Rossane la “piccola stella splendente “

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Alessandro Magno sbarcò in Asia con l’intenzione di conquistare l’Impero Persiano e sconfisse i Persiani sul fiume Granico e a Isso e nel 331 a.C. mise in fuga Dario III a Gaugamela. Dario fuggì verso Oriente, verso le regioni più selvagge cercando salvezza  presso i suoi satrapi Besso, Spitamene, Satibarzane e Ossiarte.

Nel 330 a.C. Dario giunse in Ircania dove però i satrapi  Besso e Satibarzane lo pugnalarono a morte. Alessandro dopo aver disposto per Dario sontuosi funerali, cercò di punire i satrapi traditori, tra i quali Besso aveva osato proclamarsi Re di Persia.

Iniziò un grave conflitto fatto di guerriglie, agguati tra le montagne e stragi.  Per tre anni l’estremo Oriente persiano si trasformò in un carnaio, tra le rocce dei monti inaccessibili, gli aridi altopiani, e le fitte, scure foreste che digradavano verso l’India. Il primo a cadere fu Satibarzane poi il satrapo Barsente tentò la fuga verso l’India, ma venne catturato e consegnato al re macedone. Besso perse anche l’appoggio del satrapo della Sogdiana, Spitamene, che lo consegnò ad Alessandro.

Besso venne tradotto a Persepoli e condannato a morte,  Spitamene pose però l’assedio a Marcanda ma fu costretto a una precipitosa fuga e venne decapitato. Rimaneva infine un solo satrapo ribelle cioè Ossiarte che fece  trasferire la sua famiglia nell’inaccessibile rocca di Arimazes ma nel 327 a.C. Alessandro prese la roccaforte e lo catturò insieme alla sua famiglia e ai suoi tesori.

Alessandro notò una giovane di folgorante bellezza, la figlia di Ossiarte: Rossane, un nome che significava “piccola stella splendente”. Nata forse attorno al 343 a.C., Rossane aveva sedici anni e fino ad allora aveva vissuto l’esistenza lussuosa della nobiltà persiana. Alessandro si innamorò di lei e la sposò secondo il rito bactriano.

La coppia reale partì presto verso l’Oriente e visse orrori inimmaginabili come quello dell’Idaspe, dove la battaglia contro il re Poro e i suoi elefanti si risolse in un violento massacro.  Il sogno di Alessandro si arrestò perchè  gli uomini si ammutinarono e Alesssandro venne costretto a tornare indietro.

E in quella ritirata il re si divise per la prima volta da Rossane: lei mandata a Babilonia con la flotta di Nearco, lui alla testa dell’esercito, nella terribile traversata del deserto del Makran. Ma prima di ricongiungersi con lei a Babilonia, Alessandro si fermò a Susa dove con un matrimonio collettivo prese come seconda moglie Statire figlia di Dario III.

Il re tornò a Babilonia ma nel giugno del 323 a.C. cadde ammalato e nel giro di pochi deliranti giorni, morì. Lasciò dietro di sé un impero immenso, esteso dalle coste della Grecia alle sponde dell’Indo, generali voraci e avidi amici ma nessun erede.

Rossane infatti (e forse anche Statira) era incinta e morendo Alessandro aveva affidato il suo anello con il sigillo a Perdicca, uno dei suoi più fidati luogotenenti. Ma quando i generali di Alessandro, i diadochi, si riunirono non fecero mistero di volere al trono il malleabile Filippo III Arrideo. Acconsentirono però ad attendere la nascita del bambino, assegnando a Perdicca il ruolo di reggente.

Ma Rossane non era più una fragile principessa perchè anni di guerre l’avevano indurita: fu lei a ordinare l’assassinio di Statira, prima di dare alla luce nel 323 a.C. un bambino: Alessandro IV.  Perdicca, nel 321 a.C. si recò in Egitto, tentando di tutelare l’unità dell’Impero, ma venne assassinato e Rossane e suo figlio passarono sotto la custodia di Antipatro, che abbandonò la finzione dell’impero unito e li portò in Macedonia, mentre il resto delle conquiste di Alessandro venne lasciato ai diadochi.

Antipatro morì nel 319 a.C. lasciando il suo posto a Poliperconte e al figlio Cassandro. La situazione precipitò: alleato a Filippo III e ai diadochi, Cassandro costrinse Poliperconte, con Rossane e il bambino, a rifugiarsi in Epiro alla corte di Olimpiade, madre di Alessandro.

Scoppiò una violenta guerra civile e Filippo III e i suoi vennero fatti giustiziare da Olimpiade che tornò in Macedonia, a Pella, con Rossane e Alessandro IV.  Nel 316 a.C. Olimpiade si arrese a Cassandro e fu giustiziata, mentre Rossane e suo figlio vennero relegati ad Anfipoli, sulla costa tracia.

Con il passare degli anni, Alessandro IV divenne però un ostacolo ai piani di Cassandro, che come reggente aveva preso il comando del potente regno macedone. Così nel 309 a.C. egli fece avvelenare il piccolo erede al trono, appena tredicenne, e sua madre. Morì in questo modo Rossane, l’incontro vivente di due culture, la regina che proveniva dal confine del mondo.

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