L’isteria di Salem Village e la caccia alle streghe

Streghe-di-Salem-Impiccagione

La comunità di Salem Village era stata fondata nel 1626 per ospitare una stazione di pesca e un emporio commerciale sulla costa atlantica del Massachusetts.

Da centro di scambi commerciali, Salem si era trasformata dopo il 1630 con l’ondata di immigrazione dei pellegrini puritani che fuggivano da un’Europa martoriata dalle guerre di religione, in un vero e proprio paese.

Una delle più terribili  caccia alla streghe ebbe inizio alla fine del 1691. Alcune giovanette erano solite riunirsi, per gioco, cercando di indovinare il loro futuro e una di loro ideò una specie di sfera di cristallo che consisteva in un bianco d’uovo sospeso in un bicchiere pieno d’acqua.

La ragazza, Sarah Cole, disse di aver intravisto galleggiare “uno spettro in sembianza di bara” e tutti pensarono che poteva trattarsi di “malocchio” o “stregoneria malefica”.

Poco tempo dopo altre otto ragazze, comprese tra i dodici e i diciannove anni, cominciarono a mostrare strani comportamenti e allora furono arrestate tre donne: la schiava caraibica del pastore Parris chiamata Tituba che confessò subito di essere una strega, Sarah Good e Sarah Osborne che invece negarono. Furono incarcerate e durante la detenzione, pare per motivi naturali, morì la Osborne.

Il reverendo Parris organizzò vari digiuni presso le famiglie colpite da questi fenomeni, ma proprio durante un incontro alcune giovani ebbero convulsioni, irrigidimento degli arti, ecc.. Poi la diciassettenne Mary Walcott mostrò un morso sul braccio, la dodicenne Ann Putnam gridò invece di vedere un uccello giallo sul cappello di un pastore e Abigail Williams, nipote di Parris, emetteva suoni sibilanti e prendeva dal caminetto tizzoni ardenti lanciandoli per la casa.

Poi fu arrestata Martha Cory che al momento dell’interrogatorio era in grado di far provare a distanza alle giovanette, muovendo semplicemente le mani o le labbra, sensazioni di tipo fisico.

I pastori cominciarono a predicare esplicitamente dal pulpito che si era in presenza di fenomeni di stregoneria vera e propria. Abigail Williams confessò che un ex pastore del luogo, trasferitosi in altra parrocchia, era il principale stregone artefice di quel complotto malefico e così anche lui venne arrestato. Nella primavera del 1692 le carceri di Boston e di altri centri limitrofi erano piene di presunte streghe e stregoni.

Il primo processo si svolse il 2 giugno dello stesso anno. Otto giorni dopo salì sul patibolo Brigdet Bishop e il 29 giugno la corte mandò a morte altre cinque imputate.

Il 5 agosto furono giustiziate altre cinque donne. Due settimane dopo finirono sulla forca due uomini, tra cui il reverendo George Burroughs, che proclamò la propria innocenza. Ai primi di settembre la corte condannò a morte altre sei presunte streghe e poi nello stesso mese altre nove persone furono condannate a morte, a cinque delle quali però fu commutata la pena.

A questo punto quindici pastori puritani, guidati da Increase Mather di Boston, stilarono un documento in cui si dichiarava che prima di condannare a morte qualcuno bisognerebbe avere delle prove inconfutabili poiché i giudici infatti si erano basati prevalentemente sulle confessioni degli accusati.

Sul fine dell’estate del 1692 i giudici della Corte di giustizia si accorsero che le esecuzioni non erano riuscite a metter fine all’ondata di stregoneria che aveva colpito la comunità di Salem. Il 12 ottobre il governatore Phips proibì ogni ulteriore carcerazione o processo per fatti di stregoneria e sciolse la Corte.

Tuttavia, all’inizio del 1693 una speciale Corte di giustizia prese in esame gli ultimi 52 casi: 49 detenuti furono assolti e a tre, condannati a morte, fu commutata la pena. Da allora non si registrò più alcun altro caso di stregoneria. 

Durante il periodo d’isterismo, le fanciulle si erano rese responsabili dell’arresto di quasi duecento persone, di cui trenta vennero condannate a morte. Diciannove furono impiccate, due esecuzioni rinviate perchè le donne erano incinte, vennero alla fine sospese, e cinque sfuggirono alla morte dopo che era stata emessa la sentenza.

Quando la tempesta si calmò più di centocinquante streghe rimasero in prigione, e nonostante fosse stata sospesa l’esecuzione, prima di essere rilasciate dovettero pagare le spese giudiziarie e di detenzione. Tituba fu tra le ultime a essere rilasciata perchè Parris si rifiutò di pagare per lei che  fu pertanto venduta a un altro padrone. Parris stesso, nel 1697, fu costretto a rassegnare le dimissioni da ministro di Salem.

Sembra non vi sia dubbio che a Salem sia stato praticato un certo tipo di magia bianca. Probabilmente furono proprio gli incantesimi esotici e le predizioni del futuro di Tituba a creare gravi squilibri psiconervosi nelle menti della piccola Elizabeth Parris, figlia del reverendo Parris, e delle sue compagne. I puritani condannarono tutte quelle superstizioni, ma nonostante ciò continuarono ad esistere.

I puritani consideravano queste attività come opera del diavolo ma vedevano il diavolo in qualunque cosa fosse contraria alla loro concezione morale e la ribellione naturale degli adolescenti venne interpretata come opera del diavolo.

Le ragazzine di Salem scoprirono presto che le convulsioni davano loro un’opportunità per sfuggire ai rigori di un’educazione strettamente religiosa indulgendo in qualsiasi genere di comportamento oltraggioso senza paura di essere punite. Gli adulti poi erano apparentemente desiderosi di credere che fossero stregate. Infatti, sia il medico che il pastore incoraggiarono l’idea e una volta mossa la prima accusa era impossibile tornare indietro.

La caccia alle streghe venne probabilmente rinfocolata dal desiderio di essere al centro dell’attenzione e di provare nuove ed eccitanti sensazioni. “Lo abbiamo fatto per divertimento”, ammise una delle ragazze.

Oggi a Salem operano più di 400 “streghe autorizzate” e ci sono 22 negozi dove si possono trovare sfere di cristallo, polveri divinatorie, incantesimi vari ed esperte cartomanti.

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