Il cavallo e la storia di espansione.

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Il cavallo si era estinto in America dodicimila anni fa fino a quando non fu reintrodotto con l’arrivo di Hernan Cortes nel 1519. Addomesticarlo non era stato molto semplice e i primi a riuscirci furono i nomadi delle steppe dell’Asia centrale che a cavallo, dal primo millennio a.C. fino al XVI secolo, avevano annientato eserciti e conquistato città rimescolando popoli e culture e formando nuovi imperi come quello dei Mongoli.

Dopo l’introduzione della ruota a raggi, avvenuta intorno alla metà del secondo millennio a.C., i cavalli vennero impiegati anche per trainare i carri da guerra e piattaforme mobili per il trasporto di arcieri e fanti armati di giavellotto.

Dopo il 1000 a.C. si cominciò a combattere utilizzando, stando in sella, l’arco composito che si rivelò un’ arma micidiale usata appunto in particolare dalle popolazioni nomadi delle steppe euroasiatiche. La  capacità dell’arco composito di garantire all’arciere velocità di carico e precisione di tiro anche stando in sella ad un cavallo o sul pianale di una biga ne facevano un’arma nettamente superiore all’arco in legno. Per contro, un arciere appiedato non otteneva da un arco composito alcun vantaggio pratico rispetto all’uso di un arco in legno tradizionale.

Era quasi impossibile resistere alle scorrerire dei nomadi delle steppe perchè si contraddistinguevano per rapidità, resistenza alle condizioni ambientali più dure e ferocia. Sciti, Unni, Bulgari e Turchi sconfissero spesso i popoli sedentari di Europa ed Asia. Poi Gengis Khan (1206-1227) espanse il proprio dominio dalla Cina alla Persia e dalla Siberia al Dnept e in questa espansione il cavallo era stato strategico: ogni cavaliere ne possedeva almeno tre da montare a turno per poter procedere più velocemente,

L’uso del cavallo facilitò anche la circolazione delle merci, delle notizie e delle persone. Ciro il Grande nel VI secolo a.C. mise a punto un servizio postale che dall’attuale Iran arrivava fino al mediterraneo: era la via Regia di 2700 Km e 111 stazioni che i corrieri a cavallo prcorrevano in nove giorni.

L’imperatore Ottaviano Augusto mise in piedi invece il “cursus pubblicus” una rete stradale di 200.000 Km che i cursores percorrevano facendo 270 Km in 24 ore e che serviva per far circolare informazioni, ordini militari e per mantenere la coesione dell’impero. Solo dalla seconda metà del Settecento a bordo delle carrozze postali furono fatti salire anche i passeggeri.

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