La sifilide. Il mal francese o il mal napoletano?

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Nel 1495 avvenne la  battaglia di Fornovo sul Taro, fra le truppe della lega degli stati italiani e quelle francesi che si erano ritirate da Napoli e in quella occasione vi furono le prime descrizioni mediche di una malattia del tutto sconosciuta.

Dapprima comparivano sugli organi genitali delle pustole che poi si diffondevano in tutto il corpo e la malattia poi provocava spesso la cecità e la cancrena delle cartilagini del naso, conducendo in breve tempo alla morte fra atroci dolori.

Questa malattia era già comparsa a Napoli nei mesi precedenti, durante l’occupazione francese, e per questo i francesi la chiamarono “mal napoletano” sostenendo di essere stati contagiati nella città, i napoletani invece la chiamarono “mal francese” perchè la ritenevano portata dalle truppe.

Si trasmetteva con i rapporti sessuali e si diffuse attraverso i movimenti dei militari e delle prostitute che erano al loro seguito. I marinai portoghesi la portarono poi in India nel 1498 e da qui la malattia raggiunse il porto cinese di Canton e il Giappone. La denominazione clinica ufficiale, cioè sifilide, si deve al medico veronese Gerolamo Fracastoro, che per primo parlò di invisibili germi come causa della infezione.

Una tesi sostiene che il batterio della sifilide venne portato in Europa nel 1493, al ritorno da Hispaniola, dai marinai che avevano seguito Colombo e una seconda tesi considera possibile che in Europa esistesse già un batterio imparentato a quello della sifilide, ma che fu certamente il germe americano a scatenare le prime epidemie.

Oltre che fonte di orribili menomazioni fisiche, essa fu nel XVI secolo un importante fattore di mortalità anche perchè per combattere la sifilide si facevano somministrazioni di  mercurio, che però provocava gravi intossicazioni.

Nei Paesi industrializzati, l’incidenza della sifilide calò verso la fine del 1800, per poi avere un altro picco dopo la Prima guerra mondiale. Dopo la Seconda guerra, grazie anche al trattamento con antibiotici, la malattia ebbe una nuova riduzione ma recentemente la sua incidenza è di nuovo in aumento sia nei Paesi in via di sviluppo sia in Europa. Con 12 milioni, ogni anno, di nuovi malati nel mondo, la sifilide è, dopo l’Aids, l’infezione sessualmente trasmissibile con il più alto tasso di mortalità.

La sifilide oggi è ben curabile, specialmente se diagnosticata nella forma primaria, grazie alla penicillina che mantiene ancora la sua eccezionale efficacia o ad altri antibiotici specifici come le tetracicline.

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