Eclissi di Luna: notte fra domenica 20 e lunedì 21 gennaio 2019

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In Italia nella notte tra domenica 20 gennaio e lunedì 21 si potrà vedere un’eclissi totale di Luna.Ogni eclisse comporta l’occultamento della luna, totale o parziale, dovuto alla Terra e  si verifica solamente quando la Luna è in opposizione rispetto al Sole.

Quando la Luna passa interamente attraverso il cono d’ombra creato dalla Terra si ha un’eclissi totale. L’orbita della Luna ha un’inclinazione di circa 5 gradi rispetto all’orbita seguita dalla Terra e quindi vi è una eclissi solo quando la Luna piena è nelle vicinanze dei punti in cui l’orbita lunare interseca il piano orbitale della Terra.

Nel disegno sopra l’ellissi intorno al Sole indica l’orbita della Terra che giace all’interno del suo piano orbitale, l’altra ellissi più piccola indica il percorso seguito dalla Luna intorno al nostro pianeta. Anche questa orbita giace su un suo piano orbitale, che è inclinato di 5 gradi rispetto a quello della Terra.

I punti A e B sono nodi, cioè i punti dove si intersecano i piani dell’orbita terrestre e di quella lunare e solo quando la Luna è prossima a B avviene un eclissi.

Le eclissi  sono sempre graduali e  pertanto la Luna inizierà a entrare nella penombra intorno alle 3:36 del mattino,  il massimo dell’eclisse sarà raggiunto alle 6:12 e la Luna uscirà dalla penombra alle 8:48. La seconda parte dell’eclissi sarà quindi poco visibile in Italia, perché il cielo diventerà con l’alba sempre più luminoso.

Durante l’eclissi, la Luna non scomparirà completamente nel cielo, ma apparirà di un intenso rosso scuro perchè anche se si troverà nell’ombra del nostro pianeta, sarà comunque illuminata dai raggi solari rifratti dall’atmosfera terrestre.

La Luna piena del 21 gennaio sarà anche una “superluna” perché apparirà un poco più grande del solito perché il momento in cui si trova più vicina alla Terra nella sua orbita ellittica coincide con la Luna piena.

Rispetto all’eclissi del luglio 2018, la Luna di lunedì 21 gennaio apparirà più grande del 14% circa in cielo e, buon tempo permettendo, l’eclissi sarà visibile a occhio nudo soprattutto lontano dai centri abitati.

 

 

I bambini rubati ai desaparecidos

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Dal 1976 al 1983 l’Argentina fu governata da una dittatura militare che fece numerose vittime, di cui 15.000 fucilate per le strade e 30.000  ufficialmente considerate desaparecidas. Di queste l’80% aveva fra i 18 e i 35 anni ed il  30%  erano donne di cui il 10% era incinta. Le donne venivano mantenute in vita fino al momento del parto e spesso torturate malgrado il loro stato.

Nei centri di detenzione o nelle loro vicinanze venivano infatti organizzate maternità clandestine, con medici e infermieri alle dipendenze del comando militare. Dopo il parto, la madre veniva assassinata e l’identità del bambino veniva cancellata e sostituita con una nuova, tramite l’emissione di documenti falsi.

I bambini venivano consegnati a coppie che quasi sempre erano complici anche dell’assassinio dei genitori biologici. Si calcola che oltre 500 minori siano stati dati illegalmente in adozione  o registrati direttamente come propri figli dagli stessi carnefici o consegnati a istituzioni perché li dessero in adozione. Di questi 500, fino ad oggi ne sono stati recuperati 121.

Fondamentale per il recupero dei figli dei desaparecidos e la restituzione della loro identitàcosì come per la denuncia dei torturatori e degli assassini dei loro genitori, fu l’incessante attivita delle Madres e delle Abuelas (Madri e Nonne) di Plaza de Mayo, e anche per l’assistenza legale e psicologica fornita ai ritrovati.

Le Madres e le Abuelas furono fondamentali anche nella creazione nel 1984 dell’Equipo Argentino de Antropologia Forense (EAFF) che era un’associazione non governativa perché i familiari non avevano fiducia nei periti ufficiali che in generale erano gli stessi utilizzati dalla dittatura.

