Coco Chanel

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Gabrielle Bonheur Chanel nacque a Saumur nel 1883 in un ambiente familiare caratterizzato da privazione e sofferenze. Rimasta orfana dopo la morte della madre e l’abbandono del padre fu rinchiusa per anni in un orfanotrofio, affidata alle suore del Sacro Cuore dalle quali apprese i rudimenti dell’arte sartoriale e da cui deriverà l’eleganza e il rigore degli abiti neri e bianchi.

A 18 anni Coco iniziò a lavorare come sarta e nello stesso anno conobbe Etienne de Balsan facoltoso ufficiale di cavalleria, figlio di imprenditori tessili che fu  il primo finanziatore e compagno di Gabrielle. Gabrielle Chanel divenne  “Coco” grazie a due frivole canzoncine da lei cantate una volta al Caffè Concerto La Rotonde: “Qui qu’a vu Coco“.  Étienne Balsan, che la conobbe quel giorno, la chiamò sempre Coco.

Nel 1909 iniziò a realizzare  cappellini sobri in paglia con piccoli nastri in raso, in contrasto con quelli più sontuosi in voga in quel periodo. Nel 1916 aprì il suo salone di alta moda a Biarritz, poi nel 1920 il mitico atelier di Rue Cambon, 31 a Parigi e nel 1923 creò Chanel n°5, il suo primo profumo.

Coco fece indossare le giacca alle donne, studiata per armonizzarsi perfettamente con il corpo femminile grazie anche alla catenina che profilava i bordi internamente in modo da assicurare una caduta perfetta, che divenne un capo cult quando la stilista scoprì il tweed durante un viaggio in Scozia. Poi nel 1926 diede vita vita a un classico per eccellenza: Le Petite Robe Noire, ovvero il tubino nero.

La donna per Coco doveva muoversi agile e disinvolta anche in abito da sera, senza lacci e corpetti: lanciò i pantaloni femminili, lo stile alla marinara, il jersey come tessuto nobile e poi le giacche corte, i bottoni dorati, le gonne con il punto vita abbassato.

Arthur Capel, un uomo d’affari inglese soprannaminato da Coco “Boy” fu  il più grande amore della stilista francese. Il loro fu un amore appassionato nato durante gli anni della guerra e interrotto dalla morte prematura di lui, vittima di un  incidente automobilistico. Ancora oggi è famosa la borsa Boy di Coco Chane.

 Misia Sert, che rappresentò un’amicizia unica, complice e indissolubile, aiutò Coco a superare la perdita del suo amato Arthur. Fu proprio in quel frangente che Misia invitò Coco a seguirla a Venezia. E sarà qui che lei rimase  abbagliata dai luccichii delle botteghe veneziane e  trarrà ispirazione per il suo stile inconfondibile.

Chanel morì il 10 gennaio 1971 in una camera dell’Hotel Ritz all’età di 87 anni. Lasciò il suo patrimonio alla fondazione Coga, il cui nome è l’unione delle prime sillabe di Coco e Gabrielle. Era stata creata con lo scopo di pagare le pensioni per alcuni vecchi servitori, impiegati, amici in stato di necessità, per l’orfanotrofio di Aubazine dove era cresciuta, per giovani artisti e persone in difficoltà.

” L’eleganza non consiste nell’indossare un vestito nuovo”.

Coco Chanel

 

 

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