Attacchi di panico

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La parola “panico” è correlata alla narrazione nella mitologia greca del “dio Pan”, metà uomo e metà caprone, che compariva all’improvviso  suscitando paura e scompariva poi velocemente, lasciando le proprie vittime in preda al terrore.

Anche l’attacco di panico è un episodio breve, intenso ed improvviso che provoca  ansia acuta, sintomi fisici e sensazione di terrore. I sintomi più frequenti sono la difficoltà respiratoria con sensazione di soffocamento, tachicardia o palpitazioni spesso associati a dolori al torace, sudorazione oppure brividi legati a sbalzi di pressione, rossore al viso o all’area del petto, capogiri con sensazione di perdere i sensi, tremori o intorpidimenti delle mani, dei piedi e del viso ed anche nausea e  sensazioni di chiusura alla bocca dello stomaco o di brontolii intestinali.

Nello stesso momento la persona può provare anche la sensazione di non essere parte della realtà,  di essere osservatore esterno del proprio corpo e dei propri processi mentali, di pensare che stia per avvenire qualcosa di terribile, paura di essere vicina alla morte o di rivivere qualcosa di già provato.

La durata di questo malessere acuto può andare da qualche minuto fino a crisi di circa mezz’ora e  gli effetti psicofisici sono debilitanti e la sensazione, dopo un attacco di panico, è di essere molto deboli, scoraggiati e confusi.

L’esclusione di una problematica fisica genera rifiuto ed incredulità e per questo il problema deve essere affrontato con l’aiuto professionale giusto e cambiando lo stile di vita. Senza opportuni trattamenti, l’attacco di panico può ripresentarsi e acquisire una frequenza media plurisettimanale o, nei casi peggiori, presentarsi anche più volte al giorno.

Talvolta alcune persone hanno attacchi di panico occasionali perchè associati a periodi di stress che tendono a non ripresentarsi se ci si allontana da situazioni stressanti. L’evitamento di tutte quelle situazioni considerate “a rischio”,  porta velocemente a sviluppare un problema definito agorafobia cioè  la paura di  frequentare ogni luogo pubblico dopo il ricordo di un attacco di panico avuto in tale contesto.

Se invece la prima esperienza di attacchi di panico si manifesta in contesti casalinghi si può sviluppare l’ecofobia, ossia la paura di star soli a casa sopratutto quando le persone  non hanno trovato un aiuto tra i parenti o i vicini. Spesso si genera così un certo isolamento sociale dovuto all’evitamento di un gran numero di eventi sociali, quali feste, cene, incontri in locali. Anche i rapporti di coppia possono essere gravemente compromessi poichè si genera dipendenza dal partner  che a sua volta si sente soffocato.

Non esiste una causa univoca e specifica di tale problematica ma essa si presenta spesso in persone in cui sono presenti fattori predisponenti o di vunerabilità quali eventi risalenti alla prima infanzia, tendenze al pensiero negativo, soglie fisiche più basse di reattività allo stress e tendenza caratteriale a preoccuparsi o agitarsi, rilevanza di fattori psicologici scatenanti e in particolare di perdite affettive o reali di persone significative.

Nelle donne il problema degli attacchi di panico sembra più frequente in ragione dei maggiori fattori di stress a cui sono sottoposte dal punto di vista ormonale e alla crescente complessità della moderna vita femminile, che impone una costante necessità di dividersi tra molteplici esigenze lavorative e familiari.

Un aspetto che tende a scatenare una nuova crisi di panico è costituito dall’iperventilazione, ossia da una tendenza a respirare in modo tale da introdurre una quantità d’aria nei polmoni superiore a quella normale, che in genere è di circa 4-6 litri al minuto.  La ventilazione polmonare serve ad immettere ossigeno ed espellere anidride carbonica e l’esecuzione di atti respiratori prolungati, veloci e profondi genera anche una emissione esagerata di anidride carbonica che è responsabile di capogiri, sensazione di debolezza e di instabilità, problemi respiratori. Un altro aspetto che favorisce la comparsa o l’aumento di crisi di panico è l’abuso di alcolici, di farmaci o altre sostanze stimolanti il sistema nervoso.

È opportuno innanzitutto imparare a collegare i sintomi ai fattori scatenanti, in modo da acquisire un certo controllo delle crisi e cambiare il proprio stile di vita, curare l’alimentazione, l’attività fisica, il riposo e la protezione della sfera psichica. È importante imparare anche tecniche per gestire l’ansia, come il Training Autogeno, il rilassamento respiratorio e tecniche di pensiero positivo.

 

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