Tanaquilla moglie di Tarquinio Prisco quinto re di Roma.

Image result for Tanaquilla moglie di Tarquinio Prisco quinto re di Roma.

 

Nella splendida Tarquinia del VII secolo a.C., visse la nobile, ricchissima e ambiziosa Tanaquilla. Ella aveva il dono di saper leggere i segni attraverso i quali si manifestavano gli Dei e li interpretava in modo da allontanare ogni significato che ostacolasse i suoi progetti, trasformando così il suo potere  divinatorio in potere personale.

Sposò Lucumone figlio di una Tarquiniese e del greco Demarato che, fuggito da Corinto con un seguito di ceramisti e pittori eccellenti, si era stabilito a Tarquinia. Ma a Lucumone, perché figlio di uno straniero, non era permesso dalle tradizioni etrusche di percorrere la carriera politica.

Tanaquilla allora lo convinse a trasferirsi a Roma, che offriva molte opportunità, e fu lei che prese personalmente le redini del pilentum a quattro ruote carico di vasi dipinti e di preziosi di ogni genere quando partirono.

Sul Gianicolo, il primo colle di Roma che incontrarono giungendo dall’Etruria, un’aquila piombando dal cielo ad ali spiegate prese il cappello di Lucumone e, dopo aver volato con alti stridi, glielo ripose sul capo e sparì nel cielo. Lucumone ritenne infausto il presagio mentre invece Tanaquilla vaticinò che l’aquila era il messaggero degli Dei e aveva tolto e rimesso il berretto etrusco sulla sua testa per significare che lui sarebbe stato un vero capo.

Lucumone, preso il nome di Lucio Tarquinio, si fece apprezzare dal re Anco Marzio per le sue vittorie su Sabini, Latini ed Etruschi che gli conquistano il favore popolare, tanto da essere acclamato re alla morte di Anco Marzio. Tarquinio Prisco, quinto re di Roma e primo di origine etrusca, perseguì una politica illuminata di riforme e grandi opere pubbliche.

In quel tempo sui colli romani esistevano soltanto piccoli villaggi e nei luoghi pianeggianti vi era ancora la palude. Tarquinio la drenò, trasformò il terreno prosciugato in mercato, il futuro Foro Romano e di qui fece partire un reticolo di strade lastricate tra le quali la Via Sacra e poi gettò le fondamenta del tempio di Giove Capitolino.

Trasmise anche ai romani tutti i cerimoniali e i simboli di potere di Tarquinia come i littori con i fasci di verghe e la scure, le porpore ricamate, le corone d’oro, i troni e gli scettri d’avorio sormontati dall’aquila e l’uso di trionfare sul carro aureo a quattro cavalli.

Ampliò la classe dei cavalieri e delle centurie, riformò lo Stato, destinò il Circo Massimo alle corse dei cavalli, istituì i Ludi romani e diede impulso alle arti.

Tarquinio Prisco dopo 38 anni di regno venne ucciso dai figli di Anco Marzio che lo consideravano un usurpatore. Ma Tanaquilla, nascondendo la morte del re fece credere che egli avesse nominato reggente ad interim il genero Servio Tullio, figlio di una schiava della regina, continuando così ad influenzare le scelte politiche di Roma.

 

 

2 pensieri su “Tanaquilla moglie di Tarquinio Prisco quinto re di Roma.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...