La rivolta ungherese del 1956 e la bandiera col buco

okt23

Nel 1953 Nikita Krusciov diede segnali di cambiamento ammettendo anche che Stalin fosse stato un dittatore. L’Ungheria a fine Guerra mondiale era fra gli sconfitti perchè si era alleata con le potenze dell’Asse e quindi con Germania, Italia e Giappone e per questo nel 1954  fu affidata ad un governo-fantoccio filosovietico con a capo Matias Rakosi.

Nel 1956 intellettuali e studenti di Budapest organizzarono un movimento di solidarietà ai Polacchi che avevano cominciato a manifestare contro il regime sovietico. Nel gruppo vi erano anche i membri del circolo Sandor Petofi che era il nome di un poeta ungherese protagonista della rivoluzione ungherese del 1848.

Presto alla manifestazione pacifica si unì tutta la cittadinanza e Rakosi minacciò misure molto pesanti contro i dimostranti ed allora la manifestazione diventò rivolta urbana a cui si unì anche il Questore di Budapest.

Il popolo fece irruzione nel quartiere generale della polizia sovietica e scoprì le disumane prigioni e gli strumenti di tortura utilizzati. Furono liberati i prigionieri fra i quali il cardinale Mindszenty ex primate della chiesa di Ungheria che quando era stato costretto a firmare le sue confessioni aveva sempre aggiunto sui fogli la sigla C.F. (Coactus Feci cioè lo feci sotto costrizione).

Emblema della rivolta contro l’oppressione sovietica è una bandiera col buco perché gli Ungheresi tolsero dal loro tricolore, semplicemente ritagliando un cerchio, i simboli comunisti: falce, martello, spiga di grano e stella rossa.

Vi fu un momento di grande confusione e di giustizia sommaria ma poi andò al potere Imre Nagy che voleva restituire la libertà agli Ungheresi con un programma di riforme graduali e senza tradire gli ideali comunisti.

L’Occcidente rimase indifferente perché riteneva la questione interna al blocco sovietico e inoltre insieme agli USA, in piena Guerra fredda, riteneva più importante occuparsi delle tensioni con l’URSS nate sugli interessi commerciali dopo la nazionalizzazione del canale di Suez.

Il 4 novembre 1956 Budapest fu invasa dai carri armati sovietici che avanzarono nelle vie deserte e silenziose mentre Nagy si rifugiava nell’ambasciata iugoslava ma fu tradito da Tito che lo consegnò a Mosca. Dopo due anni di prigionia fu seppellito a faccia in giù in una fossa comune e in una località segreta.

Molti Ungheresi furono giustiziati o imprigionati e 250.000 fuggirono dal paese. Janos Kadar  fedele di Mosca diventò capo di Stato con poteri illimitati fino al 1988 e solo dopo la caduta di Berlino nel 1989 furono fatti i funerali di Stato ai caduti e a Nagy.

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