Il patriota Giuseppe Fortunino Verdi

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Giuseppe Fortunino Verdi nacque nel 1813 a Le Roncole, a metà fra Milano e Modena, e l’atto di nascita fu redatto in francese dato che Busseto faceva allora parte dell’Impero Napoleonico.
Il primo strumento che Verdi suonò fu una spinetta ma ben presto il suo talento venne notato da Pietro Baistrocchi, organista della chiesa  dove Verdi era chierichetto, che lo indirizzò gratuitamente verso lo studio della musica e dell’organo.
Verdi con l’aiuto di Antonio Barezzi, un negoziante amante della musica che  divenne suo benefattore,  pur rifiutato dal Conservatorio milanese che oggi porta il suo nome, continuò gli studi come allievo di Vincenzo Lavigna, maestro alla Scala.
Nel 1836 sposò Margherita, la ventiduenne figlia di Barezzi e nel 1839 venne finalmente rappresentata alla Scala la prima opera, l’Oberto, Conte di San Bonifacio che ebbe un discreto successo. 
Nell’arco di tre anni, morirono i figli Virginia Maria e Icilio entrambi di pochi mesi e infine la loro madre, Margherita. Il 9 marzo 1842, mise in scena il Nabucco al Teatro alla Scala e il successo trionfale e il Va, pensiero che diventò l’inno del popolo italiano, oppresso dagli austriaci. 
La cantante Giuseppina Strepponi conobbe Giuseppe Verdi dopo la morte della prima moglie di lui e dei figli quando Verdi era chiuso emotivamente ai sentimenti e lei, percepita la genialità del compositore, l’ aveva segnalato ai suoi impresari.
Dopo il successo del Nabucco, Verdi andò a Parigi, e lei gli fece conoscere l’ opera parigina. Tra i due nacque un sentimento ma quando andarono a vivere a Busseto, la coppia fu contestata perché non erano sposati e inoltre la Strepponi aveva già avuto tre figli da due uomini diversi e allora si trasferirono a Villa Sant’ Agata. 
Dalla loro unione non nacquero figli ma essi si presero cura, adottandola, di Filomena una bambina parente del compositore. Ad un certo punto si inseri nel loro rapporto Teresa Stolz, cantante boema ed incominciò una storia a tre tanto che la Stolz andò ad abitare con la coppia per sempre.
Le opere del Maestro erano legate a schemi passati della tradizione lirica facente capo a Rossini, Bellini e Donizzetti. Nonostante questo I Lombardi alla prima crociataLa battaglia di LegnanoGiovanna d’Arco, e I masnadieri furono opere di successo.
Ernani (1843), tratto dal dramma di Victor Hugo, e Macbeth (1843) con il loro approfondimento psicologico dei personaggi trasportano la produzione di Verdi nella fase della maturità la cui massima espressione è la trilogia popolare rappresentata da Rigoletto (Venezia, 1851), Il trovatore (Roma, 1853) e La traviata (Venezia, 1853).
In particolare in Rigoletto dove un buffone di corte, un emarginato è protagonista di un dramma e molte donne possono rispecchiarsi nella situazione di subalternità in cui versano i personaggi femminili.
Nel 1842 il Va, pensiero del Nabucco, atto di accusa degli ebrei contro la dominazione straniera, fu letto in chiave anti-austrica anche perché Verdi fu sostenitore dei moti risorgimentali e durante l’occupazione austriaca la scritta “Viva V.E.R.D.I.” era letta come “Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia”.
Il Cigno di Busseto fu parlamentare del Regno d’Italia (1861-1865) e poi senatore dal 1874. Ismail Pashà, il kadivè d’Egitto aveva invano tentato di ottenere da Verdi un inno per l’inaugurazione del Canale di Suez. Tuttavia il compositore accettò più tardi l’invito a comporre musica per l’inaugurazione del teatro del Cairo.
Lì nel 1871 risuonaro trionfali le note di Celeste Aida e della marcia Gloria all’EgittoDopo l’Aida Verdi si ritirò a vita privata e morì a Milano nel  1901, a 87 anni. Volle una cerimonia semplice senza musica. Nei giorni di agonia le strade circostanti vennero cosparse di paglia affinché lo scalpitio dei cavalli e il rumore delle carrozze non ne disturbassero il riposo.
Undicimila persone seguirono il feretro e venne sepolto con la moglie a Milano presso la Casa di Riposo per i Musicisti che lui stesso aveva istituito. 

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