La leggenda sul re Vittorio Emanuele II di Savoia

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Carlo Alberto di Savoia

Nel 1822 i principi di Carignano Carlo Alberto e Maria Teresa si erano trasferiti in Toscana su imposizione di re Carlo Felice  come punizione per il sostegno  da loro fornito ai carbonari e in questa località un giorno prese fuoco  la culla, avvolta in tulle e pizzi, del loro figlio Vittorio Emanuele che aveva allora un anno e mezzo.

La balia del bambino di nome Teresa si era avvicinata alla culla con una candela per controllare l’eventuale presenza di zanzare ma la fiamma aveva fatto prendere fuoco al tulle. Teresa si era gettata tra le fiamme per  salvare il bambino e poi, a causa delle ustioni, aveva perso la vita.

Questo episodio e le grandi differenze fisiche e caratteriali fra Vittorio Emanuele e suo padre fecero nascere la leggenda della morte in culla del principino e della sua sostituzione con un piccolo plebeo. Carlo Alberto era infatti alto 2 metri e 5 cm., biondo, elegante e taciturno  mentre il primogenito era alto 1 metro e 58 cm., tarchiato, bruno, estroverso e sanguigno.

Questa tesi si fonda anche sulla considerazione che il principe Carlo Alberto, avrebbe visto indebolita la sua posizione di erede al trono se alla morte o in caso di abdicazione dello zio Carlo Felice si fosse trovato senza figli. Però Carlo Alberto e Maria Teresa erano giovani e potevano avere altri figli tanto che il principe secondogenito nacque pochi mesi dopo.

Pare anche che Carlo Alberto trattasse Vittorio Emanuele con poco affetto e che mostrasse una palese predilezione per il secondo figlio Ferdinando, duca di Genova, che peraltro gli assomigliava molto.

Sembra inoltre che anche Massimo d’Azeglio, che fu primo ministro di Carlo Alberto dopo la sua ascesa al trono, dicesse apertamente che Vittorio Emanuele era in realtà figlio di un macellaio di Firenze identificato da alcuni con Gaetano Tiburzi, la cui macelleria si trovava vicino alla dimora di Firenze dei principi.

E’ accertato che nella famiglia reale soltanto Vittorio Emanuele II rese pubblico omaggio alla balia Teresa Zanotti Racca, rendendo vitalizia la pensione del suo vedovo e scoprendo una lapide in suo onore nella stanza in cui egli da piccolo aveva rischiato la vita.

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