La guerra anglo-zanzibariana: the Forty Minutes Work

6d7c233edda042dc39f5d3c3eb156c7f

A fine Ottocento la Germania del Kaiser e il Regno Unito decisero di spartirsi le sfere di influenza nell’Africa Orientale e quindi Bismarck potè entrare in Tanganica,  l’odierna Tanzania, mentre nel 1893 Zanzibar divenne un protettorato di sua maestà britannica.

Zanzibar era uno stato insulare composto da due isole principali, Ungguja e Pemba, e numerose isole minori, situato nell’oceano Indiano , al largo delle coste del Tanganica.

Ma, dopo tre anni di regno, il 25 agosto 1896 improvvisamente morì il sultano Hamad bin Thuwaini che garantiva assoluta obbedienza all’Union Jack.  

Il cugino del sovrano defunto, Khalid bin Barghash si autonominò allora  nuovo sultano di Zanzibar nonostante sapesse di  non essere gradito agli inglesi tanto che subito si preparò a combatterli. Allertò la sua guardia personale, armò in tutto tremila miliziani e allestì l’artiglieria al Palazzo Reale mentre teneva pronta la sua personalissima nave da guerra reale.

Intanto Basil Cave, plenipotenziario britannico in zona, immediatamente fece preparare due navi da guerra, la Philomel e la Rush e poi anche lo Sparrow e dopo arrivarono al porto di Zanzibar anche circa mille soldati. Per attaccare, però, aveva bisogno di formale permesso da Londra e nell’attesa fece arrivare altre due navi della Marina britannica, la Racoon e la Saint George.

Ottenuto l’agognato permesso di attaccare, Cave inviò l’ultimatum a Khalid e gli intimo ‘ di uscire dal palazzo reale entro le ore nove. Alle 8, Khalid mandò un ambasciatore per trovare un accordo, l’inglese rifiutò ribadendo il diktat ma il Sultano rispose promettendo resistenza a oltranza.

Il 27 agosto 1896 alle 9.02 venne aperto il fuoco ed alle 9.40 la bandiera reale venne ammainata mentre Khalid scappava dalle macerie della reggia. Trentotto minuti netti erano bastati per decimare la guardia del sultano (500 morti, a fronte di un unico ufficiale britannico leggermente ferito), e indurre il sovrano non riconosciuto a precipitosa fuga sotto la bandiera del Reich guglielmino.

Khalid infatti riparò in Tanzania e fu definitavamente arrestato dagli inglesi nel 1916, durante la prima guerra mondiale. A Zanzibar fu insediato sul trono Hamud, gradito agli inglesi, che governò per sei anni. Diversi mesi dopo la guerra, Ḥamūd, spinto dai britannici, abolì la schiavitù in tutte le sue forme. L’emancipazione degli schiavi richiedeva loro di presentarsi a un ufficio governativo, e si rivelò un processo lento — dopo dieci anni solo 17.293 schiavi erano stati liberati su una popolazione stimata nel 1891 di 60.000.

In Gran Bretagna questa guerra viene ricordata come “guerra anglo-zanzibariana” e all’indomani della diffusione della notizia l’impresa divenne famosa sui giornali dell’epoca come  “The Forty Minutes Work”, cioè una faccenda da quaranta minuti.

In Africa invece la stessa vicenda è ricordata come una guerra disperata, combattuta su posizioni di netta disparità tecnologica e sullo sfondo della tensione diplomatica tra le grandi potenze europee che si spartivano a loro piacimento il Continente Nero.

4 pensieri su “La guerra anglo-zanzibariana: the Forty Minutes Work

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...