Le odalische o cameriere

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Le donne che vivevano negli harem ottomani provenivano dal mercato degli schiavi o da un territorio conquistato, quale preda di guerra oppure erano un dono fatto al sultano. Le odalische (“odalisca” significa “cameriera”) erano di tre tipi: quelle con più anni adibite al basso servizio, altre ancora bambine, inserite a cinque o sei anni, alle quali venivano insegnate musica, danza, etichetta e letteratura e infine le più belle, con un’età compresa fra i quindici e i vent’anni. Giunte a Palazzo, ricevevano un nuovo nome e dovevano studiare il turco, saper leggere il Corano e conoscere la storia turca e la religione islamica.
Diventavano  “novizie” poi potevano diventare  kalfa e alla fine usta.  Le usta  (dall’arabo ustaz= professore, maestro) erano le odalische di più alto grado, servivano di persona il sultano, ricevevano stipendi consistenti e potevano dimettersi quando lo desideravano. Le odalische percepivano un salario giornaliero a seconda delle rispettive mansioni, mentre il loro abbigliamento era pagato dal Tesoro del Palazzo.
Tutte le domestiche, dopo nove anni di servizio potevano lasciare il Palazzo e anche sposarsi ed in tal caso veniva rilasciato loro un “certificato di liberazione”. A quelle che si sposavano venivano dati un anello di diamanti, orecchini di diamanti, un orologio d’oro, porta bicchieri d’argento, due cucchiai e il corredo per la casa; ma quando se ne andavano dopo un servizio più prolungato (diciotto anni e più) ricevevano anche case e terreni, oppure pensioni.
Le odalische vergini vivevano in due appartamenti separati dal resto dell’harem dove cucivano, ricamavano, e studiavano. Imparavano musica, danza o canto e le regole dell’etichetta di corte. La validè sultàn, madre del sultano, sceglieva fra queste il proprio seguito.
Le odalische alternavano una settimana di lavoro ad una di riposo, con turni rigidamente fissati che iniziavano ogni venerdì. Ogni notte un gruppo di kalfa, dalle 15 alle 20, sorvegliava gli alloggi e pattugliava tutte le stanze e i giardini. Ogni giovedì si procedeva alle pulizie comuni e all’inizio di ogni mese le cameriere comuni si dedicavano alle pulizie generali.

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