Paolina Bonaparte ” Venere vincitrice”

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Maria Paola Buonaparte, conosciuta  come Paolina Bonaparte, fu sorella di Napoleone Bonaparte e nacque ad Ajaccio, in Corsica, nel 1780 in un periodo piuttosto complicato perchè l’isola era attraversata dalle lotte clandestine tra autonomisti e realisti. Nel 1793 alcuni patrioti corsi appiccano fuoco alla residenza dei Bonaparte che furono costretti a rifugiarsi a Marsiglia

Paolina era una donna di grande bellezza e fascino. Molto irrequieta e amante dello sfarzo e della vita di corte, fece molto scandalo a causa del suo comportamento anticonformista e delle ripetute infedeltà coniugali.

Napoleone impose a Paolina di interrompere la sua relazione con Stanilas Fréron di cui lei era perdutamente innamorata, anche dopo aver scoperto che l’uomo era già sposato e padre di tre figli, e la convinse a sposare il suo generale Victor Emanuel Leclerc.

Paolina seguì il marito in tutti gli spostamenti di lavoro e si stabilì a Milano, a Parigi e poi andò fino a Santo Domingo, dove però lui morì di colera nel 1802. Insieme al figlio Dermide, avuto nel 1797 dal marito, ritornò quindi a Parigi dove però mostrò grande insofferenza per le regole e le limitazioni imposte dalla vedovanza.

Con l’appoggio anche del fratello Giuseppe, sposò il principe Camillo Borghese, la cui famiglia faceva parte dell’antica nobiltà romana, che era di cinque anni più anziano di lei. Il matrimonio si svolse segretamente, in quanto avvenuto prima del termine del normale periodo di vedovanza e per questo fece infuriare Napoleone.

Nel 1803 Paolina giunse con il marito a Roma dove non si trovò affatto bene perchè  trovò lo sfarzo della nobiltà romana ma anche un grande perbenismo e uno stile di vita pieno di impegni religiosi. Napoleone però ripetutamente le negò il permesso di rientrare in Francia dove si recò solo in occasione dell’incoronazione imperiale sostenendo in modo egregio il suo ruolo di membro della famiglia Bonaparte.

Ebbe un pessimo rapporto, costellato di disprezzo e invidia reciproca, con la cognata Giuseppina di Beauharnais moglie di Napoleone. Giuseppina non poteva avere figli e Paolina suggeriva al fratello anche di chiedere il divorzio, in particolare dopo l’incoronazione, per perpetuare la dinastia. Giuseppina, da parte sua, arrivò a spargere la voce di rapporti incestuosi tra la principessa Borghese e il fratello Napoleone.

Nel 1804 morì suo figlio Dermide a causa della cagionevole salute mentre ella si trovava alle terme di Bagni di Lucca e lo aveva lasciato a Frascati vicino al fratello Luciano.

Nel 1806 Paolina ebbe il titolo di Duchessa di Guastalla ma si interessò molto poco  alla vita politica, a differenza delle sue due sorelle che invece parteciparono attivamente,  occupandosi più di questioni femminili e galanti.

Dopo l’incoronazione di Napoleone come Imperatore, nel 1808 a Camillo Borghese fu affidata la giurisdizione di Torino e delle zone circostanti. Anche a Torino Paolina non si trovò bene perchè trovò la città fredda e bigotta e quindi, anche perchè insofferente al legame matrimoniale, lasciò definitivamente  l’Italia e visse fra la sua casa di Neully vicino Parigi e Nizza.

La statua scolpita daAntonio Canova che la ritrasse nuda come una Venere vincitrice accrebbe la sua fama di donna scandalosa. A chi chi le chiese, come fosse andata l’esperienza, lei rispose:

Tutto bene, l’ambiente era ben riscaldato“.

L’elenco dei suoi amanti divenne sempre più lungo e comprese il conte di Fourbin, il musicista Blangini, l’ufficiale Jules de Canouville e il grande attore francese Talma.

Paolina però dimostrò molta fermezza ed ostinazione nel sostenere e aiutare Napoleone nei momenti di pericolo e di difficoltà condividendone l’esilio sull’isola d’Elba e cercando, inutilmente, di raggiungerlo anche a Sant’Elena.

La separazione da Camillo Borghese durò quasi 10 anni durante i quali lei si spostò per tutta Europa mentre lui si stabilì a Firenze con la sua amante e cugina, la Duchessa Livia Lante della Rovere.

Paolina nel 1824 si riavvicinò al marito che, a seguito della mediazione dei cardinali Albani e Consalvi, le consentì di vivere a Villa Sciarra, ribattezzata villa Paolina. Camillo, nonostante fosse uscito vincitore da un procedimento di annullamento del matrimonio presso la Sacra Rota, la ospitò nel suo palazzo solamente perché gravemente malata di cancro al fegato.

Fece lunghi periodi di cura in Toscana, ai bagni di Lucca e Pisa, dove andava in compagnia del musicista Giovanni Pacini che fu l’ultimo dei suoi amanti e trascorse gli ultimi mesi di vita nel palazzo fiorentino, oggi chiamato Villa Fabbricotti. Morì il 9 giugno 1825 all’età di 44 anni e, secondo le sue volontà, fu sepolta nella cappella dei Borghese a Roma nella Chiesa di Santa Maria Maggiore.

 

 

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