Nel 1987 venne istituita per legge la Banca Nazionale dei Dati Genetici (BNDG) allo scopo di chiarire l’identità dei presunti figli dei desaparecidos. La Banca avrebbe conservato un campione di sangue di ognuno dei familiari dei bambini di desaparecidos nati in prigionia, per trovare le prove genetiche di paternità o di parentela. I campioni di sangue prelevati ai familiari saranno conservati fino al 2050 al fine di potere effettuare le comparazioni necessarie.

Al ritorno della democrazia nel 1983, il presidente Raul Alfonsín creò la CONADEP (Comisión Nacional sobre la Desaparición de Personas) con l’obiettivo di investigare sulle gravi e ripetute violazioni dei diritti umani nel periodo della dittatura militare. La commissione fu istituita con lo scopo non di giudicare, ma di indagare sulle sorti dei desaparecidos.

Molte furono le dichiarazioni e le testimonianze e le prove  dell’esistenza di centinaia di centri clandestini di detenzione.  Nel 1985 ebbe luogo il primo processo contro le giunte militari che terminò con la condanna di Videla, Massera e Agosti, membri della prima giunta e di Viola e Lambruschini, membri della seconda giunta.

Il processo si pronunciò su oltre 600 vittime della dittatura ed anche sull’appropriazione di sette figli di desaparecidos. Per sei casi la giunta militare fu però assolta e non si pronunciò sul settimo, basandosi sull’affermazione che i comandanti delle forze armate davano ai loro sottomessi “un largo margine di discrezione”. Si affermò, inoltre, che la sottrazione di minori era stata solo occasionalmente dimostrata.

Nel 1987, in seguito ai sollevamenti militari di estrema destra chiamati carapintadas (mimetizzati con le facce dipinte), il Congresso con le leggi  Punto Final e Obedencia Debida impedi’  di portare a giudizio gli altri responsabili delle violazioni dei diritti umani. Questo portò ad una fase di impunità e nel 1990 all’indulto concesso dal presidente Menem.

Il sequestro e l’occultamento di identità rientra però sotto la qualifica di “crimine reiterato”, in quanto persiste nel tempo, per cui i casi di bambini sequestrati e fatti sparire non potevano rientrare sotto la dicitura di “obbedienza dovuta” da parte degli  ufficiali. Questo permise che si andasse avanti con le investigazioni e con i processi.

Nel 1997, le Abuelas promossero una causa penale sostenendo che il furto di bambini faceva parte di un piano sistematico voluto dai più alti livelli dello Stato durante la dittatura. Divenne uno dei processi più importanti sulla violazione dei diritti Umani in Argentina e in esso si investigò sull’appropriazione di 194 bambini.

Nel 2004 furono annullate le leggi di Punto Final e Obedencia Debida permettendo così di procedere contro gli accusati di crimini non ancora prescritti, includendo i crimini di lesa umanità. Nel 2011 venne riconosciuta l’esistenza di un piano criminale e nel 2012  gli esponenti della giunta militare vennero definitivamente condannati.

La fotografia in alto riprende un ragazzo ritrovato dalla sorella solo grazie alla sua straordinaria somiglianza al padre biologico rappresentato accanto a lui.

Juan Domingo Perón: i descamisados, i montoneros e i desaparecidos

 

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Il generale Juan Domingo Perón (Lobos 1895 – Olivos 1974), figlio di Juana Sosa Toledo di lontane origini native tehuelche e di Mario Tomás Perón di origine spagnola, scozzese e italiana, è stato presidente dell’Argentina  dal 1946 fino al 1955 quando venne rovesciato da un colpo di Stato militare. Rieletto nel 1973, morì l’anno dopo e venne sostituito dalla sua terza moglie Isabel Martinez de Perón.

I seguaci di Perón, chiamati anche descamisados, sostenevano i suoi sforzi per i diritti dei lavoratori e per l’eliminazione della povertà mentre gli oppositori politici lo consideravano un dittatore. Diede vita al peronismo o justicialismo che si proponeva come una terza via fra il capitalismo ed il socialismo.

