Il gelido serial killer Theodore Robert Bundy

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Theodore Robert Bundy( 1946 – 1989) è stato un serial killer statunitense, autore di almeno 30-35 omicidi ai danni di giovani donne tra il 1974 e il 1978. Per i primi tre anni di vita Bundy visse a Philadelphia con i nonni materni perchè era un figlio illegittimo e a lui fu sempre detto che i genitori erano i suoi nonni e la madre sua sorella maggiore.

Per tutta la vita egli espresse risentimento  verso la madre per avergli mentito così a lungo. Il nonno era  un razzista antisemita, anticattolico e violento con la moglie, il cane di famiglia e i gatti di quartiere. La nonna era invece timida e obbediente e  periodicamente si sottoponeva a pesanti terapie contro la depressione. Nel  1950 la madre Louise si cambiò il cognome e si trasferì con Ted dai suoi cugini nello Stato del Washington e nel 1951 sposò Johnny Culpepper Bundy, che adottò Ted, ed ebbe altri quattro figli.

Da adolescente commise vari furti, poi si dedicò allo studio,  alla politica e allo sci ma non si impegnava sul lavoro. Nel 1964 si legò ad una ragazza di buona famiglia, Stephanie Brooks ma lei, dopo essersi laureata, troncò ogni rapporto causandogli un grande shock. In quel periodo egli scoprì che quella che riteneva sua sorella in realtà era sua madre ed ebbe un ulteriore forte trauma.

Nel 1969 seguì corsi di psicologia e legge e poi prese la tessera del Partito Repubblicano diventandone una giovane promessa  e in quel periodo fu indicato come “eroe” per aver salvato una bambina che stava annegando in un parco.

Il primo tentato omicidio avvenne il 4 gennaio1974: la vittima di 18 anni fu  picchiata nel suo letto e con una doga del letto fu violentata. La giovane si salvò  riportando però gravi lesioni, ma è stata una delle poche ragazze che si è salvata.

Bundy era un uomo affascinante che conquistava la fiducia delle sue vittime. Attirava la loro attenzione con la “tecnica” del braccio ingessato (chiedendo aiuto alla vittima per trasportare oggetti in macchina), oppure impersonando una figura autoritaria per poi aggredirle e stuprarle in luoghi appartati. Talvolta ritornava sulla scena del crimine per avere rapporti sessuali con i cadaveri in decomposizione. Ha decapitato almeno 12 vittime, conservandone le teste come trofeo.

Venne descritto come un sadico sociopatico che traeva piacere dal dolore altrui e dal senso di potere che provava verso le sue vittime. Lui stesso si è definito “… il più gelido figlio di puttana che incontrerai mai”. Uno dei membri che aveva il compito di difenderlo in tribunale, scrisse che “era la precisa definizione del male”. Quasi tutte le vittime erano studentesse universitarie, minute e dai lunghi capelli scuri con la scriminatura centrale. Morì sulla sedia elettrica il 24 gennaio 1989 in Florida.

 

 

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