L’organizzazione criminale “Cosa Nostra”

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Cosa Nostra è  un’organizzazione criminale di stampo mafioso presente in Sicilia  che  ha intensi legami con altre organizzazioni criminali internazionali. E’ costituita da un sistema di gruppi, chiamati famiglie, organizzati con un rigido sistema gerarchico composto da gregari picciotti agli ordini di un capo famiglia detto padrino . A loro volta i padrini fanno parte di una  ‘’cupola’’ che ha sopra un ‘’capo dei capi’’ .

La nascita del fenomeno è incerta e potrebbe essere stata originata dall’antica setta dei Beati Paoli attiva a Palermo nel XII secolo oppure potrebbe essere dovuta all’immigrazione in Italia di tre fratelli, cavalieri spagnoli appartenenti alla setta segreta Gardunache, fuggiti da Toledo nel XV secolo che sbarcarono nell’isola di Favignana e si rifugiarono nelle grotte di tufo dell’isola.

Nei primi anni del XIX secolo i gabbellotti, sorta di ‘’guardiani’’ dei grandi feudi siciliani  della nobiltà siciliana, che erano violenti e senza rispetto per la legge, per meglio esercitare il loro mestiere si circondavano di scagnozzi prezzolati. Cominciarono a riprendere la simbologia e i rituali segreti di società iniziatiche antiche, anche dei Beati Paoli, e di società religiose, cavalleresche e massoniche.

Dopo l’ultima guerra mondiale questo fenomeno criminale strinse rapporti con la politica e il mondo dell’ economia raggiungendo posizioni di dominio e di grande guadagno perchè controllava aziende e appalti e poi si dedicò al racket, al pagamento cioè da parte di commercianti e imprenditori di un ‘’pizzo’’ in cambio di protezione. I grandi guadagni arrivarono poi negli anni ’70 con il traffico internazionale di stupefacenti a seguito di accordi con le famiglie mafiose degli Stati Uniti e del Sud America..

Nel 1978 scoppiò una guerra interna tra la vecchia mafia storica, composta dalle famiglie affiliate a Bontate, Badalamenti e Buscetta e quella dei Corleonesi con Salvatore Riina e Bernardo Provenzano. Questi ultimi erano a capo di un gruppo feroce e determinato che, per dimostrare il suo potere, compì una serie di omicidi eliminando tutte le personalità dello Stato che erano scomode. In due anni morirono più di mille uomini.

Venne inviato a Palermo come prefetto il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa che però venne ucciso nel 1982 e da allora nacque anche il fenomeno dei boss mafiosi pentiti che comiciarono a collaborare con la giustizia . Il primo fu Tommaso Buscetta che nel 1984 collaborò con i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Sulla base delle loro rivelazioni, il pool antimafia di Palermo mise in piedi un maxiprocesso che si concluse con 342 condanne, 2665 anni di carcere e 19 ergastoli tra cui quelli di Luciano Liggio, Bernardo Provenzano e Salvatore Riina.
I capi mafiosi oggi controllano ancora molte delle attività commerciali ed economiche ma la mafia siciliana  non è mai stata così debole. Schiacciata dalla crisi, decimata dagli arresti e dai pentiti, imbottita di spie e microspie, a corto di soldi e soldati, orfana di capi e costretta a dividere gli affari con le nuove gang straniere, in particolare quella nigeriana, Cosa Nostra non è più la stessa. Inoltre ora la recente morte di Riina avrà come conseguenza un nuovo riassetto interno.

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