Gli uomini – leopardo

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Le società degli uomini-leopardo erano società segrete dell’ Africa occidentale e centrale e gli adepti  si identificavano e si travestivano da leopardo indossando appositi costumi, maschere ed ornamenti.

Il leopardo è uno degli animali più diffusi nelle leggende africane per la sua forza, furtività, agilità, abilità nel cacciare e le  lunghe zanne e gli artigli affilati. E’ inoltre simbolo di ferocia e di sete di sangue per la sua aggressività e pericolosità e quindi  è un animale sacro, evocato in guerra e durante la caccia ma anche temuto e disprezzato.

Fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, le società degli uomini-leopardo del Congo Belga, della Nigeria e della Liberia si distinsero come organizzazioni violente che praticavano l’omicidio rituale.

Gli adepti degli uomini-leopardo Anyoto, per esempio, dovevano uccidere un proprio parente stretto come rito di iniziazione. Come i membri di gruppi analoghi si immedesimavano con il leopardo indossandone la pelliccia, imitandone i suoni e le tecniche di caccia e usando come armi artigli di leopardo riprodotti in legno o in ferro. Inoltre, gli adepti di queste sette erano incoraggiati all’antropofagia.

Poiché le loro vittime sembravano effettivamente smembrate da una belva feroce, le società degli uomini-leopardo agirono indisturbate per molti anni prima che le autorità iniziassero a sospettare della loro presenza. Nel Congo Belga, le indagini iniziarono nel 1919 mentre probabilmente gli omicidi fossero iniziati negli ultimi anni dell’800.

In parte l’attività criminale delle società degli uomini-leopardo aveva lo scopo di  destabilizzazione il potere coloniale e di restaurare le gerarchie tribali tradizionali. Ottenevano la complicità della popolazione perchè in genere tutti si rifiutavano di collaborare con le indagini per paura di ritorsioni. Durante la fase di transizione verso l’indipendenza del Congo Belga, gli Anyoto assassinarono  alcuni dei leader che cercavano di prendere il potere nel paese al posto degli europei. Dopo la fine del colonialismo gli uomini-leopardo sono rapidamente scomparsi almeno come associazioni dedite al crimine.

Una serie completa degli strumenti utilizzati dagli uomini- leopardo è stata donata dalla famiglia del magistrato coloniale Temistocle Ferrante al Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma.

 

Il siero della verità: dalla cura alla tortura

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Il siero della verità  viene usato per ottenere informazioni da soggetti che non possono o non vogliono fornirle inducendo la persona in uno stato di tranquillità e rilassamento che aumenta la “franchezza” cioè la disponibilità a parlare. In genere si utilizza un barbiturico, il cui principio attivo è il tiopentale sodico.

Questi farmaci, per lo più soluzioni iniettabili, sono diffusi anche prima degli interventi chirurgici come preanestetico per calmare i pazienti prima di sottoporli ad anestesia vera e propria. Sono utilizzati inoltre per  i pazienti affetti da forme di amnesia, di mutismo o di blocco del linguaggio di origine psicologica. I soggetti sono indotti in uno stato prossimo al sonno che rende molto più semplice la psicoterapia o la narcoanalisi utili a procurare informazioni per formulare una diagnosi o per fornire ai pazienti una tregua funzionale. Questo utilizzo è stato documentato per la prima volta dal Dr. William Bleckwenn nel 1930 .

Il sodio tiopentale fu impiegato anche durante l’attacco nipponico alla base navale statunitense di Pearl Harbor nel dicembre 1941. Utilizzato come anestetico sui soldati feriti, venne somministrato in dosi eccessive e finì per uccidere un gran numero di militari.

Secondo il diritto internazionale, l’utilizzo di questi preparati è classificato come una forma di tortura.