Fernanda Wittgens, la salvatrice di opere d’arte

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Fernanda Wittgens (1903 – 1957) fu la prima donna direttrice della Pinacoteca di Brera. Nacque a Milano da Margherita Righini e Adolfo Wittgens, di origine svizzera, professore di lettere al liceo Parini e traduttore che educò  i suoi sette figli all’amore per l’arte.

Fernanda nel 1925 si laureò in Lettere con una tesi in storia dell’arte e poi con altri studiosi scrisse alcuni libri scolastici. Dopo aver lavorato come insegnante presso i Licei Parini e Manzoni, nel 1928 conobbe Ettore Modigliani, direttore della Pinacoteca e soprintendente  alle Gallerie della Lombardia.

Venne assunta a Brera nel 1928 come “operaia avventizia” ma svolse fin quasi da subito funzioni tecniche e amministrative da ispettrice, divenendo nel 1931  assistente di Modigliani e poi nel 1933 ispettrice.

Modigliani essendo ebreo, dopo le leggi razziali del 1938, fu perseguitato e mandato al confino ma Fernanda continuò la sua opera, lo teneva informato sulla sua attività e poi firmò, come prestanome, l’opera Mentore di Modigliani che fu pubblicata nel 1940.

Sempre nel 1940, Fernanda Wittgens vinse il concorso ed ebbe la carica direttoria della Pinacoteca di Brera e si prodigò per mettere in salvo dai bombardamenti e dalle razzie naziste tutte le opere di Brera, del Museo Poldi Pezzoli e della Quadreria dell’ Ospedale Maggiore. Riuscì in questa impresa nonostante i mezzi  di fortuna e i frequenti bombardamenti su Milano.

Inoltre fin dallo scoppio della guerra Fernanda cercò di aiutare ad espatriare familiari, amici, ebrei, tra cui il suo docente universitario Paolo D’Ancona, e i perseguitati dal regime di ogni tipo. Collaborò con lei il cugino e coetaneo Gianni Mattioli che poi divenne un grande collezionista d’arte.

Nel 1944 a causa della delazione di un giovane ebreo tedesco collaborazionista, al quale lei aveva organizzato l’espatrio, ella venne arrestata. Giudicata colpevole e nemica del fascismo, fu condannata a 4 anni di prigione.

Dopo 7 mesi di detenzione la famiglia presentò un falso certificato di tisi e nel 1945 fu scarcerata. Nominata pro-direttore e commissario per l’Accademia delle Belle Arti di Brera, convinse le autorità ad assumersi l’impegno per una sua totale ricostruzione. Nel 1946 fu reintegrato anche Ettore Modigliani e, dopo la sua morte nel 1947, lei fu nominata Soprintendente.

I lavori di ricostruzione della Pinacoteca terminarono nel 1950  e nello stesso anno, assieme a Portaluppi, Fernanda progettò un piano regolatore per la “grande Brera”, che prevedeva un collegamento tra la Pinacoteca, l’Accademia di Belle Arti, la Biblioteca, l’Osservatorio Astronomico e l’Istituto Lombardo di Scienze e lettere.

Sempre nello stesso anno, venne nominata anche soprintendente alle Gallerie della Lombardia e si occupò della ricostruzione del Museo teatrale alla Scala e del Poldi Pezzoli e anche del restauro del Cenacolo di Leonardo.

Dal 1951 la Pinacoteca fu centro di innovativi eventi espositivi e didattici, visite guidate da personale specializzato per bambini, disabili e  pensionati che venivano sollecitati ad una partecipazione attiva. Riuscì a fare acquistare al Comune di Milano, anche attraverso una raccolta fondi, la Pietà Rondanini di Michelangelo Buonarroti.

Nel 1955 la Wittgens venne premiata con una medaglia d’oro da parte dell’Unione delle comunità israelitiche per l’opera di soccorso nei confronti degli ebrei perseguitati. Nel 1956 rifiutò la proposta di  presentarsi alle elezioni amministrative con la lista del Fronte laico perchè riteneva che la sua libertà fosse per lei condizione assoluta di vita.

Morì nel 1957, la camera ardente fu allestita davanti all’ingresso della Pinacoteca, in cima allo scalone d’onore, e vi partecipano migliaia di persone. Nel 2014 le furono  dedicati un albero e un cippo al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano mentre nel 2018 le venne dedicato il Bar Fernanda interno alla Pinacoteca di Brera.

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