Il “changeling” e l’infanticidio

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Il changeling era una creatura fantastica molto diffusa nella mitologia di molti paesi europei. Si pensava che le fate fossero attratte dai bambini umani belli e sani poichè i  loro erano spesso malati e deformi. Le fate avevano pertanto l’abitudine di scambiare i neonati: si prendevano il bambino umano lasciando nella culla un bambino del loro mondo che era il changeling.

I genitori umani si ritrovavano così, al posto del loro figlioletto, un essere brutto,  dalla pelle avvizzita e verdastra e con capelli indomabili oppure  con tratti facciali e labbra dalla forma strana. Il Chageling inoltre piangeva sempre, urlava, strillava, mangiava in modo vorace ed era anche molto impacciato nei movimenti ma aveva una ottima capacità di suonare gli strumenti musicali ed era molto intelligente.

Le fate rapivano soprattutto i bambini non ancora battezzati o troppo coccolati e l’unico modo che la madre umana aveva per riavere indietro il proprio bambino era di accudire e curare il changeling affinchè le fate se lo riprendessero nuovamente. Questo però accadeva raramente perchè i changeling di solito  sopravvivevano solo due o tre anni.

Per prevenire gli scambi le mamme potevano fare una serie di cose: mettere nei pressi delle culla degli oggetti di ferro, mettere un crocefisso benedetto sopra la culla, bruciare strisce di pelle nella stanza, bere latte di una mucca che aveva mangiato un’erba chiamata mota, accendere quante più luci possibili sulle finestre o accanto alle porte.

Per capire di aver davanti proprio un changeling occorreva preparare una camomilla e versarla in un guscio d’uovo: a quel punto il mostruoso neonato avrebbe dovuto esclamare “in tanti anni della mia esistenza ne ho viste di cose, ma mai versare della camomilla in un guscio d’uovo” e poi tornare al suo mondo fatato, rimandando indietro il bambino rapito. Per scacciarlo poteva essere necessario anche costringerlo a dire la sua vera età o fargli bere del thè fatto di digitale purpurea.

Si appendeva anche ad un ramo di nocciolo posto sopra ad un fuoco un cesto con dentro il sospetto changeling  e se il bambino al suo interno avesse urlato di dolore allora sarebbe stato sicuramente un changeling.

Anticamente le persone non sapevano che cosa potesse aver causato le strane caratteristiche fisiche e i comportamenti particolari del loro bambino, che probabilmente dipendevano da autismo, condizioni genetiche, anomalie cromosomiche e malattie e pertanto cercavano di darsi delle spiegazioni.

Spesso i bambini creduti changeling venivano allontanati o uccisi. Nell’Europa pre-industriale la sussistenza di una famiglia di contadini dipendeva dalla capacità di ogni membro di contribuire al sostentamento ed era molto difficile mantenere chi invece chi era un peso e non era autosufficiente. Le leggende tramandate provano di fatto che l’infanticidio era spesso la soluzione adottata per tale problema.

Il progresso della scienza tra il XVIII e il XIX secolo ha con il tempo eliminato la credenza popolare che i bambini malformati o strani non fossero umani ma il frutto di qualche essere non umano e che quindi potessero essere maltrattati e anche messi a morte senza scrupoli morali.

Il principato di Monaco: “Deo Juvante”

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Il Principato di Monaco è una città-Stato indipendente suddivisa in quattro quartieri confinante con la sola Francia e bagnata dal Mar Ligure. La sua località più conosciuta è il quartiere più centrale cioè Montecarlo, nelle cui strade si trova il celebre e difficile circuito automobilistico di Formula 1.

La lingua ufficiale é il francese ma l’italiano e l’inglese sono parlati correntemente. La lingua tradizionale monagasca, “il monegu'”, é ancora usata dagli anziani e  insegnata nelle scuole del Principato. L’unità monetaria é l’Euro.

Il motto di Monaco e dei suoi principi é: “Deo Juvante” (Con l’aiuto di Dio) e la  religione di stato è quella cattolica ma la libertà di culto é ampiamente garantita dalla Costituzione e sono presenti numerose confessioni. La festa nazionale di Monaco é celebrata ogni 19 novembre.

Dal 1911 il Principato è una monarchia costituzionale ereditaria ed il sistema di governo è monocamerale. La Costituzione è del 17 dicembre 1962 ed il potere legislativo spetta al sovrano che è il Capo di Stato.

