La tribù degli Hamer e le frustate alle donne

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La tribù degli Hamer, noti anche come Hamar o Hammer, è una delle più conosciute nell’Etiopia sudoccidentale nel territorio a est del fiume Omo e hanno villaggi a Turmi e Dimeka. È un popolo semi-nomade, che conta circa 42.000 persone.

Le loro attività principali sono la raccolta del miele e il pascolo del bestiame: mucche, buoi, capre e galline. Il miele, che raccolgono due volte l’anno, è un alimento fondamentale nella loro dieta.  Rimangono per alcuni mesi ovunque ci sia abbastanza erba per pascolare e poi si spostano. Una volta erano cacciatori, ma i maiali selvatici e le piccole antilopi sono scomparsi quasi del tutto dalle terre in cui vivono.

Fino a 20 anni fa, tutta l’aratura veniva fatta a mano con bastoni da scavo e la terra è proprietà di tutti e pertanto gratuita per la coltivazione e il pascolo, così come lo sono i frutti e le bacche per chiunque li raccolga. 

Spesso le famiglie uniscono il loro bestiame e lavorano insieme per radunarlo andando a vivere, nella stagione secca, nei campi di pascolo con le mandrie e si nutrono del latte e del sangue del bestiame.

Gli Hamer sposano solo membri della propria tribù ma tollerano le canzoni e i nomi di altre tribù della valle dell’Omo. I genitori hanno molto controllo sui figli e sono loro che danno il permesso agli uomini di sposarsi.

Il matrimonio richiede la “ricchezza della sposa”, un pagamento fatto alla famiglia della donna che è costituito di solito da bestiame o armi e il suo prezzo è veramente alto da pagare, tanto che è difficile saldare il debito.

Nonostante ciò, se un uomo può permettersi la ricchezza della sposa, può avere più di una moglie anche se quelle impalmate dopo la prima sono trattate alla parità degli schiavi. Le donne invece sposano un solo uomo.

Le donne e le ragazze coltivano sorgo, mais, fagioli e zucche e sono anche responsabili della raccolta d’acqua, della cucina e della cura dei bambini che peraltro iniziano ad aiutare la famiglia allevando le capre a partire dagli 8 anni.

I giovani del villaggio lavorano i raccolti, difendono le mandrie o vanno a saccheggiare il bestiame di altre tribù, mentre quelli più adulti pascolano il bestiame, arano i campi e allevano alveari negli alberi di acacia.

Nella tribù Hamar si svolge la cerimonia del salto del bestiame, durante la quale si svolge anche il rito delle percosse alle donneGli uomini devono saltare 15 mucche per poter ottenere il permesso di sposarsi e una volta superata la prova, viene celebrata una grande festa.

La cerimonia comincia con le donne che prima danzano al ritmo dei tamburi e poi si offrono come oggetto delle frustate degli uomini freschi d’iniziazione. Le frustate durano fino a quando le schiene delle donne iniziano a sanguinare ma a loro è assolutamente vietato gridare o emettere un lamento. Non possono nemmeno scampare alla cerimonia, anzi implorano gli uomini di picchiarle.

Le donne interpretano le frustate come prova d’onore e supporto ai loro uomini iniziati e le cicatrici danno loro il diritto di chiedere aiuto nel momento di bisogno. Le percosse però non sono solo un rito poiché le donne Hamar sono soggette alle botte anche dopo la cerimonia, ogni qualvolta l’uomo lo desideri a meno che esse non abbiano dato alla luce due bambini.

Le leggi della tribù dicono inoltre che gli uomini non sono tenuti a spiegare il motivo delle percosse poiché hanno sempre ragione. Le cicatrici sono anche simbolo di bellezza.

Gli Hamer sono famosi per le loro acconciature particolari: le donne spalmano sulle loro treccine di colore rame una mistura di burro, polvere di ferro, resina ed argilla rossa in segno di prosperità e benessere. Gli uomini, se di recente hanno ucciso un animale pericoloso od un nemico si modellano sulla testa dei copricapi di argilla colorata e decorata sormontati da splendide piume di struzzo.

Lo stringono nella mano, mediante un laccio in pelle fissato alle due estremità, durante l’intera giornata e lo considerano alla stregua di una loro appendice. Questi copricapi durano in tal modo dai 5 ai 6 mesi e possono essere rifatti sino a due volte in un anno.

Per loro qualsiasi ornamento ha un particolare significato simbolico : il numero degli orecchini indossati dagli uomini, ad esempio, corrisponde al numero delle loro mogli. Le donne indossano pelli impreziosite dalle conchiglie cipree (provenienti dal lontanissimo Mar Rosso) e da perline colorate, bracciali in ferro e rame, collane di perline.

Le ragazze nubili portano nei capelli un disco di metallo, mentre le donne fidanzate indossano delle pesanti e strette collane di ferro incise con motivi geometrici, dal nome “ensente”. Le donne sposate, infine, stringono intorno al loro collo anche un pesante collare di pelle intrecciata con inserti in metallo, dalla caratteristica forma vagamente fallica.

Gli Hamar, come le altre tribù vicine, sono vittime di una politica governativa detta “villagizzazione”. Vengono sfrattati e trasferiti in villaggi ai margini delle strade senza il loro consenso e le loro terre, da pascoli ancestrali, vengono svendute agli investitori per farne piantagioni a fini commerciali.

4 pensieri su “La tribù degli Hamer e le frustate alle donne

  1. Bell’articolo.. Non giudico le tradizioni di un popolo che sono sempre importanti ed interessanti peró le cose con l’evolversi della società andrebbero fatte paritarie.. 😂Cmq la violenza é sempre sbagliata, purtroppo anche la società moderna ne é piena, soprattutto quella subdola a livello psicologico.

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