Portò avanti una politica di neutralità nei confronti dei blocchi filosovietico e filoamericano della guerra fredda e diede asilo ai nazisti che scappavano dai processi per crimini di guerra dopo la seconda guerra mondiale. In realtà Perón ammirava il fascismo di Benito Mussolini anche se credeva che la dittatura fosse solo un passaggio verso la socialdemocrazia. Il peronismo non fu mai però antisemita ed ebbe rapporti anche con la massoneria europea.

Entrato nel governo, nel 1945 sposò l’artista Evita Duarte (1919 – 1952), chiamata Evita, che gestì l’attività propagandistica del marito guadagnandosi il sostegno del sindacato e dei gruppi femminili.

Costretto alle dimissioni nel 1945, Perón fu internato all’ospedale militare di Buenos Aires ma il 17 ottobre ci fu la rivoluzione o “marcia dei descamisados” e gli stessi generali che lo avevano arrestato furono costretti a richiamarlo al Governo. Quel 17 ottobre gli uomini sudati a causa del gran caldo si erano tolti le camicie e la parola dispregiativa “descamisados”, gli scamiciati, da allora avrebbe designato il popolo peronista.

Nel 1946 fu eletto presidente della repubblica, fondò il “Partito unico della rivoluzione” chiamato Partito Peronista e nel 1947 riconobbe l’uguaglianza dei diritti politici e civili tra gli uomini e le donne. Perón nazionalizzò le industrie, anche quelle di proprietà straniera, e le sostenne utilizzando le abbondanti riserve di oro e valuta straniera e un mercato interno in espansione.

Nazionalizzò anche il Banco centrale, i servizi pubblici (ferrovie, acqua, gas, telefoni) e dette impulso all’edilizia popolare e all’alfabetizzazione delle classi più povere. Queste scelte  provocarono però l’allontanamento dei potentati economici e finanziari statunitensi ed inglesi e l’economia cominciò a perdere posizioni

La nuova Costituzione del 1949 sancì la funzione sociale della proprietà, il diritto di sciopero, alla salute ed all’istruzione, limitò però la libera concorrenza con l’istituzione del monopolio del commercio estero da parte dello Stato e  fortemente anche la libertà di stampa.

Inizialmente il peronismo non fu  antireligioso ma poi Perón legalizzò l’aborto, facilitò il divorzio, tentò di legalizzare la prostituzione, ostacolo’ la Chiesa nel sostenere partiti politici cattolici e infine promosse la separazione fra stato e chiesa. Perón divenne così apertamente anticlericale e venne scomunicato da papa Pio XII.

Perón rivinse le elezioni presidenziali nel 1951 con il 62% dei voti,   il paese fu però escluso dalle agevolazioni del piano americano Marshall per i paesi europei e questo danneggiò l’economia argentina ed in particolare il settore agricolo.

La perdita del sostegno della Chiesa,  la morte della moglie nel 1952 e la crisi economica e sociale gli causarono una diminuizione del consenso popolare. Nel 1955 aerei dell’aviazione navale bombardarono Plaza de Mayo senza riuscire ad uccidere Peron ma provocando la morte di centinaia di civili. L’esercito  sconfisse però i golpisti, molti dei quali fuggirono all’estero.

Vi fu però un nuovo colpo di Stato e, per evitare la guerra civile, Perón andò in esilio in Paraguay e poi fu accolto da Francisco Franco a Madrid, delegando il potere alla giunta militare del generale Eduardo Lonardi. Sposò poi in terze nozze la cantante e ballerina Isabel Martinez Cartas nota anche come Isabelita Perón. Nella Spagna franchista Peron abbandonò i suoi propositi populisti e neosocialisti  avvicinandosi molto di più alla destra.

In Argentina intanto  fu revocata la Costituzione del 1949,  fu messo al bando il Partito comunista e fu reintrodotta la pena capitale anche per i civili. Nel  1956 gruppi di militari filo-peronisti tentarono un altro colpo di stato  ma il tentativo fallì e molti di loro furono fucilati.

