La Romania e la Guardia di Ferro

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La legione dell’Arcangelo Michele fu creata in Romania nel 1927 dal ventottenne Corneliu Zelea Codreanu a capo di un piccolo gruppo di studenti o ex studenti dell’Università di Iasi.

Vedendo l’immagine di San Michele ebbe la rivelazione della sua “missione” di liberare e purificare la Romania da corruzione, affarismo e oppressione economica portati dagli ebrei e dagli altri stranieri. Nel 1930, come corpo armato del movimento, fu costituita la Guardia di Ferro cui venne affidata l’esecuzione delle rappresaglie contro gli avversari e il “comunismo ebraico”.

Allora in Romania l’80 % della popolazione era composto da poveri contadini, dal clero di rito ortodosso che era parte integrante del mondo contadino e l’industria era in buona parte controllata dai capitali stranieri. Nel Paese era anche radicata una forte ostilità nei confronti della popolazione ebraica che costituiva l’ossatura della nascente classe media dedita agli affari e alle professioni

La Legione più che di un partito assunse le caratteristiche di un ordine religioso e di una formazione paramilitare. Si proclamò antiborghese, anticapitalista e contraria al metodo democratico parlamentare. L’unica “verità” era il Cristianesimo e per estirpare il male e le forze delle tenebre, costituite da ebrei, comunisti e borghesi, era consentito il ricorso alla violenza e all’azione terroristica.

L’organizzazione aveva una rete di piccoli gruppi, chiamati “nidi” (cuib in rumeno) e spesso nelle manifestazioni gli aderenti alla Guardia di Ferro sfilavano in formazione riproducendo delle grandi croci viventi. Venne adottato il saluto romano e come divisa fu scelta la camicia verde come altri movimenti fascisti europei.

Fu creata anche una “Squadra della morte”, comprendente uomini che si erano offerti di morire per Codreanu. Codreanu si schierò per un’alleanza con Hitler ma  alla fine del 1937 il movimento fu sciolto di nuovo dopo aver raggiunto il 16% dei voti, presentandosi alle elezioni con il nome di copertura di “Tutto per la Patria” e divenendo il terzo partito del Paese.

Il re Carol II nel 1938 effettuò un colpo di Stato proclamando la dittatura regia e  Codreanu fu arrestato con centinaia dei suoi uomini. Accusato di attività terroristica, tentata insurrezione e attività spionistica a favore di una potenza straniera, fu condannato a dieci anni di lavori forzati da un tribunale militare. Ripresero quasi subito gli attentati contro gli ebrei accusati di aver spinto tale repressione e gli assassinii.

Il 30 novembre del 1938, un comunicato ufficiale informava che Codreanu era stato abbattuto “mentre tentava di fuggire” insieme ad altri tredici dirigenti del movimento. In realtà furono strangolati e poi crivellati di colpi e i loro cadaveri furono gettati in una fossa comune vicino Bucarest. Migliaia di altri legionari furono  eliminati dopo il loro agguato che portò alla morte nel 1939 del ministro degli interni Calinescu.

Re Carol II fu costretto ad abdicare nel 1940 per la crescente influenza tedesca e dell’Urss che si era anche annessa la Bessarabia e la Bucovina settentrionale. Si instaurò allora un regime militare, sempre più nell’orbita della Germania, guidato dal generale Ion Antonescu con l’appoggio della Legione.

Horia Sima, il successore di Codreanu, diventò vice primo ministro ma la Legione voleva tutto il potere e nel 1941 scattò l’insurrezione della Guardia di Ferro.  Durò tre giorni fino a quando l’esercito riprese il controllo della capitale e la  Germania, pur mantenendo stretti rapporti con la Guardia di Ferro, si schierò dalla parte di Antonescu.

I legionari della Guardia di Ferro però invasero Bucarest ed entrarono nel quartiere ebraico, incendiando le sinagoghe, devastando e distruggendo. Al macello comunale vennero radunati centinaia di ebrei e, dopo aver simulato una cerimonia kosher, molti di loro vennero trascinati al mattatoio, sgozzati e appesi ai ganci, come carcasse di animali, con la scritta al collo “carne ebrea”.

Per un raggio di diversi chilometri si rinvennero i corpi degli ebrei assassinati dalla  Guardia di Ferro. Le fonti più attendibili parlarono di 630 morti e 400 scomparsi. Horia Sima, protetto dalle Ss di Himmler, si salvò dalla repressione attuata dall’esercito di Antonescu.

 

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