La stella Arturo, coda dell’Orsa, e l’esposizione universale del 1933

Primaverili

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Arturo è la stella più luminosa dell’emisfero nord, la seconda dopo Sirio tra quelle visibili dall’Italia e la quarta in assoluto dopo Canopo e Alfa Centauri che però sono troppo meridionali per essere visibili dall’Italia. 

È una gigante arancione, il suo diametro è circa 70 volte e la luminosità circa 200 volte quella del Sole, e si trova relativamente vicina alla Terra dal momento che si trova a 37 anni luce di distanza.

Appartiene alla costellazione del Boote (Bifolco o Bovaro), situata a non grande distanza dal Grande carro dell’Orsa Maggiore, ed è facilmente invididuabile proseguendo lungo l’arco formato dal timone del carro.

Arturo fa anche parte, con Spica nella Vergine e a Denebola nel Leone, del Triangolo di primavera e infatti nelle notti primaverili si vede verso sud e costituisce il vertice in alto a sinistra del triangolo.

Il nome di Arturo deriva dal greco e significa “la coda o il guardiano  dell’Orsa”, mentre la sua costellazione, il Boote deriva dalla sua posizione davanti al carro dell’Orsa in quanto sembra spingere il carro dei buoi.

La figura dell’Orsa Maggiore nel suo complesso è stata accostata a quella di una orsa, ma il carro preso singolarmente è stato associato al carro dei buoi nelle antiche civiltà contadine.

Arturo è visibile in inverno a notte fonda guardando verso est, in primavera per tutta la notte guardando verso sud e in estate nelle prime ore della notte, guardando verso ovest, poiché dopo va a tramontare.

Nel 1933 venne utilizzata la luce di Arturo per dare il via alla Century of Progress Exposition, esposizione universale tenutasi per celebrare il centenario di Chicago. Con un telescopio puntato su Arturo, la luce della stella venne fatta concentrare su una cella fotoelettrica che accese l’interruttore che diede luce ai riflettori dell’esposizione.

Fu scelta la stella Arturo  perché 40 anni prima, sempre a Chicago, si era tenuta un’altra esposizione universale e all’epoca i dati suggerivano che Arturo si trovasse a circa 40 anni luce dalla Terra, mentre oggi si sa che la distanza è di “soli” 37 anni luce, e la scelta di questa stella creava un ponte storico con l’esposizione del 1893.

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