Les Gèants des Alpes Battista e Paolo Ugo

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I fratelli Ugo vissero durante la Belle Époque ed  erano nativi di Vinadio, paesino famoso per il forte albertino e le terme. Battista nacque il 21 giugno 1876 e Paolo il 28 giugno 1887, figli di gente  umile e operosa che doveva crescere sette figli.

Battista era alto 265 centimetri e pesava oltre 200 chili, Paolo era più basso di poco mentre il loro fratello Giuseppe fu riformato per insufficienza di statura. Mangiavano mezza dozzina di uova alla volta e bevevano in boccali da mezzo litro. e avevano bisogno di abiti e scarpe fatti su misura. I due fratelli lavoravano come contadini, pastori e taglialegna a seconda delle stagioni.

Battista, che alle elementari per sedersi doveva usare il tronco adattato di un castagno, da ragazzo poteva portare da solo sulle sue spalle un carro pesante 400 chili e passeggiando sotto i portici di Cuneo era costretto a camminare curvo per non battere la testa mentre si accendeva un sigaro sfregando il fiammifero sui balconi posti a tre metri da terra.

Nel 1891 Battista fu mandato dal padre in Francia per lavorare come boscaiolo a Barcellonette. Lì il proprietario di un circo itinerante  gli propose di unirsi al carrozzone prospettandogli guadagni e notorietà e lui accettò diventando per il publico Baptiste Hugo, nativo di Saint-Martin-Vésubie, piccolo centro delle Alpi Marittime.

Il pubblico accorreva a frotte per vederlo, tanto che furono stampate e vendute numerose cartoline ricordo che lo ritraevano. Ogni tanto Battista ritornava a casa ed era una festa tanto che alcuni suoi famigliari, fieri di questo parente famoso, aprirono a Pratolungo la Trattoria del Gigante, di cui oggi rimane soltanto l’insegna sbiadita dal tempo.

Nel 1905 Paolo decise di unirsi a Battista nella vita circense e i due fratelli, ribattezzati Géants des Alpes, Giganti delle Alpi, riempirono le piazze delle città, i salotti delle ricche famiglie e le tasche degli impresari. I fratelli Ugo riuscirono a spedire soldi alla famiglia, avere bei vestiti e orologi al polso grossi come sveglie da comodino. Comprarono anche una casa a Maisons-Alfort, paese a  meno di dieci chilometri da Parigi, che adattarono alle loro esigenze.

Il 15 febbraio 1914 però Paolo morì a soli 26 anni dopo una breve malattia e fu sepolto in una tomba speciale di due metri e mezzo per la quale Battista dovette pagare un sovraprezzo e che oggi non esiste più. Scaduta la concessione, le spoglie di Paolo sono state trasferite nell’ossario comune.

A 38 anni Battista, andò in America per lavorare nel Circo Barnum&Bailey di New York, celebre per i suoi spettacoli di “curiosità umane” anche se loro si autodefinivano “prodigi”per riavere un po’ della dignità che gli veniva sottratta dalla quotidiana e degradante esposizione per il divertimento di un pubblico pagante.

Battista era infatti costretto a indossare costumi alla Tarzan che non riusciva a sopportare perché lo facevano sentire troppo ridicolo. Si era anche immalinconito  perchè era lontano dalla sua terra e dai suoi affetti e così cominciò a lasciarsi andare tanto da morire il 23 aprile 1916. Ancora oggi il cimitero di Green-Wood a Brooklyn custodisce la sua tomba, anche se per molto tempo si credette che il corpo fosse stato trafugato dai nativi indiani, suoi amici e compagni di disavventure sotto il tendone, per seppellirlo nelle loro terre.

Dal 2012 nei pressi del forte di Vinadio vi sono due sculture colorate, una rosa shocking e l’altra verde mela, omaggio a Battista e Paolo. Sono i Giants costruiti in acciaio e fibra di vetro opera dell’artista scozzese David March.

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