Le ragioni dei cambiamenti climatici

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Il Sole è la principale fonte di energia del nostro pianeta ed influenza le proprietà fisiche della nostra atmosfera e quindi il clima. In meno di un’ora la Terra riceve dal sole una quantità di energia pari all’intero consumo umano mondiale di un anno. Tale energia però non è costante ma varia leggermente in funzione dell’attività solare.

Uno dei parametri utilizzati per monitorare l’attività solare è la variazione del numero di macchie solari, già osservate con il telescopio dai tempi di Galileo nei primi del XVII secolo. Maggiore è il numero di macchie solari e maggiore è l’attività solare.

Analizzando l’andamento del numero di macchie dai tempi di Galileo ad oggi si evince una alternanza di picchi massimi e minimi con periodicità di circa 11 anni che testimoniano la grande variabilità dell’attività solare nel tempo.

Vi è stato il grande Minimo di Maunder, un periodo prolungato tra il 1645 e il 1715 in cui il numero di macchie solari osservate fu insolitamente basso. Durante questo periodo, il più “estremo” di minimo  mai osservato, le temperature in quasi tutto l’emisfero Nord  diminuirono sensibilmente e la temperatura in quel periodo fu fino a circa un grado più bassa rispetto alla norma. 

Può sembrare una piccola variazione, ma si registrarono invece l’espansione dei ghiacciai alpini fino a valle, la presenza di ghiaccio marino a Sud dell’Artico, la copertura di ghiaccio dei canali dei Paesi Bassi e così via.

Quel prolungato irrigidimento delle temperature provocò ingenti danni ai raccolti, provocando carestie e malattie. Molti quadri dell’epoca riportano immagini di paesaggi ghiacciati.  Inoltre tale periodo è stato uno dei più freddi di un tempo più ampio, convenzionalmente indicato dai climatologi tra il sedicesimo e il diciannovesimo secolo, noto come Little Ice Age.

Vi è stato poi il Minimo di Dalton tra il 1790 e il 1830 circa e in seguito il cosiddetto Modern Maximum, un periodo invece di attività solare relativamente alta tra il 1914 e il 2000. L’ultimo ciclo solare è terminato nel 2018 ed è risultato essere il più basso dal Minimo di Dalton. Per il ciclo attuale già iniziato ci sono inoltre alcune previsioni secondo cui anch’esso sarà molto debole. 

Non bisogna basarsi però esclusivamente sull’attività solare poiché sono molteplici i fattori che contribuiscono alla variazione di temperatura del nostro pianeta.

I principali fattori che determinano la variazione di temperatura sono sia di origine naturale che antropica. Quelli naturali più importanti sono:

A) le variazioni di energia solare che, come già detto, determinano cambiamenti di temperatura nell’arco di diversi anni.

B) le variazioni orbitali del nostro pianeta poiché la Terra oscilla intorno al proprio asse e subisce modifiche orbitali nell’arco di millenni. Tale oscillazione può fare diminuire o aumentare periodicamente la temperatura terrestre. 

C) le eruzioni vulcaniche che rilasciano nell’atmosfera anidride carbonica (CO2) e altri gas in grado di intercettare i raggi solari contribuendo così all’abbassamento della temperatura nell’arco di un paio di anni. 

D) la variazione della circolazione termoalina: le acque oceaniche sono caratterizzate da vasti movimenti su grande scala, le correnti termoaline, innescate da variazioni di densità a loro volta create dal calore e dalla salinità. Questi giganteschi nastri trasportatori degli oceani portano con sé energia sotto forma di calore e materia sotto forma di sostanze e gas.

I principali fattori di natura antropica dipendono invece da:

A) deforestazione in quanto gli  spazi aperti “chiari” riflettono maggiormente la luce solare riducendo la quantità di energia intrappolata al suolo e l’effetto è un leggero raffreddamento. 

B) l’ozono prodotto dall’inquinamento che è in grado di catturare il calore diffuso dalla Terra e quindi di riscaldare il clima terrestre di una piccola quantità. 

C) gli aereosol immessi nell’atmosfera, prodotti inquinanti come ad esempio quelli di bruciamento del carbone che, oltre a provocare piogge acide, sono in grado di intercettare i raggi solari producendo un raffreddamento del pianeta.

D) i gas serra che sono  il contributo più rilevante alla variazione globale di temperatura. Questi gas sono trasparenti alla radiazione diretta del Sole, ma riescono a trattenere la radiazione riemessa dalla Terra causandone un sensibile aumento di temperatura. Si tratta principalmente di CO2, vapore acqueo, protossido di azoto (N2O), metano (CH4), esafluoruro di zolfo (SF6) e clorofluorocarburi (CFC). 

Analizzando il contributo di ciascuno di questi fattori, probabilmente quelli naturali hanno un’incidenza minore rispetto a quelli prodotti dall’uomo. 

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