Anticamente la rocca di Montecarlo e il porto naturale servirono da rifugio alle popolazioni primitive e alle navi. L’area fu urbanizzata dai fenici che le diedero il nome (Monoike), poi dai greci e dal 122 a.C. dai romani (Portus Herculis Monoeci).

La storia più conosciuta dello Stato di Monaco ha inizio con le lotte fra guelfi e ghibellini. Nel 1215 i ghibellini costruirono il castello sede dell’attuale palazzo. Successivamente l’8 gennaio del 1297 il guelfo Francesco Grimaldi, fuggito da Genova, si travestì da frate francescano per poter entrare nella rocca di Monaco e la conquistò venendo chiamato per l’uso di questo stratagemma “Malizia”. Ed è proprio a questa data che si fa risalire la nascita dello Stato di Monaco.

Monaco diventò proprietà definitiva dei Grimaldi nel 1314. Dopo un periodo passato sotto il protettorato spagnolo, il principato si mise sotto la protezione della Francia con il trattato di Peronne (1643).

I Grimaldi dovettero abbandonare il governo nel periodo 1793-1814, cioè durante la Rivoluzione Francese e l’Impero di Napoleone. E poi nel  1848 Mentone e Roccabruna, che facevano parte del Principato, fecero secessione e Monaco perse  l’80% del proprio territorio che rappresentavano le zone più ricche per le coltivazioni di ulivi, limoni e peschi.

Il principe Carlo III iniziò una politica “turistica” e costruì il famoso casinò che attirava e continua ad attirare le persone del bel mondo. Ancora oggi il Principato è l’unico paese europeo che non impone una imposta sul reddito personale, grazie sempre al famoso decreto del principe Carlo III emanato nel 1889.

Durante il secondo conflitto mondiale il principe Luigi II subì prima l’occupazione italiana e poi quella tedesca. Poi il principe Ranieri III regnò dal 1949 al 2005 trasformando profondamente il paese e aumentandone il territorio del 40%. Dal 6 aprile 2005 il sovrano è Alberto II figlio di Ranieri III e dell’americana Grace Kelly.

 

I cognomi italiani

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In età romana era già presente un registro dove i cittadini venivano segnati con un praenomen (il nome personale ad esempio Titus), e con il nomen cioè della gens (la famiglia di provenienza come per esempio “Claudia”). Quando questi due nomi non bastarono più a distinguere le persone si aggiunse un cognomen, cioè un soprannome come Lepidus che significa scherzoso.

Verso il V sev.d.C. il cognomen e il nomen si fusero venne usato un solo nome e  solo tra il X e l’XI secolo con l’aumento della popolazione, per distinguere le persone e  per facilitare e rendere sicuri gli atti pubblici come le compravendite, diventò sempre più comune l’uso di un cognome.

Il cognome poteva derivare da una certa caratteristica fisica, ad esempio il cognome Mancini tra i più diffusi in Italia indica la caratteristica di essere mancino e Bassi per la bassa statura,  o da un soprannome oppure  dalla zona di provenienza come Fiorentini, dal lavoro svolto come Orefici, Tintori, Bovari,Fabbri o dal nome del padre.

L’uso del cognome fu reso obbligatorio in Italia nel 1564 poichè il Concilio di Trento stabilì che i parroci dovessero tenere un registro con nome e cognome di tutti i bambini battezzati istituendo così la prima forma di anagrafe moderna. Quindi tutti i cognomi hanno un significato e spesso hanno origine da nomi propri,   soprattutto al nord, o da soprannomi, soprattutto al sud, oppure da professioni o luoghi.

Almeno il 75% dei cognomi esistenti è ancora comprensibile nel significato originario mentre gli altri hanno subito qualche variazione fonetica o grafica che ne ha stravolto il senso oppure derivano da influenze straniere. Dallo studio linguistico del cognome è possibile capire a volte il luogo d’origine o l’attività della famiglia perchè uno stesso mestiere, per esempio quello di barbiere, ha prodotto cognomi diversi da regione a regione.
Molti cognomi che si riferiscono a vegetali, come ad esempio Cipolla, Finocchio e Meloni, hanno origine celtica o germanica, perché presso i popoli nordici erano basilari i riti legati alla natura d alle piante. Inoltre in Italia abbondavano gli orfanotrofi e quindi Esposito, Trovato, Innocenti sono cognomi che venivano dati ai bambini di origine ignota o “trovatelli”.