Seguirono anni di frequenti cambi di governo e di crisi economica. Perón sosteneva il movimento dei montoneros, costituito dall’ala più socialista dei suoi sostenitori con a capo Jorge Ricardo Masetti che però nel 1964 scomparve nel nulla, probabilmente assassinato.

Dopo la vittoria elettorale del 1973 del Fronte Giustizialista di Liberazione, Perón, rientrato in Argentina, diventò presidente per la terza volta con il 62% dei consensi e sua moglie Isabel diventò vicepresidente. Si staccò però dai suoi sostenitori di sinistra e si avvicinò sempre più alla  destra conservatrice.

I montoneros allora  eseguirono numerosi atti dimostrativi e anche alcuni sequestri e omicidi. Il peronismo di governo, per influenza di Isabel e altri ministri, tra cui il potente massone José Lopez Rega detto el brujo, “lo stregone”,  divenne un governo di centro-destra.

Perón morì nel 1974  colpito da infarto  e una folla imponente partecipò ai funerali a Buenos Aires. I gruppi peronisti radicali, come i montoneros,  dopo la sua morte si diedero alla clandestinità e alla lotta armata per fronteggiare il peronismo ufficiale, in un clima di crescente  violenza. Isabelita Perón, appoggiata dall’esercito, iniziò una pesante repressione degli oppositori ma nel 1976 fu rovesciata dagli stessi militari.

Fino al 1983 in Argentina governò una giunta militare che  intensificò i metodi di repressione. Durante questo periodo avvenne il fenomeno dei desaparecidos poichè furono sequestrati, torturati, uccisi e fatti scomparire 40.000 persone in maggioranza operai, sindacalisti, comunisti, democratici e moltissimi peronisti, soprattutto di sinistra o montoneros.

L’Anak Krakatoa, figlio del Krakatoa

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Il vulcano Anak Krakatoa o Anak Krakatua, che significa figlio del Krakatoa, era emerso dall’acqua in Indonesia nel 1928, in seguito all’attività vulcanica nel cratere del Krakatoa,  famoso per la violentissima eruzione nel corso della quale nel 1883 morirono 36 mila persone.

L’Anak Krakatoa il 22 dicembre 2018 ha provocato uno tsunami che ha ucciso almeno 426 persone e sembra che, a seguito del collasso che ha scatenato l’onda anomala, abbia perso due terzi della sua altezza iniziale.

Sarebbero state alcune frane sottomarine provocate da un’eruzione del vulcano a causare un devastante tsunami, con onde di 20 metri, l’altezza di un palazzo di sette piani, che ha spazzato la costa dell’Indonesia, attorno allo stretto della Sonda, tra le isole di Giava e Sumatra

Una sezione del suo cratere si è infatti staccata franando sul fondale dello Stretto della Sonda e causando una frana sottomarina che ha sollevato il muro d’acqua. Nel corso dell’eruzione si sono riversati in mare dai 150 ai 180 milioni di metri cubi di materiale, tra roccia e ceneri.

Ora un’analisi effettuata rileva che il settore sudoccidentale del vulcano si è accorciato, nella sua parte emersa, passando dai 338 metri originari a 110 metri di altezza in quanto una sezione di vulcano ampia due chilometri quadrati è sparita nell’oceano.

Novel food: gli insetti.

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Dal 1 gennaio 2018 è entrato in vigore il nuovo regolamento comunitario che semplifica le procedure per ottenere le autorizzazioni necessarie all’allevamento, al commercio e al consumo degli insetti in Italia.

Seppur siano mangiati da 2 miliardi di persone in 113 paesi del mondo, in Europa gli insetti sono considerati novel food, cibi nuovi, e vanno regolamentati. Alcune nazioni come la Francia, l’Olanda o l’Inghilterra sono già molto attive a tal riguardo.

