Il kayak degli Inuit

kayak-inuit

Il kayak è un tipo di canoa originariamente utilizzata dagli Inuit  e si differenzia dalla canoa, o canoa canadese, per avere una pagaia a doppia pala, mentre la canoa canadese viene manovrata con l’uso della pagaia a pala singola.

La parola “kayak” significa “barca degli uomini” e si contrappone a umiak “barca delle donne”. I primi kayak erano fatti di legno ricoperto da pelli di foca ed erano costruiti su misura direttamente dagli uomini che intendevano usarla.

Un kayak lungo risulta più veloce mentre un kayak corto può virare molto più velocemente e quindi quelli costruiti per coprire lunghe distanze, come i kayak da mare o lago, sono più lunghi, generalmente tra i 4,90 e i 5,80 metri e quelli da “acqua bianca”, progettati per l’uso nell’alto corso dei fiumi e dei torrenti con rapide di alta difficoltà e che possono anche essere spinti dalla corrente, sono piuttosto corti per essere più manovrabili.

La lunghezza però deve essere abbinata alla curvatura dalla prua alla poppa, o rocker, perché un kayak molto curvato presenta una superficie di contatto con l’acqua molto inferiore rispetto a quella di un kayak privo di curvatura. Quindi sebbene i kayak da acqua bianca siano più corti rispetto agli altri kayak, la curvatura di questi più accentuata fa sì che la loro superficie di contatto risulti decisamente inferiore a tutto vantaggio della manovrabilità.

Il disegno dello scafo è simmetrico quando la parte più larga del kayak è a metà tra poppa e prua, a pesce quando la parte più larga è prima del punto centrale, dunque verso prua e a rapa quando la parte più larga è dopo il punto centrale, dunque verso poppa. I kayak dal fondo piatto hanno una maggiore stabilità ma quando iniziano a rollare si ribaltano velocemente. Le barche dal fondo arrotondato hanno invece minore stabilità ma si ribaltano meno facilmente. Anche  la conformazione dell’angolo della chiglia può migliorare la stabilità poiché aumenta la superficie della canoa a contatto con l’acqua durante la fase di squilibrio.

Fino a poco tempo fa, i kayak da acque bianche avevano fondi molto arrotondati e scafi molti curvati, ma recenti cambiamenti costruttivi hanno creato kayak con fondi molto piatti che consentono di avere una seduta coincidente con la linea di galleggiamento.

L’auto-costruire il proprio kayak/canoa si perde nella notte dei tempi, quando gli Inuit li costruivano cuciti su se stessi come un vestito, con un metodo di misurazione che sfruttava le parti del corpo come gli avambracci. Questi kayak garantivano la loro sopravvivenza e venivano  usati prima di tutto per la caccia e per gli spostamenti. Erano costruiti con il legno che il mare riportava a riva poi lavorato fino a formare un telaio che veniva rivestito con la pelle di foca e impregnato con lo stesso grasso. Per le cuciture venivano usati nervi, ossa e pelle di animali. Oggi questa costruzione esiste ancora e se ne fanno repliche fedeli adoperando però materiali che imitano quelli di un tempo come il nylon ed il cotone.

 

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