I promessi sposi: capitoli IV – V – VI

 

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Fra Cristoforo, uomo vicino ai sessant’anni, nello sguardo e nel portamento lascia trasparire sia i tratti della povertà e della saggezza sia le origini nobili e un animo non incline alla sottomissione. Egli, che prima si chiamava  Lodovico, era figlio di un ricco mercante ma rimasto orfano ancora giovane, per il suo carattere onesto ma anche violento si era messo spesso nei guai per vendicare gli oppressi. Aveva pensato più volte di farsi frate ma la sua conversione definitiva era avvenuta dopo un duello nato perchè il suo avversario aveva tolto la vita a Cristoforo, il suo maestro di casa. Ucciso l’avversario, dopo aver chiesto perdono alla famiglia della vittima ed aver lasciato tutti i suoi beni a quella di Cristoforo, Ludovico, assunto il nome di Fra Cristoforo, aveva dedicato la sua vita alla predicazione e ai poveri.
Fra Cristoforo, messo al corrente dei fatti da Agnese, si reca al palazzotto di Don Rodrigo e lo trova che sta banchettando con Azzeccagarbugli, suo cugino il Conte Attilio ed il podestà. I quattro stanno discutendo di politica, di cavalleria e di giustizia dimostrando di essere dediti solo ai propri interessi e non interessati neanche all’avanzata  dell’invasore straniero. Fra Cristoforo, invitato più volte a partecipare alla discussione,  chiede però un’ udienza privata che viene accordata.
Fra Cristoforo però si indigna di fronte alla boria di Don Rodrigo, che si dice disposto a prendere Lucia sotto la sua protezione, e gli promette la punizione divina suscitando nel signorotto una sensazione di paura. Prima di andarsene  il frate però viene fermato da un servo che gli promette di rivelargli il giorno seguente i piani del suo padrone. Intanto Agnese  propone ai promessi sposi di fare un matrimonio a sorpresa: per rendere valido un matrimonio, infatti, basta che il curato senta un uomo e una donna dichiararsi marito e moglie in presenza di due testimoni. Renzo allora chiede al suo amico Tonio di essere suo testimone, in cambio lui gli estinguerà un debito che ha con Don Abbondio.  Tonio accetta e propone come altro testimone suo fratello Gervaso.

 

 

 

 

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