In Messico si sorseggiano aperitivi al tramonto composti da birra e chapulines cioè cavallette che vengono tostate sull’argilla con olio di semi e condite con aglio, peperoncino, succo di lime e sale contenente estratto di vermi d’agave

Oltre al ricco apporto di proteine che li caratterizza, gli insetti sono sostenibili perché il loro allevamento richiede risorse minori rispetto a quelle utilizzate per animali di grande taglia. La Fao e altre organizzazioni mondiali hanno dichiarato che gli insetti sono cibo adatto a combattere la continua crescita demografica e il  problema della fame nel mondo in modo, appunto, sostenibile.

In Italia alcuni chef stanno sperimentando l’utilizzo della seta di ragno in cucina, che risulta insapore ma è ricca di proteine, altri si stanno dedicando al primo e-commerce in Europa per il cibo preparato con gli insetti. L’obiettivo è di vendere prodotti di qualità dal gusto italiano realizzati in Inghilterra, Francia e Olanda con grilli, cavallette e camole della farina.

Pasta, dolci, snack per aperitivi rappresentano parte dell’offerta che vede prodotti in cui gli insetti sono solo un ingrediente, come le farine, mentre tra i più cari ci sono gli integratori alimentari e la farina di cavallette. Una società ha realizzato  cracker con il 15% di farina di grillo.

L’entomofagia è quindi la pratica di mangiare insetti che pare abbiano un  sapore principalmente erbaceo, di frutta secca, di fritto o affumicato, oppure  acido o stranamente  zuccherino. Gli insetti sono creature magiche per i fiori e ne garantiscono la sopravvivenza, sono un possibile nutrimento per i pesci d’allevamento e possono integrare i cereali per creare farine alternative e molto più proteiche di quelle già in commercio.

Il Future Food Institute di Bologna sta lavorando a una nuova prospettiva industriale e cioè la Silk Urban Farm, una fattoria che alleva bachi da seta e ne studia l’applicazione innovativa legata all’alimentazione e alla cosmesi. Il baco da seta  pare che sia buonissimo, dolce e vellutato.

Duca di Cornovaglia, solo figlio di re

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Il titolo nobiliare di Duca di Cornovaglia fu il primo creato tra i pari d’Inghilterra e venne istituito nel 1337. Questo titolo spetta di diritto all’erede al trono britannico fin dalla nascita, insieme al titolo di Duca di Rothesay in Scozia, cosa che invece non vale per il titolo di Principe del Galles.

L’attuale Duca di Cornovaglia è Carlo, che è anche principe del Galles, in quanto  figlio maggiore dell’attuale sovrano britannico, la regina Elisabetta II. Il ducato di Cornovaglia è l’ultimo ducato in Inghilterra ancora assegnato ad un duca vivente in quanto l’unico altro ducato inglese, che è quello di Lancaster, non può avere più un Duca dal 1413 e cioè da quando l’ultimo di essi s’incoronò re.

Goffredo di Monmouth nel suo Historia Regum Britanniae del 1136, raccontava che durante il regno di Uther Pendragon, il duca di Cornovaglia Gorlois si ribellò al sovrano che si era invaghito di sua moglie Igraine. Uther uccise Gorlois e si unì a Igraine e dall’unione nacque il futuro Re Artù.

Di fatto il ducato di Cornovaglia è il più antico dei ducati creati nel regno d’Inghilterra ed è da sempre affidato al figlio maggiore del sovrano. Il primo duca di Cornovaglia, nominato nel 1337, fu Edoardo il Principe Nero che era il figlio maggiore di Edoardo III d’Inghilterra e dopo fu affidato a suo figlio, il futuro Riccardo III.

Secondo una legge del 1421, da allora il ducato passa al figlio maggiore ed erede del sovrano. Se però il figlio maggiore del sovrano muore senza eredi, il titolo passa al fratello successivo in quanto il titolo può essere detenuto solo da un figlio del sovrano e non da un nipote, anche se questi è l’erede al trono.

Allo stesso modo, il titolo segue solo la linea maschile e nessuna erede al trono potrà essere Duchessa di Cornovaglia. Ad esempio, l’erede al trono di Giorgio II, il futuro Giorgio III, era Principe di Galles ma non Duca di Cornovaglia in quanto nipote e non figlio del sovrano.