Paul Schäfer e gli orrori della Colonia Dignidad

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Paul Schäfer dall’aspetto allampanato e con un occhio di vetro, era stato un infermiere nella Wehrmacht che, dopo la seconda guerra mondiale, si era reinventato profeta di Dio e aveva fondato una società benefica per vedove ed orfani di guerra ma nel 1960 fu accusato di molestie ai bambini.

Per questo nel 1961 si rifugiò in Cile insieme a diversi connazionali con i quali fondò una comune agricola di 300 persone chiamata Colonia Dignidad dove tutti, compresi i bambini dai sette anni in poi, dovevano lavorare dodici ore al giorno senza salario e riposo settimanale e ricevendo solo un tozzo di pane e una tazza di tè.

Chi sgarrava subiva un processo di fronte alla comunità e subiva pene corporali, somministrazione di psicofarmaci e privazione di cibo. I bambini appena nati venivano tolti ai genitori ed erano affidati a “zie e zie” e Schäfer, “lo zio permanente”,  abusava dei bambini che arrivavano anche dagli orfanatrofi.

Schäfer fece costruire nella comune anche una scuola ed un ospedale ottenendo credibilità e finanziamenti pubblici e copertura della polizia tanto che cominciò ad ospitare anche nazisti in fuga dall’Europa. Il generale Augusto Pinochet, dopo il golpe del 1973, sfruttò le stanze segrete e gli strumenti di tortura della colonia dove gli oppositori catturati dalla Dina venivano portati e dove spesso morivano.

Successivamente la colonia accumulò al suo interno enormi quantitativi di armi che Schäfer faceva entrare e uscire di nascosto dal Cile e in speciali laboratori venivano anche testati gli effetti del gas letale Sarin. Inoltre molti notabili cileni furono anche ricattati con filmati girati durante festini erotici organizzati per loro nella colonia.

Dopo la caduta di Pinochet, Schäfer fuggì in Argentina e nel 2005, all’età di 84 anni, fu estradato in Cile dove venne condannato a 20 anni per pedofilia, traffico di armi e violazione dei diritti umani. Morì in carcere nel 2010.

 

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