Il bonobo non fa la guerra

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Il bonobo (Pan paniscus) è un primate della famiglia degli ominidi, noto anche come  scimpanzé pigmeo o scimpanzé nano.

È stata riconosciuta come specie distinta dallo scimpanzé Comune nel 1933 e studi genetici successivi hanno stimato una differenza pari allo 0,3% tra i patrimoni genetici delle due specie. 

I bonobo si distinguono dagli scimpanzé comuni per il colore nero di tutto il muso tranne le labbra e i ciuffi di peli alla sommità della testaErano quasi sconosciuti fino a quando, negli anni ’70, una spedizione si recò in Congo per studiarli nel loro habitat naturale.

Le comunità dei bonobo seguono un modello matriarcale favorito dalla tendenza delle femmine ad associarsi fra di loro. Il sesso è parte integrante di tutte le loro relazioni sociali ma nonostante ciò il tasso di riproduzione è piuttosto basso.

Per i bonobo il sesso è la chiave dell’intera vita sociale, il bonobo maschio si eccita sessualmente con estrema facilità e la femmina è quasi sempre sessualmente attraente e attiva.

Fanno sesso per evitare conflitti, per ingraziarsi gli altri membri, per consolarsi, per far pace dopo un litigio, per rilassarsi dopo un’impresa faticosa. Qualunque cosa, compreso il cibo, che risvegli contemporaneamente l’interesse di più di un individuo, tende a sfociare in un contatto sessuale.

Tutto questo potrebbe dare l’impressione di una specie patologicamente iper sessuata, ma gli studi hanno dimostrato che la loro attività sessuale è piuttosto casuale e rilassata.

Tra i bonobo, nessun maschio è sicuro di quali siano i propri figli e  quindi nessuno di loro aggredisce o molesta i piccoli. Maschi e femmine si dividono in piccoli gruppi per andare in cerca di cibo durante il giorno, poi si riuniscono per passare la notte tutti insieme, su rifugi costruiti sugli alberi, in una grande comunità che può contare anche più di cento individui.

Non sono mai stati osservati scontri seri tra gruppi di bonobo in libertà al contrario, sono stati documentati episodi di mescolamento pacifico, che includono sesso e contatti fisici reciproci, tra membri di comunità diverse.

Il fatto che i combattimenti tra gruppi diversi siano veramente rari può essere spiegato proprio dal fatto che la società dei bonobo sembra fondata sui legami tra femmine.

I bonobo maschi rimangono strettamente legati alla madre per tutta la loro vita, rimanendo dipendenti dalla loro protezione anche in caso di scontri con altri maschi. Di conseguenza, i maschi di più alto rango di una comunità di bonobo tendono a essere i figli delle femmine più autorevoli.

Sono anche creativi nel gioco e adorano giocare a mosca cieca: uno di loro si copre gli occhi con foglie di banano, o con un braccio, scontrandosi con gli altri e non può guardare fino a che non perde completamente l’equilibrio.

Si esprimono per mezzo di espressioni facciali e di gesti delle mani, molti dei quali sono presenti anche nella comunicazione non verbale degli umani. Per esempio per chiedere cibo stendono la mano aperta  (qualche volta il piede!) e fanno il broncio emettendo suoni piagnucolosi se la richiesta viene ignorata.

Dato che il bonobo condivide con gli uomini più del 98 per cento del patrimonio genetico è molto più vicino a noi di quanto, ad esempio, la volpe sia simile al cane.

L’unica minaccia che incombe su questa specie sono proprio gli uomini: bracconaggio e deforestazione selvaggia minacciano l’habitat dei bonobo, ridotti ormai a poche migliaia, e come tutte le altre grandi scimmie antropomorfe è a rischio di estinzione.

 

4 pensieri su “Il bonobo non fa la guerra

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