con Gloria Swanson.

Lo stesso giorno inoltre, Bob partì e andò a San Francisco da dove chiamò Peter Lawford, per sapere se Marilyn fosse già morta. Peter Lawford compose il numero di Marilyn più volte per essere certo che non rispondesse. La nota accennava anche a una relazione lesbica di Marilyn e asseriva che che John F. Kennedy partecipasse a festini con attrici.

Con la pubblicazione delle carte secretate, la morte della Monroe viene collegata all’assassinio di Kennedy. Secondo la versione ufficiale l’attrice invece si era suicidata ingerendo una dose letale di pentobarbital, 47 pasticche prese insieme a una dose sconosciuta di idrato di cloralio.

 

8 pensieri su ““La comunista” Marilyn Monroe

  1. Marylin una bellezza inquietante coinvolta in giochi di potere più grandi di lei e di cui ne rimarrà stritolata.
    La FBI spiava tutti i cittadini americani, un po’ come avviene in ogni parte del mondo, e raccoglie qualsiasi cosa possa tornare utile nel futuro.
    Interessante il post.

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